Coronavirus in Italia, il bollettino del 10 maggio: 5.080 nuovi casi, 198 decessi. Indice di positività al 3,9 per cento

Da 8.292 scendono a 5.080 i contagi oggi in Italia, con il solito netto calo dei tamponi del lunedì che lascia però quasi invariato il tasso di positività al 3,9% (lo 0,2 in più di ieri, mentre si liberano 34 letti in terapia intensiva, ma ne risultano 7 in più occupati mei reparti di medicina. Salgono da 139 a 198 i morti.

****Iscriviti alla newsletter Speciale coronavirus

 

Scendono da 1.584 a 1.326 i nuovi positivi in Lombardia  dove però il tasso di positività sale di oltre tre decimali portandosi al 3,3% mentre i decessi sono 33, dieci  meno di ieri.

In Piemonte calano sia i contagi che il tasso di positività, i primi da 592 a 346, il secondo dall’8,6 al 7% mentre sono 17 le vittime, come ieri.

In Veneto da 492 i contagi scendono a 247 con un tasso di positività stabile al 3,7%.
Casi in discesa da 713 a 481 in Toscana dove però il tasso di positività dal 5,2 sale al 5,5% e i decessi da 9 a 20.

Anche in Emilia Romagna nuovi positivi in flessione da 650 a 471 ma con l’indice di positività che dal 3,8 passa al 6,5%.
I nuovi casi registrati in Toscana sono 481 su 10.508 test di cui 8.690 tamponi molecolari e 1.818 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 4,58% (11,6% sulle prime diagnosi). Ieri, il numero dei contagi giornalieri era stato 713 con un tasso del 3,4% (0,6 sulle prime diagnosi) su 20.981 test. Una settimana fa, il 3 maggio, i contagi giornalieri erano stati complessivamente 570 con un tasso di positivi pari al 5,97 % (15,7 sulle prime diagnosi) su 9.550 test.

Anche nel Lazio i caso scendono da 788 a 680 mentre i decessi aumentano da 10 a 17.
In Campania i contagi da 1.233 scendono 943  ma il tasso di positività dal 10,4 sale al 12% mentre i decessi da 10 balzano a 54.
Netto calo da 646 a 247 dei casi in Puglia dove anche il tasso di positività scende dal 7,4 al 5,1% mentre come ieri anche oggi si contano 25 vittime.

A partire dalla prossima settimana l'indice Rt sui contagi di Covid-19 rischia di aumentare e ci potranno essere nuove zone arancioni, a meno che il Governo non ne modifichi i parametri. A dirlo è Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto ai microfoni della trasmissione `L'Italia s'è desta´ su Radio Cusano Campus. «Oggi siamo in piena fase discendente della terza ondata, sicuramente per questa settimana avremo questa continuazione della fase discendente - spiega Cartabellotta - dall'altro lato, l'Iss ha segnalato un lieve incremento dell'indice Rt. Le Regioni dicono che bisogna modificare i parametri per il sistema a colori. Se ci devono essere delle modifiche devono essere fatte in tempi rapidi, altrimenti molte Regioni finiranno in zona arancione». «Se il governo dice che le riaperture sono irreversibili a questo deve corrispondere un cambiamento di questi parametri - prosegue - a partire dalla prossima settimana l'indice rischia di aumentare ancora, visto che vedremo gli effetti delle prime riaperture».

Continua invece a calare, a livello nazionale, il numero delle terapie intensive occupate da pazienti Covid, attestandosi al 24%, ben 6 punti sotto la soglia critica del 30% . Tornano quindi al valore di metà febbraio, ovvero prima dell'effetto della terza ondata pandemica. Solo 3 regioni, inoltre, superano tale soglia oltre la quale diventa difficile la presa in carico di malati non Covid: Lombardia, Toscana e Puglia. Lo mostrano i dati dell'Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas), relativi alla giornata del 9 maggio. Due settimane fa le terapie intensive Covid erano al 30% e 7 le regioni oltre questo valore. 

Intanto l’Aifa pubblica il nuovo rapporto sulla farmacovigilanza sui vaccini. Dall'inizio della campagna vaccinale sono state 56.110 le segnalazioni di sospetti eventi avversi su un totale di 18.148.394 dosi somministrate. Il tasso di segnalazione risultante, si legge nel rapporto, è di 309 ogni 100.000 dosi, di cui il 91% sono riferite a eventi non gravi, che si risolvono completamente, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari. «Come riportato nei precedenti Rapporti, gli eventi segnalati insorgono prevalentemente lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo (85% dei casi)». Le segnalazioni gravi corrispondono all'8,6% del totale, con un tasso 27 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione. Per quanto riguarda le trombosi a seguito del vaccino AstraZeneca, prosegue la nota, le segnalazioni sono in linea con quelle del resto d'Europa. «In Italia, fino al 26 aprile 2021, sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza 29 segnalazioni di trombosi venose intracraniche e 5 casi di trombosi venose in sede atipica - scrive l'Aifa -. La maggior parte di questi eventi (22 casi, 65%) hanno interessato le donne con un'età media di circa 48 anni e solo in 1/3 dei casi circa gli uomini (12 casi, 35%) con un'età media di circa 52 anni. Il tempo medio di insorgenza è stato di circa 8 giorni dopo la somministrazione della 1a dose del vaccino Vaxzevria».

In Piemonte, dove da oggi sono aperte le pre-adesioni alla vaccinazione anti-Covid per la fascia di età 50-54 anni, il completamento delle pre-adesioni è previsto per fine giugno. Tra la metà e la fine di quel mese saranno infatti avviate le pre-adesioni per l'ultima fascia di età prevista fra i maggiorenni: 18-30 anni. Lo ha annunciato, «fatte salve le consegne nei tempi e nelle quantità previste», l'assessore regionale alla Sanità della Luigi Icardi, oggi in videoconferenza.
«Il vaccino di AstraZeneca - ha ricordato Icardi - è in diminuzione: al momento ne abbiamo 150 mila dosi in magazzino a fronte di 227 mila seconde dosi da fare. Terremo quindi tutta la giacenza e e le residue consegne per i richiami, mentre useremo gli altri vaccini per le prime dosi».

Video del giorno

Come soggiornare gratis in case da sogno prendendosi cura dei cani e gatti che ci vivono

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi