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PROVA

Elezioni 2022, Meloni trionfa: al centrodestra 112 senatori e 235 deputati. Conte: “Dopo il Congresso Pd vedremo se dialogare”. FdI: “Costituzione bella ma ha 70 anni”

Gli Usa: «Grazie a Draghi, pronti a lavorare col nuovo governo». Bonino chiede il riconteggio e attacca Calenda: «Chi si dispiace ora è scemo o ipocrita». Letta lascia: «Non mi ricandido»

A CURA DI MARCO ACCOSSATO, PASQUALE QUARANTA, CATERINA STAMIN
Aggiornato alle 29 minuti di lettura

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L’Italia va a destra e sceglie Giorgia Meloni. I dati delle proiezioni confermano gli exit poll: il centrodestra ha vinto le elezioni politiche, ha la maggioranza sia alla Camera sia al Senato, con Fratelli D’Italia primo partito. La leader di FdI prende parola verso le 2,30 e parla di notte di «riscatto, di lacrime, di abbracci, di sogni e di ricordi». Si dice «rammaricata» per l’astensionismo – «la sfida ora è tornare a far credere nelle istituzioni» – e rimanda «l’analisi più completa del voto a domani», ma chiarisce che «dagli italiani è arrivata un’indicazione chiara: un governo di centrodestra a guida FdI». E noi, assicura, «non li tradiremo». Alla fine di un discorso emozionale, concluso sulle note de Il cielo è sempre più blu, cita San Francesco: «“Tu comincia a fare quello che è necessario, poi il possibile e alla fine ti riscoprirai a fare l’impossibile”. È quello che abbiamo fatto noi».
Se per Meloni è stato un successo come previsto, per gli alleati – Lega e Forza Italia – non è stato lo stesso. Buono il risultato del Terzo Polo, mentre cala il Pd e sale, rispetto ai pronostici, il M5S. L’affluenza crolla di quasi 10 punti: ha votato il 63,91% degli aventi diritto, il dato più basso di sempre.
Non si fanno attendere le reazioni dell’Europa. E se Orban si congratula con Giorgia Meloni, da Francia e Spagna emergono senza mezzi termini i timori della svolta: «I populismi crescono e finiscono sempre con una catastrofe», dice il ministro degli Esteri spagnolo, Juan Manuel Albares. «Gli eredi di Mussolini prendono il potere in Italia», twitta la deputata del partito della gauche radicale francese «La France Insoumise», Clémentine Autain. La premier francese Elisabeth Borne teme per i diritti umani, in particolare quello dell’aborto.

Le reazioni – Salvini esulta, centrodestra in vantaggio: grazie
I media internazionali – Meloni sarà premier più a destra dai tempi di Mussolini
Il commento – Giannini: per la prima volta un partito post-fascista guiderà il governo in Italia
L’intervista – Cacciari: siamo diventati fascisti? Sinistra vittima di una catastrofe mentale

Tutta la cronaca del 25 settembre, la domenica elettorale

Gli aggiornamenti ora per ora
23.00 – Allo stato attuale, Bossi non è eletto alla Camera
Allo stato il senatur, Umberto Bossi, non è stato eletto alla Camera. Bossi è capolista nel plurinominale a Varese per la Camera. Nel collegio Lombardia 2 P01, che comprende Varese, risulta eletta al plurinominale per il centrodestra solo Lucrezia Mantovani di Fratelli d'Italia. Bossi, secondo quanto si apprende, potrebbe essere ripescato perché la leghista Silvana Comaroli risulta eletta sia a Lombardia 4 sia a Piemonte 1. Se Comaroli optasse per il Piemonte, si potrebbe aprire la strada di Bossi verso Montecitorio. La decisione, secondo quanto si apprende, sarebbe nelle mani di Matteo Salvini.

22.10 – Umberto Bossi rischia l'esclusione
Dopo 35 anni in Parlamento, Umberto Bossi rischia di essere escluso. Candidato nel collegio plurinominale di Varese, potrebbe risultare non eletto per un complicato gioco di resti. «È il famoso "flipper”, mi sembra strano per i numeri di rappresentanza, ma dobbiamo verificare», dice contattato telefonicamente dall'Ansa l'onorevole Fabrizio Cecchetti, capogruppo lombardo della Lega. «Di ufficiale non c'è nulla – aggiunge – solo domani sapremo».


21.45 – Truss: congratulazioni a Meloni per il successo
«Congratulazioni a Giorgia Meloni per il successo del suo partito alle elezioni italiane». Lo scrive in un tweet la premier britannica Liz Truss. «Da sostegno all'Ucraina, all'affrontare le sfide economiche globali, il Regno Unito e l'Italia sono stretti alleati», aggiunge Truss.

