Ciclismo: al Giro è tornato Bettiol, il leone delle Fiandre

Alberto Bettiol, 27 anni,  ha vinto per distacco la 18a  tappa Rovereto-Stradella

Vittoria in solitaria a Stradella come due anni fa sui muri fiamminghi. Classifica immutata, domani arrivo in salita ad Alpe di Mera

Era stato l’eroe del Giro delle Fiandre 2019, ma poi non era più riuscito a confermarsi ai massimi livelli. Nella 18a tappa del Giro invece Alberto Bettiol ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori, conquistando in solitaria la vittoria sul traguardo di Stradella grazie a un’azione entusiasmante negli ultimi 20 km, proprio come aveva fatto due anni prima sui muri fiamminghi.

Subito dopo il traguardo, poi, è scoppiato a piangere pensando al suo appassionato manager e amico Mauro Battaglini, lo stesso che aveva seguito tanti campioni fra cui Mario Cipollini, scomparso l’anno scorso dopo una lunga malattia. Nulla è cambiato nella classifica generale al vertice, anche perché i big si sono presi una giornata di "riposo" arrivando a oltre 20’ dal vincitore. In gruppo non c’erano più Remco Evenepoel e Giulio Ciccone, che avevano deciso di non partire dopo le cadute di ieri. Pur acciaccato è riuscito invece a prendere il via Vincenzo Nibali.

La 18a tappa era molto lunga ma senza particolari difficoltà, molto adatta alle fughe da lontano anche perché veniva dopo la dura giornata di Sega di Ala e prima della frazione di domani, ancora con un traguardo in quota, ad Alpe di Mera. Uno zampellotto nel finale rendeva il percorso particolarmente adatto ai finisseur.

La Rovereto-Stradella è  stata animata da molti tentativi di fuga fin dal via, ma solo dopo una sessantina di km si è formato davanti un gruppetto formato da Andrea Vendrame (Ag2r), Gianni Vermeersch (Alpecin), Simon Pellaud, Andrii Ponomar, Natnael Tesfatsion (Androni), Samuele Battistella, Gorka Izagirre (Astana), Filippo Zana (Bardiani), Simone Consonni (Cofidis), Remi Cavagna (Deceuninck), Alberto Bettiol (EF), Francesco Gavazzi, Samuele Rivi (Eolo), Wesley Kreder (Intermarché), Patrick Bevin (Israel), Stefano Oldani (Lotto Soudal), Dario Cataldo (Movistar), Nikias Arndt, Nico Denz, Nicolas Roche (Dsm), Jacopo Mosca (Trek), Alessandro Covi, Diego Ulissi (Uae).

Il gruppo ha lasciato fare, anche perché uno dei potenziali protagonisti di questa tappa, lo slovacco Peter Sagan, vestendo già la maglia ciclamino aveva tutto l’interesse a mantenere inalterata la classifica a punti, tenendo a debita distanza i rivali diretti Cimolai e Gaviria. La tappa si è dunque trascinata abbastanza stancamente, i fuggitivi hanno raggiunto oltre una ventina di minuti di vantaggio, poi nel finale è scoppiata la bagarre per la vittoria finale.

Dapprima si sono avvantaggiati Gorga Izagirre, Stefano Oldani, Alberto Bettiol, Patrick Bevin, Nicolas Roche e Jacopo Mosca, ai quali si sono aggiunti Dario Cataldo e Remi Cavagna. Proprio quest’ultimo ha allungato da solo, inseguito da Roche e Bettiol a una decina di km dal traguardo. Cavagna, grande cronoman, l’ha messa sul passo mantenendo una quindicina di secondi sugli inseguitori.

Ma Bettiol sull’ultimo strappo l’ha raggiunto e staccato, poi si è buttato a capofitto verso il traguardo di Stradella, inseguito da Roche. Gli ultimi km di Bettiol hanno ricordato la sua cavalcata solitaria nel finale del Fiandre di due anni fa: il corridore della Ef, che finora in questo Giro si era sacrificato per il capitano Hugh Carthy, nel primo giorno di libertà ha fatto vedere quanto vale, dominando a Stradella.

Alle sue spalle hanno concluso Consonni a 17" con Roche, Arndt, Ulissi, Battistella, Zana e Tesfatsion, poi Cavagna a 24", Mosca a 1’12", Oldani a 1’34" con Cataldo e Pellaud, quindi Vendrame a 2’11", Denz a 2’36". Il gruppo dei migliori ha concluso staccatissimo a 23’30".

Classifica al vertice immutata: 1. Egan Bernal; 2. Caruso 2’21"; 3. Yates 3’23"; 4. Vlasov 6’03"; 5. Carthy 6’09"; 6. Bardet 6’31"; 7. Martinez 7’17"; 8. Almeida 8’45"; 9. Foss 9’18";  10. D. Martin 13’37"; 21. Nibali 45’12".

Domani si torna a salire con la 19a tappa da Abbiategrasso all’Alpe di Mera. Non ci sarà più la scalata al Mottarone, cancellata dal Giro su pressione del governo per evitare l’affollamento di persone nei luoghi teatro della tragedia della funivia di pochi giorni fa. Il percorso misurerà 166 km, 10 meno del previsto.

Al posto del Mottarone (Gran Premio della Montagna di prima categoria) ci sarà la salita a Gignese Alpe Agogna (quarta categoria), quindi si tornerà sul tracciano previsto con il Passo della Colma e poi il traguardo posto sull'Alpe di Mera, al termine di una salita di 10 km al 9% di media.

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