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Arresto cardiaco, per preservare il cuore occorre agire velocemente ed essere preparati

Arresto cardiaco, per preservare il cuore occorre agire velocemente ed essere preparati
Sempre più iniziative per imparare massaggio cardiaco e utilizzo del defibrillatore semiautomatico. Corsi per tecnici e cittadini in una fabbrica di ceramica in Emilia, oltre 40 dispositivi all'Università "Sapienza". Perché la diffusione di conoscenza e tecnologia salva la vita
3 minuti di lettura

Il cuore si ferma. O meglio, va a mille. Ma purtroppo i suoi battiti sono del tutto inutili e non mandano il sangue in circolo. Così, in pochi secondi, manca l'ossigeno, al cuore stesso e al cervello. L'arresto cardiaco rappresenta un'urgenza drammatica. Salvare una vita dipende dalla tempestività dei soccorsi, ovunque ci si trovi. Bisogna partire immediatamente con la "catena della sopravvivenza", chiamando il Servizio di Soccorso per allertare e far pervenire al più presto chi può in mano la situazione. Nel frattempo, occorre partire con le manovre di riabilitazione.

L'intervallo tra l'esordio dell'arresto cardiaco e l'arrivo del Servizio di Soccorso è prezioso per la vita del paziente, in quanto in assenza di interventi adeguati le probabilità di salvarlo e di evitare danni cerebrali irreversibili per l'assenza del necessario flusso sanguigno al cervello scendono del 10 per cento ogni minuto.

In questa fase è fondamentale praticare il massaggio cardiaco. E poi? Poi, prima possibile, deve entrare in azione il defibrillatore semiautomatico, che può risolvere l'arresto contrastando l'anomalia che blocca la circolazione del sangue. L'arresto cardiaco, frutto dell'impazzimento del battito dei ventricoli per la fibrillazione ventricolare, porta a morte circa 50.000 persone ogni anno. E si può verificare anche in luoghi pubblici, dove agire precocemente è basilare.

Alleanza pubblico privato nel modenese

Cultura industriale e sanitaria si uniscono presso il Centro "salute&formazione" di Florim di Fiorano Modenese, dove si promuovono, grazie alla partnership con l'Ospedale di Sassuolo Spa e i suoi istruttori, corsi di formazione, ricerca e simulazione medica avanzata per gli operatori sanitari e non di grandi e importanti strutture sanitarie locali (Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, Azienda Usl di Reggio Emilia e Azienda Usl di Modena).

Il Centro - esempio pressoché unico all'interno di una industria privata non sanitaria - si sviluppano su una superficie di 600 metri quadrati. Dispone di una sala che ospita oltre 100 persone, due sale attrezzate con manichini-robot per le simulazioni e otto aule per seminari e lezioni. I docenti sono certificati in base ai criteri dell'American Heart Association (AHA).

L'esperienza di Fiorano inizia nel 2010 quando il Presidente di Florim - Claudio Lucchese - decide di acquistare i primi defibrillatori per incrementare le dotazioni di sicurezza e fare prevenzione interna all'azienda, avviando una partnership con Ospedale di Sassuolo SpA per la formazione dei propri dipendenti.

Quasi 2000 persone certificate per la riabilitazione cardiopolmonare

Il Centro è stato inaugurato ad aprile 2014. Attualmente le attività di Simulazione Medica Avanzata e di formazione professionale rivolta ai sanitari sono gestite dall'Ospedale di Sassuolo SpA e dai suoi professionisti, a partire dalla loro progettazione e realizzazione.

La struttura eroga formazione a medici, infermieri operatori Sanitari, volontari, lavoratori, studenti. Tra il 2015 e il 2022 sono state formate 1971 persone secondo i criteri dell'American Heart Association, di cui quasi 650 cittadini volontari. Per le iniziative didattiche sono stati utilizzati 4 umanoidi, per rappresentare diverse età e situazioni, per un'assistenza mirata a neonati, bambini, adulti e fasi del parto. Inoltre sono stati realizzati incontri su tematiche diverse, anche in formato digitale in tempo di pandemia.

La Sapienza ateneo "cardioprotetto"

Una rete di oltre 40 DAE (Defibrillatori semi-automatici esterni) diventa il percorso salvavita che si dipana nelle sedi Universitarie dell'Università Sapienza, di Roma e Latina. La rete di defibrillatori semiautomatici di Ateneo è stata resa operativa grazie alle attività di formazione certificate attraverso il corso Basic Life Support Defibrillation (BLSD), erogato dagli istruttori degliSkill Labs e dei Centri di simulazione delle facoltà mediche, che ha visto il coinvolgimento di circa 400 addetti al primo soccorso.

I dispositivi installati sono dotati di una guida vocale e di indicazioni visive che descrivono nel dettaglio ogni operazione da compiere. Per capire dove si trovano i dispositivi occorre setuire le indicazioni realizzate grazie al Laboratorio GeoCartografico del Dipartimento di Lettere e culture moderne, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive.

L'installazione e il posizionamento di molteplici defibrillatori semiautomatici rappresentano un vero passo in avanti nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa e costituiscono il presupposto fondamentale per un Ateneo Cardioprotetto. "A ciò si aggiungono le attività formative BLSD erogate da nostri docenti e professionisti esperti per l'utilizzo di questi strumenti chiave per la sopravvivenza prima dell'arrivo dei soccorritori. Con questo progetto - spiega la Rettrice Antonella Polimeni - la Sapienza conferma il proprio impegno per la tutela e la salvaguardia della salute e del benessere di coloro che vivono l'Università. Il raggiungimento di questo traguardo, che è stato reso possibile anche grazie alle competenze interne alla nostra università, rappresenta un esempio virtuoso che colloca Sapienza in prima linea nel contrasto delle morti da arresto cardiaco improvviso".

Dal massaggio al defibrillatore

Spesso l'arresto cardiaco avviene alla presenza di altre persone. Sapere cosa fare può salvare la vita, considerando che in assenza di interventi adeguati le probabilità di salvezza e di preservare il cervello che non può sostenere il calo del flusso sanguigno scendono del 10 per cento ogni minuto. In questa fase è fondamentale praticare il massaggio cardiaco.

In termini generali ricordiamo che occorre mettere una mano al centro del torace della persona in arresto cardiaco, in corrispondenza del cuore, e fare 100-120 compressioni del torace al minuto, con il torace stesso che si introflette di circa 5-6 centimetri.

Il massaggio cardiaco può consentire di mantenere una condizione di circolo mentre si attende l'arrivo del defibrillatore, che può risolvere l'arresto annullando l'aritmia cardiaca che dà il via al blocco della circolazione del sangue. Il defibrillatore semiautomatico esterno è un dispositivo salvavita che, una volta applicato correttamente, è in grado di riconoscere un'alterazione del ritmo della frequenza cardiaca e di erogare, dietro impulso manuale di un operatore, una scarica elettrica diretta al cuore, azzerandone il battito e successivamente ristabilendone il ritmo.

Lo strumento, utilizzato correttamente e tempestivamente in caso di infarto, può salvare la vita all'interessato e il suo utilizzo nei primissimi minuti dall'evento può aumentare del 70% le possibilità di sopravvivenza.