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Medici e farmacisti insieme, per “scovare” le malattie reumatologiche

Medici e farmacisti insieme, per “scovare” le malattie reumatologiche
Al via una campagna per aumentare le diagnosi precoci di queste patologie e il trattamento tempestivo che può arrestarne la progressione. Il dolore non va mai banalizzato
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“È L’ETÀ”. “Non c’è molto da fare”. “Il dolore bisogna tenerselo”. Frasi tanto comuni quanto pericolose, perché i sintomi generici come i dolori articolari, le emicranie, la rigidità nei movimenti e la stanchezza possono in realtà essere la spia di una malattia reumatologica. Accade così che l’artrite reumatoide venga individuata uno o due anni dopo l’esordio dei sintomi, la spondilite anchilosante fino a cinque anni dopo, e la fibromialgia addirittura fino a sette. Si tratta di patologie potenzialmente invalidanti, che è fondamentale diagnosticare in tempo: quando non vengono riconosciute, infatti, possono causare danni irreversibili. Intanto i pazienti cercano di risolvere con il “fai da te” e a volte vagano da uno specialista all’altro o fanno esami inutili e costosi. Per questo la Società Italiana di Reumatologia (Sir) lancia la prima campagna nazionale sulla diagnosi precoce ‘Malattie reumatologiche, prima le individui, prime le affronti’, con l’obiettivo di raggiungere milioni di cittadini ancora ignari della propria patologia. Come? Attraverso i farmacisti, grazie a un accordo con Federfarma Servizi, che per primi possono intercettare i pazienti e indirizzarli verso il reumatologo. “È un progetto di grande respiro che nasce dalla consapevolezza dei ritardi, spesso dannosi, nella giusta interpretazione dei sintomi”, dice Roberto Gerli, presidente nazionale della SIR: “La diagnosi precoce può significativamente migliorare la qualità di vita di quei pazienti che, per tenere sotto controllo i sintomi, fanno un uso spesso incontrollato di farmaci. Il nostro intento è quello di valorizzare la figura del reumatologo, per consentire a queste persone l’accesso alle migliori terapie”.


L’importanza della diagnosi precoce

Quello delle malattie reumatologiche è un mondo complesso: sono oltre 150 e in Italia interessano 5 milioni di persone, molte in età lavorativa. I sintomi possono essere invalidanti, tanto che il 40% dei pazienti deve rinunciare al lavoro e un altro 30% è costretto a ridurlo. “Agire presto è importante - sottolinea Gerli - perché un intervento tempestivo che miri a tenere sotto controllo le patologie nelle loro prime fasi può anche permettere di condurre una vita normale”. Ma quale ruolo possono avere i farmacisti? “Ogni giorno vediamo persone che soffrono di diverse patologie, ignorandone la vera causa: consumano dosi importanti di analgesici ma senza risultati tangibili e soprattutto senza un chiaro inquadramento”, risponde Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi: “I farmacisti possono dialogare con loro e spiegare l’utilità di una visita con il reumatologo, lo specialista che può inquadrare correttamente i sintomi e indirizzare verso una terapia corretta. È un servizio per la prevenzione che valorizza il ruolo della rete delle farmacie territoriali”.


L’impatto sui costi sanitari e sociali

Ridurre i tempi di attesa per arrivare alla diagnosi significa anche ridurre i costi del sistema sanitario e i costi sociali legati alla disabilità: “Questi malati girano da un medico all’altro e si sottopongono spesso a esami inutili e superflui. L’importanza della diagnosi precoce in queste patologie emerge chiaramente da centinaia di studi e permette di intervenire con estrema efficacia grazie alle terapie oggi disponibili”, sottolinea Ennio Lubrano, membro del direttivo nazionale SIR. “È determinante che le società scientifiche si impegnino in progetti di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini: il tema della diagnosi precoce è cruciale e di grande rilevanza sanitaria”, conferma Gianni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute: “Come Ministero siamo sempre impegnati per favorire il dialogo tra specialisti e cittadini, utile per garantire anche la sostenibilità del sistema sanitario nazionale”.

La campagna

La campagna, resa possibile grazie al contributo non condizionato di BMS, Pfizer e Roche, proseguirà fino alla fine del 2022 e prevede la realizzazione di booklet e leaflet sulle patologie reumatologiche più diffuse, e una forte sensibilizzazione verso i cittadini sull’importanza di non sottovalutare i sintomi. L’informazione passerà anche per i canali social della Sir (dove è possibile rivedere la conferenza stampa del lancio della campagna) e di Federfarma Servizi.