21.38 – Boldrini, il Congresso Pd non sia uno scontro sui nomi
«Sono stata rieletta deputata della Repubblica italiana. Grazie agli elettori e alle elettrici che ci hanno dato fiducia, ai volontari e alle volontarie del Partito Democratico che hanno organizzato iniziative in ogni dove e a quanti si sono spesi in campagna elettorale nel collegio Toscana2 in cui ero candidata. L'esito di queste elezioni dice che il Pd deve avere una maggiore presenza tra la gente, nei luoghi di lavoro, dove le marginalità rappresentano un ostacolo allo sviluppo sociale, nelle periferie e tra i giovani. I delusi della nostra area politica non sono andati a votare o hanno fatto scelte diverse. E per noi questo allontanamento deve rappresentare un serio problema su cui riflettere a fondo e un vuoto da colmare, riconquistando la fiducia delle persone. Oggi Enrico Letta ha annunciato un prossimo congresso a breve. Non sia uno scontro sui nomi, che non interessa a nessuno e non risolve nulla, ma un confronto di idee per un vero rinnovamento e rilancio del Pd». Lo scrive sui social Laura Boldrini, deputata del Pd e candidata del Partito Democratico alla Camera nel collegio plurinominale Toscana2.

21.19 – Lopalco non eletto: missione impossibile
Tra gli illustri sconfitti di queste elezioni vi è l'epidemiologo pugliese Pier Luigi Lopalco, dapprima responsabile del progetto di Coordinamento regionale emergenze epidemiologiche in seno all'Aress, l'agenzia regionale strategica per la salute e il sociale della Regione Puglia, ex assessore regionale alla Sanità, ruolo da cui si è dimesso, conservando una poltrona in Consiglio regionale. «Sono fiero di aver accettato una sfida difficilissima in un collegio uninominale – spiega Lopalco – pur sapendo che, sulla base dei sondaggi di opinione, la vittoria sarebbe stata impossibile».

21.10 – Usa: grazie Draghi per la sua leadership in un momento difficile
«Vogliamo ringraziare il premier italiano uscente Mario Draghi per la sua leadership forte e visionaria in un momento difficile per la storia italiana, europea e del mondo». Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price in un briefing con la stampa. «Lo ringraziamo anche per la sua dedizione ai valori che i nostri Paesi hanno condiviso per cosi tanto tempo», ha aggiunto.

20.50 – In Sicilia vince Schifani: flop del centrosinistra
Renato Schifani, sostenuto dal centrodestra, sarà il nuovo presidente della Regione Sicilia. Vince con circa il 40% e oltre una decina di punti di scarto. Secondo, a sorpresa – ma non troppo – è Cateno De Luca, che ha fatto corsa in solitario. Male il centrosinistra: la candidata Caterina Chinnici naviga intorno al 15%, poco dietro il candidato del M5S Nuccio Di Paola. Al momento il primato, come lista, se lo contendono M5S, FdI e Cateno De Luca ma per avere un quadro chiaro bisognerà attendere i risultati definitivi. Il centrodestra, comunque, dovrebbe avere la maggioranza in Assemblea siciliana.

20.30 – Carfagna: eletta in Puglia porterò tutto il Sud con me in Parlamento
«Ringrazio tutti gli elettori, e specialmente quelli pugliesi e campani che hanno premiato la mia scelta e il mio impegno con oltre 50mila voti complessivi. Per le regole della legge elettorale risulto eletta in Puglia, e la mia promessa è portare in Parlamento con me non solo quella regione ma tutto il Sud. Le speranze del Mezzogiorno non devono essere tradite. Il suo valore non deve essere mortificato. Le porte della nuova casa dei liberali, europeisti e riformisti italiani che stiamo edificando con Azione sono aperte a tutti fin da ora: il risultato elettorale che abbiamo riportato è una base per costruire una nuova storia politica per l'Italia. Un solido punto di partenza a cui arriviamo dopo poche settimane di lavoro in cui abbiamo costruito la vera alternativa moderata. Il nostro compito ora sarà rafforzarla e renderla centrale». Lo dichiara Mara Carfagna, parlamentare di Azione.

