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Salute dei bambini e digitale: l'educazione che serve in famiglia

Salute dei bambini e digitale: l'educazione che serve in famiglia
Le Associazioni di pediatri insieme a Fondazione Carolina e Meta lanciano "Connessioni delicate", un progetto di sensibilizzazione rivolto a tutte le famiglie
4 minuti di lettura

Si parla tanto della dipendenza di bambini e adolescenti dal digitale molto meno del cattivo esempio che arriva spesso dai genitori o comunque dalle famiglie. Tema che emerge con chiarezza da un'indagine sul rapporto con il digitale all'interno delle famiglie con figli di età compresa tra 0 e 15 anni realizzata dalle associazioni di pediatri ACP, FIMP e SIP in collaborazione con Fondazione Carolina e Meta: nella fascia 0-2 anni il 72% delle famiglie ammette di utilizzare social e chat durante i pasti dei propri figli, mentre il 26% lascia che i bambini utilizzino i device in completa autonomia. L'indagine rientra nel progetto "Connessioni delicate" che ha l'obiettivo di sensibilizzare i genitori rispetto all'utilizzo dei dispositivi digitali con i bambini e di promuovere buone pratiche grazie alla guida attenta dei medici pediatri

L'indagine

Un pool di medici pediatri volontari ha coinvolto circa 800 famiglie a livello nazionale con un questionario anonimo sulle abitudini e i comportamenti online. Partner dell'iniziativa sono Meta e Fondazione Carolina che hanno supportato le famiglie affinché il questionario fosse sia un'occasione di confronto con il pediatra, sia di approfondimento delle dinamiche digitali grazie al materiale gratuito fornito online.

Le conseguenze sul sonno e sullo sviluppo cognitivo

Dal questionario proposto risulta scarsa consapevolezza da parte delle famiglie e una condizione di solitudine nei bambini: il 26% dei genitori permette che i propri figli utilizzino i device in autonomia tra 0 e 2 anni, percentuale che sale al 62% per la fascia 3-5 anni, all'82% a nella fascia 6-10 anni e al 95% tra gli 11 e i 15 anni.

"Già in uno statement pubblicato nel 2018 sulla rivista Italian Journal of Pediatrics la Società Italiana di Pediatria ha messo in luce i rischi documentati per la salute psicofisica di un uso precoce, prolungato e non mediato dagli adulti, dei media device nei bambini da 0 a 8 anni. Sono state rilevate interferenze negative sul sonno, sulla vista, sull'apparato muscolo-scheletrico, sull'apprendimento e persino sullo sviluppo cognitivo", dichiara la presidente Sip, Annamaria Staiano.

Ansia, depressione e grooming online

Da qui la raccomandazione di evitare smartphone e tablet prima dei due anni, limitare l'uso a massimo 1 ora al giorno tra 2 e 5 anni e al massimo a 2 per quelli di età compresa tra 5 e 8 anni. "Come hanno documentato due analisi della Sip condotte nel 2019 e nel 2022, i rischi aumentano con l'aumentare del tempo trascorso online: dall'ansia e depressione al sovrappeso sino ai disturbi del comportamento alimentare; dal cyberbullismo al grooming online; dai problemi comportamentali a quelli della vista, cefalea, carie dentali", aggiunge la presidente Sip, Annamaria Staiano.

Dispositivi in uso anche durante l'allattamento

Dallo studio di Connessioni Delicate emerge che i bambini sono abituati alla presenza di tablet e smartphone già dalla prima infanzia, anche in un momento fondamentale come quello dell'allattamento. "La diminuzione dell'attenzione delle madri ai segnali di suo figlio a causa dell'uso dello smartphone, specialmente all'inizio della vita nei contesti interattivi primari dell'allattamento e delle interazioni faccia a faccia, può avere ricadute negative sulle traiettorie neuroevolutive del bambino. Il comportamento reattivo materno è un elemento essenziale del sistema di sincronia che si sviluppa tra madre e bambino all'inizio della vita. Promuove la crescita fisiologica, cognitiva e socio-emotiva e realizza una sana genitorialità"osserva Antonio D'Avino, presidente Fimp.

"Tra i tre e i sei mesi di vita, l'allattamento al seno e le interazioni faccia a faccia costituiscono la maggior parte dei contesti in cui si sviluppa il legame genitore-bambino e richiedono una perspicace sensibilità da parte delle madri per imparare continuamente a riconoscere e interpretare i segnali dei loro bambini e ad adattarsi alle loro capacità mutevoli"aggiunge D'Avino.

