Covid, Draghi: “Pronti a triplicare l’impegno italiano, doneremo 45 milioni di vaccini ai paesi poveri entro il 2021”

Il presidente del consiglio al ‘Global Covid-19 Summit’: «Istituiremo un Board finanziario-sanitario globale»

«Noi siamo pronti a triplicare i nostri sforzi nella donazione di dosi dei vaccini. Entro fine anno doneremo 45 milioni di dosi ai Paesi più poveri». Così il premier Mario Draghi intervenendo al 'Global Covid-19 Summit', a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. In occasione del Global Health Summit di Roma Draghi aveva annunciato la donazione, da parte dell'Italia, di 15 milioni di dosi.

«Servono maggiori sforzi per la vaccinazione globale, ci sono ancora troppe diseguaglianze nel mondo», ha aggiunto il presidente del consiglio, che ha annunciato: il governo italiano accoglierà l’agenda Ue-Usa per le vaccinazioni. Il riferimento è all’annuncio congiunto, questo pomeriggio, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del numero uno della Casa Bianca Joe Biden. Obiettivo, raggiungere un tasso di vaccinazione globale del 70% entro il 2022.

«La cooperazione globale è essenziale per permettere che finisca quest'emergenza pandemica e per prevenire le emergenze sanitarie», ha proseguito Draghi ricordando che «nel mondo 2,5 miliardi di persone sono vaccinate e un miliardo è parzialmente vaccinato (con una dose, ndr)». Il G20 che si terrà a Roma a fine ottobre, ha concluso il premier, «lavorerà anche per superare le diseguaglianze nella distribuzione dei vaccini». «Come presidenza del G20 noi vogliamo istituire il 'Global Health e Finance Board" che potenzierà la cooperazione globale nella governance e nel finanziamento per la risposta e la prevenzione alle pandemie»

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