“Grazie al Recovery il Pil italiano salirà del 4,2%, entro il 2022 tornerà ai livelli pre-crisi”

Le previsioni economiche della Commissione europea. Gentiloni: «Forte crescita, ma abbiamo ancora molto da fare»

DALL’INVIATO A BRUXELLES. L’effetto Recovery Fund spingerà il Pil italiano a crescere del 4,2% quest’anno e a ritornare ai livelli pre-crisi entro la fine del 2022 (quando crescerà del 4,4%), con qualche mese di anticipo rispetto alle ultime previsioni di febbraio. Sono le stime della Commissione europea, che oggi ha pubblicato i dati per tutti i Paesi Ue tenendo conto dell’impatto dei fondi del Next Generation EU, che vede il nostro Paese principale beneficiario in termini assoluti. La crescita di quest’anno sarà quindi perfettamente in linea con quella della media Ue e soltanto leggermente inferiore a quella della zona Euro (4,3%), anche se il Pil italiano parte da un crollo decisamente più pesante nel 2020: -8,9% secondo Bruxelles, soltanto la Spagna ha fatto peggio (-10,8%).

«Le vaccinazioni e l’allentamento delle restrizioni – scrivono i tecnici di Bruxelles – stanno aprendo la strada alla forte ripresa dell'economia italiana nella seconda metà del 2021. Gli investimenti sostenuti dall’Ue dovrebbero portare l’economia verso un percorso di espansione sostenuto, che dovrebbe consentire alla produzione di tornare al suo livello pre-pandemia entro la fine del 2022». Il sostegno alla crescita avrà però un impatto significativo sul livello del deficit – che quest’anno dovrebbe volare a quota 11,7% - e sul debito, che si fermerà soltanto di poco al di sotto del 160% (159,8%). Ma secondo le previsioni della Commissione la curva dovrebbe iniziare a scendere già dal prossimo anno, quando il debito si assesterà al 156,6% e il debito al 5,8%, anche grazie alla maggior crescita.

Certo, accanto all’ottimismo, ci sono anche alcune avvertenze: «Le prospettive (di crescita, ndr) rimangono soggette a rischi al ribasso – si legge nel report – legati alla pandemia e a potenziali effetti sull’occupazione e sulla solvibilità delle imprese». L’occupazione «dovrebbe aumentare soltanto nel 2022, quando la ripresa prenderà piede», ma «il totale delle ore lavorate, che è diminuito dell’11% nel 2020, dovrebbe riprendersi rapidamente una volta allentante le restrizioni». Per questo il tasso di disoccupazione resterà attorno al 10% (quest’anno salirà al 10,2% per poi assestarsi al 9,9% il prossimo). Inoltre «la persistente incertezza e la concentrazione dei risparmi accumulati forzosamente tre le famiglie a reddito alto, con una minore propensione al consumo, dovrebbero frenare la prevista ripresa dei consumi privati».

«Dopo un inizio anno debole – spiega Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia - prevediamo una forte crescita sia nel 2021 che nel 2022. Il sostegno senza precedenti alle politiche di bilancio è stato e rimane essenziale per aiutare i lavoratori e le aziende europee a superare la tempesta. L’impatto di Next Generation EU inizierà a farsi sentire quest’anno e il prossimo, ma abbiamo molto lavoro da fare - a Bruxelles e nelle capitali nazionali - per sfruttare al meglio questa storica opportunità. E, naturalmente, sarà fondamentale mantenere il ritmo ormai sostenuto delle vaccinazioni nell’Ue, per la salute dei nostri cittadini e per le nostre economie. Quindi rimbocchiamoci le maniche».

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