Blanca, nella fiction Rai una non vedente in polizia con i consigli di Andrea Bocelli

La serie tv su Rai 1 racconta in sei episodi l’ostinazione di una ragazza che trasforma la debolezza di non vedente in forza. In Italia oltre 360mila persone hanno perso la vista
2 minuti di lettura

Entrare in polizia è il suo sogno, ma a metterle i bastoni tra le ruote è la sua vista. Blanca, infatti, è diventata non vedente da bambina. Eppure, non si arrende e soprattutto non si piange addosso.

La giovane donna è la protagonista della serie televisiva al via lunedì 22 novembre in prima serata su Rai 1 con il titolo Blanca, realizzata con la consulenza del maestro Andrea Bocelli. È la prima produzione al mondo ad aver utilizzato l'olofonia, una speciale tecnica di registrazione del suono che permette di riprodurlo in modo simile a come viene percepito dall'apparato uditivo dell'uomo.

In Italia ci sono oltre 360 mila ciechi assoluti e oltre un milione e mezzo di ipovedenti e pluridisabili. Persone in grande difficoltà perché la disabilità non consente loro di rispettare sempre la distanza di sicurezza dagli altri e perché costrette a un autoconfinamento a casa, prive di assistenza di volontari a supporto.

Un crime drama per non vedenti

Blanca, crime drama liberamente tratto dall'omonimo romanzo di Patrizia Rinaldi, racconta lo straordinario viaggio di una giovane donna non vedente che ha la possibilità di realizzare il sogno che aveva sin da bambina: diventare una consulente della polizia. Blanca, interpretata da Maria Chiara Giannetta, è un personaggio vivace, solare e vitalistico, capace di sdrammatizzare tutto, a partire dalla sua condizione. Certo, per ora ha ottenuto solo uno stage di sei mesi. E in commissariato dovrà scontrarsi con la diffidenza dei nuovi capi e colleghi, in un ambiente di lavoro maschilista e un po' retrogrado. Dovrà relazionarsi con il commissario Bacigalupo, interessato solo ad arrivare alla pensione senza troppi problemi, e con l'ispettore Liguori, figlio di un nobile decaduto e di un'avvocatessa senza scrupoli.

Per conquistare la fiducia di entrambi, Blanca dovrà dimostrare che può dare un contributo originale alle indagini, grazie alle sue capacità nel décodage, cioè la capacità di analizzare nelle telefonate e nelle intercettazioni suoni e rumori che sfuggono ad un udito meno sviluppato del suo.

Da debolezza a punto di forza

Insomma, Blanca è riuscita a fare della sua mancanza la sua forza. La ragazza ha perso la vista quando era poco più che una bambina, in un drammatico incendio in cui è morta la sorella maggiore. In quell'occasione la sua testimonianza era stata decisiva per identificare il colpevole e ristabilire la giustizia, unico conforto nel primo periodo della sua cecità.

Da allora ha fatto molta strada: ha imparato a muoversi con l'aiuto del suo fedele cane guida Linneo, a orientarsi al buio, a leggere a fondo gli stimoli tattili, sonori e olfattivi, a ricostruire nella sua mente spazi e punti di riferimento.

Quando qualcosa dell'ambiente circostante attira la sua attenzione è come se lei entrasse in una "stanza nera", in cui isola il suono prodotto da una cosa o una persona, mentre tutto il resto scompare. Questo perché la vista tante volte distrae, mentre non vedendo si può andare più velocemente al cuore di cose, persone, situazioni. Sono doti che appaiono come dei veri e propri superpoteri, ma che Blanca deve paradossalmente sfoderare per riuscire ad essere una ragazza normale.

I consigli di Bocelli

A rendere Blanca ancora più speciale la duplice consulenza del Maestro Andrea Bocelli: il Maestro non solo ha descritto agli sceneggiatori il 'mondo dei non vedenti', ma ha fatto anche un piccolo training alla nostra protagonista.

La lezione fondamentale trasmessa dal Maestro è stata quella di affrontare le sfide di ogni giorno con spirito "combattivo", lottando per vivere una condizione di "normalità", ricordando, ad esempio, che sin da bambino imparò ad andare in bicicletta e a cavallo e, da adulto, addirittura a lanciarsi con il paracadute. Nessuna compassione per la propria condizione, ma tanta voglia di farcela, prendendosi in giro quando serve con una grande dose di autoironia, tratti del carattere che sono fondamentali anche del personaggio di Blanca.

L'olofonia

Oltre a essere innovativa per i contenuti, Blanca è anche la prima serie televisiva ad aver utilizzato una speciale tecnica di registrazione del suono, l'olofonia, che permette di riprodurlo in modo simile a come viene percepito dall'apparato uditivo umano: ascoltando la serie con semplici cuffiette, per lo spettatore sarà come essere al posto di Blanca, sentire come lei sente e ricostruisce il mondo. Una vera e propria novità nel panorama delle produzioni televisive. Nel cast, oltre a Maria Chiara Giannetta, Giuseppe Zeno, Pierpaolo Spollon. La serie è diretta da Jan Maria Michelini.