Quando la vista si sdoppia, la correzione arriva dalle lenti prismatiche

Cosa sono e quando vengono prescritte queste lenti particolari che possono aiutare a risolvere lo strabismo negli adulti e le ‘posizioni anomale del capo’ nei bambini
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Strabismi improvvisi

Può capitare nell’età dell’adolescenza o da adulti che all’improvviso insorga una forma di strabismo associata a visione doppia (diplopia). “Il fenomeno della visione doppia - spiega Andrea Piantanida, chirurgo oculista, Centro Oculistico Lariano, Cernobbio-Como e membro del comitato scientifico della Fondazione Salmoiraghi & Viganò - è la principale condizione clinica che richiede l’utilizzo dei prismi sugli occhiali. Il prisma infatti sovrappone le due immagini eliminando la visione doppia”. Le lenti prismatiche non sono esenti da effetti collaterali specie se sono di elevate diottrie: a volte è necessario utilizzare dei prismi adesivi di materiale plastico, invece che di vetro, soprattutto per angoli di strabismo molto grandi al fine di ridurre lo spessore ed il peso degli occhiali prismatici e rendere più tollerabile l’utilizzo di tali lenti. “L’utilizzo dei prismi adesivi, prosegue Piantanida, è limitato nel tempo: tali lenti infatti vengono generalmente utilizzate in attesa della prescrizione definitiva o dell’intervento chirurgico, volti ad eliminare la visione doppia”.

Quando lo strabismo è latente

Ma non sempre lo strabismo è evidente osservando il paziente. A volte può essere presente se stimolato da determinate situazioni della quotidianità. “Per esempio, - spiega Piantanida - alcune forme di strabismo possono manifestarsi in caso di stanchezza visiva dovuta ad un utilizzo prolungato dei video oppure per fenomeni di abbagliamento, ad esempio con la luce presente nelle giornate di sole forte, o ancora a causa di un impegno visivo di massima concentrazione come accade a chi lavora sui microcircuiti. Tali pazienti a volte riferiscono una vera e propria visione doppia che rende impossibile lavorare”. “L’utilizzo di prismi - prosegue l’oculista - consente di ripristinare la visione binoculare singola, alleviare i sintomi presenti e di seguire nel tempo il paziente fino alla stabilizzazione del quadro clinico”.

La posizione della testa

Come sanno bene le persone che non vedendo chiaramente da lontano si avvicinano il più possibile all’oggetto da osservare, le posizioni anomale del capo rappresentano i meccanismi di compenso che il paziente mette in atto per eliminare la visione doppia. “Nell’adulto sono quasi sempre espressione di paralisi oculari, nell’età pediatrica invece spesso si associano a situazioni cliniche particolari prima fra tutti il nistagmo congenito”, prosegue l’oculista. In entrambe le situazioni le lenti prismatiche hanno lo scopo di ripristinare la visione binoculare singola per consentire al paziente la corretta posizione del capo senza deviazioni. Dopo un periodo di adattamento alla correzione prismatica il paziente verrà riesaminato, per valutare le possibilità chirurgiche per ripristinare in maniera definitiva la corretta postura. “Le lenti prismatiche, conclude Piantanida, vanno quindi interpretate come ausili per risolvere temporaneamente la visione doppia o le anomalie posturali del capo del paziente in attesa dell’intervento chirurgico”.