Covid, potrebbero sparire le fasce di colore delle Regioni

Il ministro Speranza: «Siamo in una fase nuova, aggiornare gli indicatori». Si punta anche all’eliminazione dell’indice Rt

Via la divisione in fasce di colore e numero di tamponi minimo proporzionale al livello di incidenza del contagio all'interno di una regione. E' la proposta che le regioni faranno al governo nell'incontro programmato con il governo. Una delle proposte sarà, dunque, «superare il meccanismo dei 4 colori» e di sostituirli con 3 livelli di rischio: basso (avrebbe determinato misure simili alla zona bianca), medio (limitazione di alcune attività) e alto (dove sarebbe potuto restare in vigore il coprifuoco). Una delle proposte delle Regioni che sarà probabilmente accolta è quella dell'eliminazione dell'indice Rt sui sintomatici. Non si può escludere al momento che l'assegnazione dei colori potrebbe essere circoscritto in alcuni casi anche a zone (provinciali) e non più alle regioni.

A esprimersi a favore di un cambiamento degli indicatori è anche il ministro Speranza: «Nella nuova fase, caratterizzata dal forte avanzamento della campagna di vaccinazione e dai miglioramenti dovuto alle misure adottate, lavoriamo con l'Iss e con le regioni per adeguare il modello immaginando una maggiore centralità di indicatori quali l'incidenza e il sovraccarico dei servizi ospedalieri».

Via le mascherine e sì agli abbracci

Se nel Regno Unito tornano gli abbracci, in Italia è ancora presto per dare una “data” secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) e coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) che precisa come per arrivare a questi obiettivi sarà necessario avere percentuali di vaccinati più alte: «Ricordo che al momento il 28% della popolazione italiana ha ricevuto la prima dose, solo quando avremo una circolazione virale ancora più ridotta potremo tornare anche ad abbracciarci». Locatelli, anche rispetto a un allentamento sulla mascherina, ha precisato che «c'è un pronunciamento dell'Ecdc», il centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, che indica questa possibilità col 50% della popolazione vaccinata, «ma altrettanto chiaramente indica che se si è in presenza di soggetti a rischio di sviluppare malattia grave è meglio attenersi al fatto di indossarla. Continuiamo così - ha esortato Locatelli - andiamo avanti in maniera graduale e progressiva. Poi arriverà il momento in cui ci emanciperemo anche dalle mascherine».

Coprifuoco

Poi Locatelli tocca il tema caldo del coprifuoco, spiegando che «la scelta evidentemente spetta alla politica e premesso che anche i numeri che avremo nella giornata di venerdì certamente serviranno per prendere decisioni compiute, ma credo che ci sia il margine per uno slittamento dell'orario di restrizione dei movimenti più in là». E precisa: «Poi se saranno le 23 o le 24 è scelta che spetta al governo».

***In aggiornamento

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