20.15 – Appendino: con Di Maio non si può più ricucire
«Luigi Di Maio è una persona che ha dato molto al Movimento e anche molto a questo territorio, quindi io non rinnego il percorso che abbiamo fatto insieme. Penso abbia fatto una scelta politica profondamente sbagliata e che non si riavvicinerà più alla nostra comunità, ormai il rapporto politicamente è evidentemente rotto e non più ricucibile». Così, a margine della conferenza stampa sul risultato elettorale, l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino, eletta alla Camera nel proporzionale, risponde a chi le chiede che effetto le faccia, dopo anni di militanza comune interrotta poi con la scissione, vedere l'ex capo politico del Movimento 5 Stelle fuori dal Parlamento. «Se c'è una cosa che ho imparato è che esiste un valore in politica, che è la coerenza e credo che noi siamo stati premiati per questo. Nella scelta di Impegno Civico vedo solo incoerenza», aggiunge rispondendo a una domanda sul risultato elettorale del partito dell'ex ministro.

20.07 – Zemmour: destra in Italia più intelligente e unita
La vittoria del centrodestra alle elezioni politiche italiane ha infiammato gli animi dell'estrema destra francese e in particolare, quello di Eric Zemmour della Reconquete, uscito dalle ultime elezioni presidenziali con il 7 per cento dei voti. «In Italia le forze di destra sono più intelligenti perché si alleano e resistono così alle pressioni della sinistra. Hanno capito che non si può vincere da soli. Anche in Francia serve l'unione delle destre», ha dichiarato Zemmour intervenendo a Bfmtv, dopo aver già diffuso in mattinata un comunicato in cui ha espresso la propria felicità per i risultati. L'ex giornalista di Le Figaro ha sottolineato che "i temi principali della campagna di Giorgia Meloni sono stati l'immigrazione e l'identità. Lasciando un attimo da parte gli slogan, sono le stesse cose di cui parlavo io qualche mese fa». «La differenza tra la situazione italiana e quella francese è che la campagna elettorale francese è stata stravolta dalla guerra in Ucraina e i candidati sono stati giudicati solo in funzione delle loro posizioni a riguardo», ha aggiunto Zemmour. Incalzato dagli ospiti in studio sulle differenze di vedute tra lui e la leader di Fratelli d'Italia su alcune questioni, tra cui proprio l'atteggiamento da adottare nei confronti del riarmo dell'Ucraina aggredita, il capo di Reconquete ha ammesso che «sì, esistono ovviamente delle differenze tra me e Meloni. Ma esistono differenze anche tra lei e i suoi alleati. Questo tuttavia non impedisce di allearsi».

19.38 – Camera: al centrodestra 235 seggi, al centrosinistra 80
Sono 235 i seggi conquistati dal centrodestra alla Camera in seguito ai risultati delle elezioni politiche. Secondo i dati diffusi dal Viminale, la coalizione di centrosinistra avrà 80 seggi, il Movimento 5 Stelle 51, il Terzo Polo 21. Tre seggi vanno alla Südtiroler Volkspartei e uno a «De Luca sindaco d'Italia».

Gli esclusi e i vincenti: volti e sorprese nella corsa al Parlamento


19.30 – Serracchiani: congresso per rinnovamento totale del Pd
«Il congresso sarà un passaggio fondamentale, se non faremo come al solito, riunendoci in gruppi per dividerci le stanze di una casa che rischia di rimpicciolirsi. No. Il congresso deve essere la ricostruzione collettiva del partito, il rinnovamento politico e programmatico per preparare l'alternativa, prima nelle città e nelle Regioni e poi a Roma. Non commetteremo l'errore di farne un'altra occasione per contarci, bensì per confrontarci, superare i limiti che abbiamo sperimentato in queste elezioni». È l'auspicio della vicepresidente del Pd Debora Serracchiani.

19.15 – Pompeo si congratula con Meloni in italiano: buona fortuna!
«Buona Fortuna!». Fa sfoggio così della lingua dei suoi antenati italiani, Mike Pompeo, per esprimere su Twitter le «congratulazioni a Giorgia Meloni» per la sua vittoria elettorale. «L'Italia si merita ed ha bisogno di una forte leadership conservatrice», aggiunge l'ex segretario di Stato di Donald Trump.

