Ciclismo: Yates domina in salita e fa tremare Bernal

Il britannico Simon Yates, 28 anni, ha vinto al 19a tappa ad Alpe di Mera

L’inglese arriva da solo ad Alpe di Mera e rosicchia altri 34” al colombiano, sempre leader del Giro. Si difende Caruso

Tutti aspettavano l’attacco alla maglia rosa di Simon Yates e infatti il britannico della Exchange sulla salita finale dell’Alpe di Mera, in Valsesia, ci ha provato a far saltare il banco e ha rosicchiato altro terreno al leader Bernal, che però pur a fatica ha limitato i danni, al pari di Caruso, sempre secondo in classifica.

Tappa dunque in solitaria a Yates, secondo un ottimo Almeida, poi intervallati all’arrivo Bernal e Caruso. In classifica resta saldo in rosa Bernal, che però ha perso 34" (tra distacchi e abbuoni) da Yates, che è terzo e ha avvicinato il secondo posto di Caruso. Dovrebbero essere questi tre corridori a disputarsi i posti sul podio nella tappa ancora di montagna di domani e nella cronometro di domenica a Milano.

La 19a tappa del Giro, 166 km da Abbiategrasso ad Alpe di Mera, era caratterizzata da tre salite intervallate da tratti in falsopiano. Dopo la pianura attorno al Ticino si dovevano affrontare il Gpm di Gignese, quindi la discesa fino a Stresa, lungo il Lago Maggiore, con passaggio poi per Gravellona Toce e Omegna prima di scalare il Passo della Colma.

Dopo Varallo, lungo fondovalle fino a Scopello e salita conclusiva verso Alpe di Mera, quasi 10 km con pendenze sempre attorno al 9-10 % e punte massime del 14%. Sicuramente una scalata selettiva e importante nella lotta fra i big della classifica.

Al passaggio da Stresa, il Giro ha reso omaggio alle vittime della tragedia della funivia del Mottarone, montagna sulla quale doveva passare la Corsa Rosa ma che è stata tagliata dal percorso per evitare affollamenti di persone nelle zone del disastro.

Commovente l'annuncio ufficiale fatto prima della tappa da Guy Niv, corridore israeliano del team israeliano Israel, a nome di tutti i partecipanti al Giro: «La tragedia della funivia di Stresa ha colpito tutti noi corridori del Giro d'Italia. Sappiamo che oggi avremmo dovuto passare vicino al luogo della tragedia e quindi abbiamo deciso di devolvere tutti i premi di questa giornata a favore del piccolo Eitan, unico superstite del disastro, e delle famiglie delle vittime. A loro tutta la nostra solidarietà e il nostro affetto».

La tappa è stata vivacizzata da una fuga nata al km 43, protagonisti Lawrence Warbasse (Ag2r), Nicola Venchiarutti (Androni), Mark Christian (Eolo), Giovanni Aleotti (Bora), Quinten Hermans e Andrea Pasqualon (Intermarché). I sei hanno raggiunto anche 4’ di vantaggio, intanto nel gruppo c’è stato il ritiro di Brambilla, a causa di una caduta.

A una quarantina di km dal traguardo, fra i battistrada si è sfilato Venchiarutti, visibilmente affaticato. A -14 km, poco prima di attaccare la salita conclusiva verso Alpe di Mera, il vantaggio dei cinque fuggitivi si è ridotto a soli 49". Al passaggio da Scopello in testa al gruppo dei big i gregari degli uomini di classifica hanno alzato il ritmo per portare nelle prime posizioni i propri capitani.

E’ iniziata allora la salita con i 5 battistrada ancora davanti ma per soli 17" rispetto al gruppo della Maglia Rosa trainato dagli uomini Deceuninck per Almeida. Fra i primi cinque ha provato ad allungare Christian, ripresi invece gli altri quattro dal gruppo sempre meno numeroso. A 7,5 km dal traguardo anche Christian si è arreso ed è stata ancora la Deceuninck a tirare la corsa per favorire un eventuale attacco di Almeida.

Cosa che puntualmente è avvenuta a 6,8 km dalla vetta, senza scatenare la reazione da parte della maglia rosa Bernal: meglio salire col proprio passo e fra i compagni squadra, piuttosto che rischiare di saltare. Subito dopo è partito anche Yates, e ancora una volta Bernal ha preferito attendere e non rispondere.

Ha preso invece la scia dell’inglese Caruso, per difendere il secondo posto in classifica. Yates però è scattato ancora ed è rimasto solo in testa alla corsa, alla sue spalle Caruso, Almeida e Vlasov, poi il gruppetto della Maglia Rosa. Che poco dopo ha ripreso Caruso, Almeida e anche Vlasov.

Bernal, con l’aiuto di un grande Martinez, ha contenuto a 30" il distacco da Yates, sempre solitario battistrada ma alla distanza un po’ meno brillante. A 3,6 km dalla vetta Martinez si è fatto da parte e allora ha allungato Bernal, inseguito da Almeida e un po’ più indietro da Caruso, più staccati tutti gli altri.

Gli ultimi 2 km sono diventati un duello tra Yates, sempre in testa, e Bernal, tallonato da Almeida ma non più da Caruso. Yates è rimasto davanti, ma è stato Almeida a scattare al suo inseguimento, poi indietro iseguiva Bernal, poi Caruso e Vlasov.

Nulla è più cambiato nel km finale: Yates ha vinto con merito, guadagnando anche 10" di abbuono, alle sue spalle sono giunti Almeida a 11", Bernal un po’ affaticato a 28", Caruso e Vlasov a 32", Dan Martin a 42", Martinez a 49", Bouwman a 1’25" con Foss, Bardet e Carthy, 23° Nibali a 5’14".

In classifica Bernal è leader ancora più saldo, avendo allungato su Caruso, secondo a 2’29", ma Yates terzo è più vicino (a 2’49"), seguono Vlasov a 6’11", Carthy a 7’10", Bardet a 7’32", Martinez a 7’42", Almeida a 8’26", Foss a 10’19" e Dan Martin a 13’55, Nibali è 18° a 50’02". Domani 20a e penultima tappa con tre GpM di Prima Categoria, l’ultimo dei quali sul traguardo di Alpe Motta. 

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