Alba-Bra, dall’ospedale alla casa per essere più vicini al paziente

Alba-Bra, dall’ospedale alla casa per essere più vicini al paziente
L’adesione al progetto StayHome si innesta sulla riorganizzazione avviata con l’apertura del nuovo ospedale di Verduno
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Aria di novità e voglia di potenziare l’efficienza dell’assistenza ai pazienti. Parte da qui l’adesione del Centro di Sclerosi Multipla di Alba-Bra al progetto StayHome, sviluppato da Biogen in collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM). La partecipazione a StayHome si inserisce nella fase dei grandi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni, nell’ambito della riorganizzazione conseguente all’apertura del nuovo Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno, che ha sostituito i due nosocomi di Alba e Bra.

 

Una presa in carico integrata

In concomitanza con questa nuova apertura, è stato avviato un progetto di gestione multiprofessionale e multidimensionale della Sclerosi Multipla che coinvolge il Centro Sclerosi Multipla e i servizi di Riabilitazione e Psicologia. “Questa riorganizzazione – spiega Michele Dotta, Direttore della Struttura Complessa di Neurologia presso la Asl CN2 Alba-Bra – si pone come obiettivo una presa in carico integrata della persona con Sclerosi Multipla, nei diversi aspetti dell'assistenza, grazie alla cooperazione delle figure professionali impegnate nella sua cura”.

 

L’ospedale come centro di riferimento

Il luogo in cui avviene la presa in carico è rappresentato dall’ospedale, sede di ambulatori, Day Hospital e palestre riabilitative. “Storicamente – prosegue Dotta - la gestione dei pazienti è sempre stata incentrata sull’ospedale, dove sono disponibili professionalità e tecnologie in grado di gestire una malattia che presenta aspetti di alta complessità diagnostica e terapeutica”.

Nuovi percorsi di cura

Ora, grazie al progetto StayHome, si ha la possibilità di allargare l’orizzonte di riferimento dei pazienti. “Questo progetto – sottolinea Dotta - rappresenta l’occasione per sviluppare il nostro modello organizzativo, strutturando percorsi che vadano oltre l’ospedale e portino le diverse professionalità vicino al paziente, ottimizzando la risposta alle esigenze nelle diverse fasi di malattia”.

 

L’assistenza a domicilio

Grazie all’avvento delle nuove terapie e al loro uso sempre più precoce lo scenario della malattia è completamente mutato: “Oggi la persona con Sclerosi Multipla è molto spesso giovane, attiva, impegnata socialmente, lavorativamente e nella vita familiare, ha la necessità di assumere farmaci in modo continuativo e l’esigenza di continuo monitoraggio”, fa notare il neurologo. Anche molte terapie possono essere assunte a domicilio: “In questi pazienti – spiega Dotta - è importante un’organizzazione che consenta loro di interagire con il Centro Sclerosi Multipla e con i diversi professionisti senza dover recarsi in ospedale”.

 

La riabilitazione  

Anche le persone con disabilità, per le quali gli spostamenti sono più complicati, possono giovarsi di un setting domiciliare: “Penso, ad esempio, alla riabilitazione e alla teleriabilitazione, in cui, oltre alla comodità per il paziente e i suoi familiari, è importante che il fisiatra e i fisioterapisti prendano visione dell’ambiente in cui vive la persona, per adattare terapie e ausilii”, continua il responsabile del Centro di Alba.

La gestione delle complicanze

Nelle forme più avanzate un grande beneficio deriva dalla possibilità di trattare le complicanze a domicilio, per ridurre quanto possibile ricoveri ospedalieri disagevoli e talvolta dannosi per le persone immunodepresse. “In questo ambito – spiega Dotta – un ruolo fondamentale lo svolgono il medico di medicina generale e gli infermieri di famiglia e comunità, in un modello virtuoso in cui essi interagiscono e collaborano  con gli specialisti che hanno in cura il paziente”.

 

Mettersi in ascolto

Ad Alba, il progetto StayHome è nelle sue fasi iniziali di analisi e ricognizione. “Tutte le figure professionali coinvolte stanno condividendo le loro esperienze, iniziative e aspettative, al fine di elaborare proposte di potenziamento e innovazione nell’assistenza domiciliare delle persone affette da Sclerosi Multipla”, fa sapere Dotta. Il passaggio successivo sarà rappresentato dal coinvolgimento di tutti gli operatori che ruotano intorno al paziente, in ambito sia territoriale sia ospedaliero, per calare nella realtà e nella pratica la fase di progettazione.

 

Il ruolo delle nuove tecnologie

Anche in questa realtà si vuole fare tesoro dell’esperienza della pandemia per elaborare e attuare strategie in grado di adattarsi e superare le difficoltà che, purtroppo, sono state inevitabilmente vissute nella cura e nell’assistenza delle persone affette da malattie croniche. “Un ruolo primario – conclude Dotta - sarà svolto dalle nuove tecnologie, nell’ambito dei progetti di telemedicina che la nostra Asl sta portando avanti. L’implementazione di tecnologie quali il Telemonitoraggio, la Televisita e il Teleconsulto sarà di grandissima utilità nella presa in carico domiciliare del paziente”. Un percorso graduale di trasformazione che vede in primo piano anche l’Associazione Pazienti, con un ruolo di facilitatore al fianco delle persone con Sclerosi Multipla e delle loro famiglie, per supportarle nell’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici, superare eventuali limiti e ostacoli iniziali e favorire un pieno adattamento ai nuovi modelli di gestione della malattia.