18.56 – Sala: dopo Meloni, il vincitore è Conte
«Mi dispiace» per il risultato emerso dalle urne per Luigi Di Maio, che resterà escluso dal Parlamento. Lo dice il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine di un evento alla Fondazione Corriere della Sera, commentando l'esito delle elezioni politiche. «Io – spiega Sala – continuo a riconoscere i meriti alla persona, ma è una questione di tempi». Nel senso che le «operazioni fatte in fretta e furia fanno fatica in Italia». Mettiamoci poi che «a questo si aggiunge il grande risultato di Giuseppe Conte, che ci può piacere o meno», perché «è molto focalizzato sul Sud, cavalli di battaglia su cui noi avremo qualcosa da dire, ma obiettivamente, dopo il centrodestra, dopo la Meloni, è indubbiamente Conte il vincitore». Proprio per questo, con Conte bisognerebbe provare a recuperare il dialogo: «Provarci, bisogna provarci – dice – ma dipende su che basi». Quanto al partito dei sindaci, su cui Sala stava lavorando insieme a Di Maio, è diretto e alla domanda se il progetto sia da considerarsi definitivamente archiviato, risponde «A questo punto sì».[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) 17 giorni a nuovo Parlamento, dirigono lavori Segre e Rosato]]
18.44 – Al centrodestra: 115 senatori e 235 deputati
A spoglio quasi terminato, al centrodestra - schieramento più votato - vanno 115 senatori e 235 deputati. 

18.36 – Conte: Lazio? Valuteremo alleanza con il Pd ma l'asticella si è alzata
«Veniamo da una esperienza siciliana in cui ci siamo resi conto che non c'erano le condizioni per stare con il Pd. Ogni situazione va valutata, caso per caso e nel Lazio valuteremo una eventuale alleanza. Voglio avvertire però la dirigenza del Pd: non sarà facile dialogare con noi, la nostra asticella si è alzata». Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte durante una conferenza stampa a Montecitorio.
[[(Video) ]]
18.26 – La Russa: i ministri? Non conta la tessera ma la compatibilità al progetto
«Di nomi non ne abbiamo mai parlato, posso parlare dei criteri. Si può vedere anche tra chi abbiamo invitato alla nostra Conferenza programmatica di Milano. Abbiamo invitato persone compatibili, che su valori e progetti possono aiutare. Per noi non è importante che abbiano la tessera del partito, bisogna scegliere le migliori energie ma compatibili con il programma e il progetto». Così Ignazio La Russa in collegamento con La7 dal Parco dei Principi di Roma.

18.22 – Conte: dopo il Congresso Pd vedremo se dialogare
«Con l'agenda Draghi Letta ha venduto un progetto politico che non c'era. Non ci sarà alcun dialogo, bisogna capire che Pd verrà fuori dal confronto interno che ci sarà. All'esito di quello, vedremo se ci saranno le condizioni per riallacciare il dialogo». Lo ha detto il presidente di M5s, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Montecitorio.

Chi saranno i presidenti di Camera e Senato? Ecco i nomi più discussi


18.20 – Ricci verso la candidatura al Congresso Pd
Il sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, Matteo Ricci, è intenzionato a candidarsi al congresso per la guida del Pd. È quanto si apprende da fonti vicine al sindaco. «Già due anni fa – gli avrebbero detto i primi cittadini a lui più vicini, convincendolo a provarci – sei stato il primo ad allargare una maggioranza dì centrosinistra ai cinquestelle, con successo. Inoltre, per costruire un progetto nuovo, dobbiamo ripartire dalla provincia italiana, da lì dove non pesiamo più e dove continuiamo a perdere. Serve la sinistra di prossimità».

18.00 – Conte: pronti a difendere i valori costituzionali
«Saremo in Parlamento a difendere i valori e i principi costituzionali, non faremo alcuno sconto». Lo ha detto il presidente di M5s, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a Montecitorio.

17.58 – La Russa: Gianfranco Fini ha votato per noi e si è complimentato
«Gianfranco Fini ha votato per noi e si è complimentato con me». A dirlo, ai microfoni de La7, il senatore di Fratelli d'Italia Ignazio La Russa.

17.52 – Ue, Fitto: Orban? Non spingerlo fra braccia Mosca e Pechino
Come cambierà la posizione dell'Italia nell'Ue? Il nuovo governo difenderà l'Ungheria di Orban e la Polonia, accusate di non rispettare lo Stato di diritto? «Su questo credo che ora che è terminata la campagna elettorale bisogna evitare di cadere in inutili strumentalizzazioni. Come più volte ripetuto da Giorgia Meloni sarebbe un errore drammatico spingere alcuni Paesi tra le braccia di Mosca e Pechino». Lo afferma all'Agi Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo al Parlamento europeo dei Conservatori e Riformisti europei, eletto alla Camera con Fratelli d’Italia nel collegio Lecce-Brindisi.

