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Malattie neurodegenerative, al via un progetto per semplificare l'accesso alle cure

Malattie neurodegenerative, al via un progetto per semplificare l'accesso alle cure
Dalla Società Italiana di Neurologia nasce il Progetto S.M.A.R.T Care per ridisegnare i percorsi assistenziali territoriali
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IN Italia si registrano più di 1 milione di persone con demenza, di cui circa 700 mila affette da Alzheimer e oltre 900 mila con decadimento cognitivo lieve. Numeri che sono destinati a salire con il progressivo invecchiamento della popolazione. Garantire già oggi un facile accesso alle cure per i pazienti neurologici, delocalizzando sul territorio una parte dell’assistenza sanitaria che tradizionalmente viene erogata in ospedale, deve essere dunque una priorità. E Prorpio con questo obiettivo nasce il Progetto S.M.A.R.T. Care NEUROLOGIA - redatto dalla SIN (Società italiana di Neurologia) in collaborazione con la SIMM (Società Italiana di Leadership e Management in Medicina), coordinato da OVER Group e realizzato grazie al contributo incondizionato di Roche - che si propone anche di implementare strumenti per ottimizzare la distribuzione delle risorse e delle spese.

Serve una riorganizzazione dei servizi per i pazienti neurologici

Attualmente, la presa in carico dei pazienti affetti da demenza “è affidata a circa 579 Centri per i disturbi cognitivi e demenze (CDCD), 537 Centri Diurni e 728 RSA, dotati di modelli organizzativi molto eterogenei sia per composizione (personale impiegato, presenza del neuropsicologo, etc.) che per distribuzione sul territorio nazionale”, ha spiegato Gioacchino Tedeschi, dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Direttore UOC Neurologia dell’AOU “Luigi Vanvitelli” di Napoli e Past President della Società Italiana di Neurologia. Ma è un modello che non funziona, non per tutti almeno: “L’attuale organizzazione socio-sanitaria è lungi dal soddisfare le necessità clinico-assistenziali e ancor più sociali di questi pazienti e delle loro famiglie, sulle quali ricade gran parte degli oneri gestionali, specie nelle fasi più avanzate di malattia. Per accogliere ed indirizzare opportunamente pazienti e caregiver, anche nell’attesa di possibili nuovi farmaci in grado di modificare il decorso di malattia, andrebbe previsto un percorso mirato all'identificazione e presa in carico dei pazienti in fase precoce, mediante una riorganizzazione dei servizi”.


SMART, il progetto per un’assistenza “intelligente” e sostenibile

Le patologie croniche colpiscono oltre 24 milioni di italiani, con un trend che cresce con l’età. L'invecchiamento della popolazione non farà che aumentare la quota di malati cronici: una sfida importante per il sistema sanitario. SMART (acronimo di “Soluzioni e Metodi Avanzati di Riorganizzazione Territoriale in Sanità”) Care – NEUROLOGIA mira a raccogliere questa sfida nell'ambito delle malattie neurologiche. Come? Puntando - spiegano gli ideatori del progetto - a definire nuove strategie per migliorare l'assistenza ai malati neurologici, riorganizzando la rete assistenziale ospedaliero-territoriale perché miri a un'integrazione delle cure, quanto mai essenziale per patologie quali cefalee, disturbi cognitivo-comportamentali, ictus, malattia di Parkinson e sclerosi multipla. In accordo con il ridisegno della sanità auspicato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che punta a rafforzare la sanità territoriale.
 


“Si fa sempre più necessaria la coordinazione tra i vari livelli assistenziali, mettendo al centro le necessità del paziente in un’efficiente allocazione delle risorse e della spesa”, spiega Alfredo Berardelli dell’Università di Roma “Sapienza”, Direttore UOC Neurologia dell’AOU Policlinico Umberto I di Roma e Presidente della Società Italiana di Neurologia. “È con questo spirito che nasce il Progetto S.M.A.R.T. Care NEUROLOGIA, quando, un paio d’anni fa, SIMM e SIN hanno immaginato un intervento per la neurologia, per ideare un modello organizzativo per un sistema sanitario distribuito anche territorialmente, coerente con le migliori pratiche e capace di coordinare tutti i soggetti e le strutture coinvolti. L'obiettivo - conclude Berardelli - consiste nel posizionare più appropriatamente i servizi sanitari nel luogo a maggior valore, delocalizzando una parte dell’assistenza sanitaria ai malati neurologici tradizionalmente fatta in ospedale verso il territorio, nell’ottica di individuare il miglior assetto di cura che garantisca massima qualità, ottimizzazione delle risorse e sostenibilità del sistema e appropriatezza organizzativa”.