La Ninna nanna diventa digitale

I genitori moderni sembrano non essere nemmeno più in grado di far addormentare i propri figli con la classica Ninna nanna. Una famiglia su quattro nella fascia 0-2 anni e una su cinque, in quella 3-5 anni, si affida, infatti, all'intelligenza artificiale per far addormentare i propri figli, con ninne nanna prodotte dagli assistenti vocali. Dati che attestano una crescente pervasività degli strumenti tecnologici sia da parte dei genitori sia da parte dei più piccoli, in tutte le fasi della crescita: il 35% dei genitori di bambini tra 0 e 2 anni delega ai device il compito di intrattenere i propri figli, ad esempio con la lettura di fiabe, percentuale che arriva all'80% nella fascia 3-5 anni.

Famiglie impreparate sui rischi

Dai risultati emerge inoltre la scarsa percezione delle famiglie sui rischi dell'uso improprio della tecnologia digitale: dai sintomi della dipendenza, ai principali pericoli in termini di salute psicofisica, come sexting e grooming. In particolare, alla domanda su cosa sia il sexting, il 66% dei genitori della fascia 6-10 non ha saputo fornire risposta.

Le giuste 'dosi' di tecnologia

Qual è quindi l'età sotto la quale è sconsigliato l'uso della tecnologia? Per quante ore bambini e ragazzi possono essere esposti agli schermi? Circa la metà delle famiglie coinvolte non sa rispondere, né conosce l'opinione della comunità medico-scientifica a riguardo. Una problematica che condiziona tutto il percorso di crescita delle nuove generazioni.

"Il cervello di un adolescente non è come quello di un adulto, tanto che la quantità di mielina raddoppia e questo comporta una più rapida propagazione dei messaggi nervosi. L'esposizione a fattori traumatici e tossici può quindi alterarne lo sviluppo cognitivo. Per esempio, la riduzione delle ore di sonno per l'utilizzo dei mezzi digitali comporta spesso problemi sul rendimento scolastico. Inoltre, un uso non regolamentato dello smartphone rischia di causare dipendenza e scarse relazioni sociali in un momento della vita in cui la socialità, reale e non virtuale, assume un ruolo importante per lo sviluppo di autonomia, senso critico, nonché della personalità. I genitori di oggi, di fronte a queste problematiche complesse, devono essere supportati nell'assumere posizioni educative più appropriate", commenta Stefania Manetti, presidente Acp (Associazione Culturale Pediatri).

Famiglie in cerca di aiuto

I genitori dichiarano di aver bisogno di supporto nella gestione del rapporto dei figli con il digitale: il 70% della fascia 0-2 e l'87% della fascia 11-15 anni vorrebbe avere maggiori informazioni da parte dei pediatri. Della stessa opinione sono i pediatri volontari che hanno partecipato alla fase pilota: l'87% ritiene necessaria una formazione scientifica in ambito di salute digitale dei minori. La collaborazione di Fondazione Carolina - nata in memoria di Carolina Picchio, prima vittima riconosciuta in Italia di cyberbullismo - in questo progetto è in linea con quanto raccolto dalla Onlus in questi anni, sul campo e nella Rete. "La sicurezza dei minori online non è solo una questione tecnologica, ma interessa la salute delle nuove generazioni. Il benessere psico-fisico dei bambini va tutelato nell'online esattamente come nell'offline, già a partire dai primissimi anni di vita ed è compito dei genitori esserne consapevoli e responsabili con il supporto degli specialisti competenti, in questo caso i medici", osserva Ivano Zoppi, Segretario generale di Fondazione Carolina.

Una guida online

Connessioni delicate invita a prenderci cura dei nostri ragazzi anche nella dimensione digitale. Il progetto pilota ha permesso di redigere la prima bozza di "Bilancio di salute digitale": un documento prezioso nell'ottica dell'ampliamento dell'iniziativa a livello nazionale entro la prossima primavera.

Qui è disponibile la guida informativa sulla sicurezza online per i genitori, sviluppata da Fondazione Carolina con il contributo di Meta. "Siamo felici di aver realizzato questo progetto con le associazioni di pediatri e Fondazione Carolina. L'educazione al digitale rappresenta un aspetto fondamentale per il percorso di crescita dei più piccoli e per la tutela della loro sicurezza. Per questo motivo lavoriamo per  fornire ai genitori strumenti utili per tutelare la loro presenza online e quella dei loro figli", commenta Angelo Mazzetti, Head of Public Policy di Meta Italia.