17.47 – Gentiloni: Commissione Ue collaborerà con il nuovo governo Italia
«Per definizione concordo con la presidente della Commissione. Sono piuttosto fiducioso che la collaborazione con le nuove autorità in Italia sarà basata su posizioni serie come sempre. Siamo pronti a discutere». Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Paolo Gentiloni in audizione al Pe. «Quello che è importante è andare avanti con gli impegni presi specialmente sul Pnrr», «vale per tutti gli Stati e specialmente per quelli con alti livelli di debito. Vedremo nelle prossime settimane l'evoluzione della situazione». Il governo attualmente ancora in carica «per inciso mi piaceva molto».

17.41 – Di Battista: Di Maio si prenda una laurea, stia alla larga dalla politica
Per l'esclusione di Luigi Di Maio, rimasto fuori dal Parlamento, «non provo nessuna gioia, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso. Gli consiglio di stare alla larga dal mondo della politica. Di studiare, di prendersi una laurea e di vivere la vita reale che, forse, negli ultimi anni non ha vissuto», perché «c'è vita al di fuori dei palazzi. Non mi va di infierire, non deve essere facile». Così Alessandro Di Battista in un video postato sui social.

Tutti gli uomini di Giorgia Meloni


17.36 – Spread Btp-Bund: forte nervosismo sui titoli di Stato europei
Giornata molto nervosa per i titoli di Stato europei, con lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni che verso la chiusura della seduta ha toccato quota 242 punti base, rispetto ai 231 dell'avvio, con un rendimento del prodotto del Tesoro al 4,5%. Il tasso del Btp corregge così i massimi dal 2013, mentre il differenziale supera il livello di chiusura di metà giugno, toccato sull'onda delle incertezze della Bce per lo scudo antispread, e raggiunge la quota di metà maggio 2020.

17.35 – Congresso Pd, Bonaccini: non è il momento di discutere dei nomi ma di identità
«Non è oggi il momento di ripartire con una discussione che parta dai nomi e dai cognomi anziché dai contenuti, ma deve essere un'occasione per discutere, anche prima delle alleanze, di quale identità e quale profilo si vuole dare il Pd». Lo ha detto Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagana, a proposito del congresso del Pd.

17.34 – Matone (Lega): lascio il Campidoglio, faccio le cose seriamente
«Aspetto la proclamazione e mi dimetto, sono abituata a fare le cose seriamente». Simonetta Matone, attuale capogruppo della Lega capitolina, annuncia che lascerà lo scranno in Campidoglio dopo la vittoria nel collegio uninominale Lazio 1 - Roma Municipio III sul candidato del centrosinistra Enzo Foschi. «Al mio posto – dice all'Adnkronos – entrerà Davide Bordoni, primo dei non eletti, persona preparatissima e già con alle spalle un'esperienza in consiglio capitolino».

17.32 – Sopravvissuto alla strage di Acca Larenzia: la nostra militanza ha portato a oggi
«Mi fa piacere che ci sia stato un cambiamento decisivo. La nostra militanza ha portato ai giorni d'oggi, supportando e sopportando perdite di ragazzi adolescenti che mai avrebbero scelto di morire. Mi auguro facciano del bene, che non si perdano sulla strada del potere, che mantengano tutti i buoni auspici». Maurizio Lupini, sopravvissuto alla strage di Acca Larenzia, commenta così all'Adnkronos il pensiero rivolto da Giorgia Meloni nel suo discorso ai militanti e a quelli che non ci sono più. «Quello che ha fatto la sinistra in campagna elettorale, quando ha tentato di demonizzare Fratelli d'Italia con la retorica dell'antifascismo – continua – è una idiozia. Il fascismo è morto nel '45, oggi ritirarlo fuori fa ridere le persone intelligenti».

17.28 – Debacle per l’ex pm Ingroia, penultimo con l’1,1%
Bottino magro per l'ex pm Antonio Ingroia, candidato alla Camera nell'uninominale nel collegio Sicilia 1- U06. Dopo la cocente sconfitta delle scorse politiche, l'ex magistrato ci ha riprovato con la lista Italia Sovrana e Popolare riportando un risultato piuttosto deludente: 1852 voti (pari all'1,1%) contro i 58283 di Marta Fascina,(36%), fidanzata dell'ex premier Silvio Berlusconi. Ingroia, che ha lasciato la magistratura poco dopo le scorse politiche, è risultato penultimo. Peggio di lui ha fatto solo Davide Vicari di Unione Popolare con i suoi 1385 voti.

17.14 – Bonino: dispiacersi del risultato è tardivo e ipocrita, riconteggio necessario
«C'è chi si dispiace del risultato un po' tardi e in modo un po' ipocrita. Non voglio aggiungere niente. Questa richiesta di riconteggio è necessaria e dovuta». Così Emma Bonino, che non ce l’ha fatta a entrare in Senato con Più Europa.
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17.05 – Ronzulli (FI): il leone Berlusconi ha ruggito ancora
«Il leone ha ruggito ancora!!». La vicepresidente di Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, usa questa espressione, sui social, per commentare una foto che la ritrae con Silvio Berlusconi. Con loro la compagna dell'ex premier, Marta Fascina, e alcuni dei parlamentari azzurri eletti. Tutti con il pollice all'insù.

17.03 – Bonino: ruolo negativo delle tv, violata la par condicio
«Voglio sottolineare il ruolo negativo dei media e delle tv di stato o private. Abbiamo fatto ricorso all'Agcom, abbiamo contattato i direttori di rete e dei tg ma, piaccia o non piaccia, la par condicio non l'ha rispettata nessuno». Lo dice la leader di Più Europa Emma Bonino nel corso di una conferenza stampa.

16.54 – Della Vedova, ballano 10mila voti per 3%, chiediamo riconteggio
«Il risultato da un punto di vista politico ha un che di straordinario. Se prendete i sondaggi e lo confrontati con il di fatto 3% che abbiamo preso è straordinario. Il problema è che ci siamo fermati al 2,95%, non arriviamo per lo 0,05%, un errore statistico quasi e per questo siccome si tratta di 10mila voti chiederemo una verifica del risultato». Così il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova nel corso di una conferenza stampa.

16.47 – Lollobrigida: Costituzione bella ma ha 70 anni
«La Costituzione è bella ma ha anche 70 anni», osserva Francesco Lollobrigida rispondendo ai giornalisti sul tema delle riforme. Il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera osserva anche che «bisogna anche riconoscere che nasce da criticità» che, in sostanza, hanno «blindato» il percorso delle riforme.

16.37 – Draghi rivede le stime della Nota di aggiornamento al Def, venerdì il giudizio di Moody's
La manovra di bilancio, primo vero banco di prova del governo che vedrà la luce dopo la vittoria del centrodestra alle urne, sarà costruita sulla «cornice» dei conti lasciata dalla squadra di Draghi. A breve – il termine ultimo è domani – l'esecutivo uscente dovrebbe approvare la Nadef, la Nota di aggiornamento al Def con il nuovo quadro di finanza pubblica, ma si limiterà ad aggiornare le previsioni a legislazione vigente che non tengono conto degli effetti di nuovi interventi e riforme. Toccherà poi al prossimo governo definire gli obiettivi programmatici di deficit e debito su cui comporre il difficile rebus della legge di bilancio che dovrà ottenere il via libera del Parlamento entro il 31 dicembre. E venerdì è atteso il verdetto di Moody's che ha già messo in guardia sulle prossime sfide che attendono i partiti che saranno chiamati a governare, dal Pnrr al debito.

16.12 – Lollobrigida: sì a confronto attento con governo Draghi
Tra le priorità del prossimo governo ci sarà «la legge stabilità che è alle porte» e «bisognerà lavorare con un confronto attento con l'attuale governo senza dimenticare che la vittoria elettorale porta alla necessità di realizzare subito alcuni impegni», come il reddito di cittadinanza. A dirlo, il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida nella conferenza stampa post voto.

15.45 – Macron: rispetto una scelta democratica, continuare a lavorare insieme
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha espresso «rispetto per la scelta democratica» degli elettori italiani ed ha lanciato un appello a «continuare a lavorare insieme».

15.38 – Letta telefona a Meloni
Il segretario Pd Enrico Letta ha telefonato, poco prima della conferenza stampa di questa mattina, a Giorgia Meloni. Una telefonata in cui il segretario del Pd ha riconosciuto la sconfitta del partito e la vittoria della destra. E' quanto si apprende da fonti del Nazareno.

15.35 – Usa: Italia partner forte, siamo ansiosi di lavorare con il nuovo governo
«Siamo ansiosi di lavorare con il governo italiano sui nostri obiettivi condivisi: sostenere un'Ucraina libera e indipendente, rispettare i diritti umani e costruire un futuro economico sostenibile. L'Italia è un alleato fondamentale, una democrazia forte e un partner prezioso». Lo scrive su Twitter il segretario di Stato americano Antony Blinken. 

15.30 – Fico: M5S non è La Lega del Sud
«Il Movimento 5 Stelle non è la Lega del Sud, è un movimento nazionale che crede nella centralità del Sud nel sistema Paese». Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico, commentando i risultati delle elezioni politiche in conferenza stampa a Napoli. «Se c'è il Sud che cresce, anche il Nord può crescere. Crediamo nel sistema Paese ma nel nostro sistema Paese oggi abbiamo un deficit su crescita, lavoro, diseguaglianze territoriali che al Sud sono più profonde. Ci poniamo l'obiettivo di contrastare le diseguaglianze. Per questo il Sud ce lo riconosce non come partito del Sud, ma come movimento nazionale che porta queste questioni nei Ministeri e nel Parlamento. Anche io come presidente della Camera sono andato nei territori difficili e ho lottato fianco a fianco con i nostri territori e ci ho provato fino in fondo», ha aggiunto Fico.

15.20 – Nel pomeriggio vertice dei governatori della Lega per l’analisi del voto
E' in programma nel pomeriggio un vertice di tutti i governatori della Lega per l'analisi del voto delle politiche, che in regioni come Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia ha visto Fdi sorpassare largamente il Carroccio. Lo si apprende da fonti qualificate. La riunione, che si svolgerà con i presidenti in collegamento da remoto, segnerà un primo punto politico degli amministratori della Lega, prima del Consiglio federale previsto per domani a Milano.

15.06 – Proiezioni Opinio Rai: Schifani 37,8%, De Luca 25,8%, Chinnici 18,8%, Di Paola 15,5%
Alle elezioni per la Regione Siciliana, secondo la prima proiezione Consorzio Opinio Italia per Rai (riproduzione riservata) con una copertura del campione del 6%, è avanti il candidato di centrodestra Renato Schifani al 37,8%, seguito dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca al 25,8%, la candidata del centrosinistra Caterina Chinnici al 18,8% e Nuccio Di Paola (M5s) al 15,5%.

14.40 – Orban scrive una lettera al centrodestra: non vedo l’ora di collaborare
Viktor Orbán «ha inviato lettere» a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi in cui «si congratula con loro per i risultati elettorali». «Attendo con ansia la nostra futura collaborazione per preservare la pace nei nostri Paesi e in Europa, per far ripartire l'economia europea e per alleviare la crisi energetica», scrive il premier ungherese. Lo ha scritto su Twitter Balázs Orbán direttore politico del premier.

14.30 – Berlusconi: noi decisivi per il successo del centrodestra
«Forza Italia si conferma decisiva per il successo del centrodestra e determinante per la formazione del prossimo governo. Ancora una volta, ho messo il mio impegno al servizio dell'Italia, del Paese che amo. Vi ringrazio per la fiducia». Lo scrive su Instagram Silvio Berlusconi. 

14.15 – Vox: con Meloni al centro famiglie, Pmi e frontiere
«Voglio congratularmi con l'Italia, con FdI e con Giorgia Meloni per la vittoria alle elezioni. Sono convinto» che con Meloni alla guida «l'Italia metterà i problemi e le necessità delle famiglie, delle Pmi, dei lavoratori italiani, nonché la protezione della famiglia e delle frontiere al centro dell'attività e dell'interesse politico, lasciando di lato altre questioni che non sono i problemi reali dei cittadini. Ho piena fiducia che Meloni e il nuovo governo riusciranno a ottenere questo». Lo ha detto a LaPresse il vicepresidente dell'Azione politica di Vox ed eurodeputato Jorge Buxadé, commentando il risultato delle elezioni politiche in Italia.

14.07 – Zaia: risultato deludente, ora analisi seria sulle cause
Il voto degli elettori va rispettato, perché, come diceva Rousseau nel suo contratto sociale, «il popolo ti delega a rappresentarlo, quando non lo rappresenti più ti toglie la delega». È innegabile come il risultato ottenuto dalla Lega sia assolutamente deludente, e non ci possiamo omologare a questo trovando semplici giustificazioni«. Lo dice il governatore del Veneto Luca Zaia, commentando con l'Ansa l'esito del voto. «È un momento delicato per la Lega - aggiunge - ed è bene affrontarlo con serietà perché è fondamentale capire fino in fondo quali aspetti hanno portato l'elettore a scegliere diversamente». 

13.56 – Giani (Toscana): prematuro parlare del futuro del Pd
«È assolutamente prematuro parlare oggi del futuro segretario del Pd, anche perché il congresso deve essere posto su basi molto serie, e non può essere un “mi piace più quello, o quell'altro”». Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, commentando la non ricandidatura annunciata da Enrico Letta in vista del futuro congresso del partito. «Si deve creare intorno alle figure che saranno candidate anche una valenza di carattere programmatico e di scelta delle alleanze che, onestamente, ritengo richieda qualche giorno perché possa essere posta su basi serie», ha aggiunto. Parlando a margine di una conferenza stampa in Regione Giani ha osservato che «la riflessione non può che essere di valutazione di risultati chiaramente insoddisfacenti rispetto alle nostre aspirazioni. Mi sembra che in modo trasparente Enrico Letta abbia tracciato gli ultimi passaggi del suo mandato, fino al congresso che darà al Pd un nuovo segretario, e quindi attraverso questo percorso un congresso che parli di uomini, di contenuti, dei programmi, delle alleanze e dei modi con cui calarci in quella che sarà una stagione di opposizione a livello nazionale nel Parlamento».

12.52 – Il Cremlino: pronti a dare il benvenuto a qualsiasi forza politica più costruttiva con la Russia
«Siamo pronti a dare il benvenuto a qualsiasi forza politica in grado di mostrarsi maggiormente costruttiva nei rapporti con la Russia», dice il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, riporta la Tass.

12.22 – Letta: non permetteremo che l'Italia esca dal cuore dell'Europa
«Oggi è un giorno triste per l’Italia e l’Europa. Ci attendono giorni duri», dice Enrico Letta annunciando presto un congresso Pd nel quale non si ripresenta candidato («Assicurerò la guida del partito fino al congresso»). «Se siamo a questo punto è perché Conte ha fatto cadere Draghi». Parla di «fuoco amico di ex alleati» riferito alla candidatura di Calenda, e ammette: «Il risultato è insoddisfacente, ma il Pd è il secondo partito del Paese, il secondo gruppo parlamentare. Faremo un’opposizione dura e intransigente; l'abbiamo fatta in passato e un limite profondo è stato il fatto che negli ultimi dieci anni siamo sempre stati, in un modo o nell'altro sempre al governo». Il Pd «non permetterà che l'Italia esca dal cuore dell'Europa, che si stacchi dai valori europei e che si stacchi dai valori costituenti della Costituzione». 

12.15 – Calenda: il governo ha scelto la strada del populismo
«Il Paese ha consapevolmente scelto di andare avanti sulla strada del populismo», dice il leader di Azione, Carlo Calenda, in conferenza stampa al comitato elettorale del Terzo polo, al fianco di Mariastella Gelmini, Elena Bonetti, Mara Carfagna e Ettore Rosato. «C'è un paradosso, perché il 50% degli italiani dichiara di apprezzare l'operato di Draghi. C'è da riflettere sul fatto che apprezziamo Draghi e Mattarella e poi la maggioranza vota politici che rappresentano il modo opposto di fare politica. L'elettore è Re in democrazia, ma questa dinamica che porta a votare chi urla di più, come fosse il televoto è quello che ha fatto declinare l'Italia. È un rischio mortale con la recessione e la guerra». Per il leader di azione, «il centrodestra non dura sei mesi e porterà l’Italia al caos».

11.50 – Salvini: i congressi entro la fine dell’anno
«Oggi è un lunedì dove dopo tanti anni c’è un governo scelto dai cittadini, con una maggioranza chiara di centrodestra. Conto che per almeno 5 anni si tiri dritto. Ieri alle 4 del mattino ho messaggiato con Giorgia. È stata brava. Lavoreremo insieme a lungo, bene», dice Matto Salvini. «È stata premiata l’opposizione. FdI è stata brava a fare forte opposizione. Per la militanza della Lega stare al governo  con Draghi e il Pd non è stato semplice. Ci è costato? Sì. Stai al governo con Di Maio, Speranza, Lamorgese, Bianchi e Giovannini. Il dato non mi soddisfa, evidentemente, ma siamo in un governo di centrodestra di cui saremo protagonisti».

11.15 – L’Ue: speriamo in una cooperazione costruttiva col governo italiano
«La Commissione lavora con i governi eletti dal voto nelle urne negli stati Ue, lo stesso si applica in questo caso come in tutti gli altri: speriamo di avere una cooperazione costruttiva con le autorità italiane, ora stiamo aspettando che l'Italia formi un governo secondo le procedure della sua costituzione». Lo ha detto il portavoce della Commissione Europea Eric Mamer. 

10.55 – Orban si congratula con Meloni: vittoria meritata
«Congratulazioni, vittoria meritata». Così il premier ungherese, Viktor Orbán saluta la vittoria della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, in un post su Facebook accompagnato da una foto dei due politici insieme.

10.45 – Il ministro degli Esteri spagnolo: i populismi finiscono sempre in un disastro
«In tempi di incertezza, i populismi crescono e finiscono sempre nello stesso modo, con una catastrofe. Danno risposte semplici e a breve termine a problemi molto complessi. La loro risposta è sempre la stessa: chiudiamoci e torniamo al passato». Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, Juan Manuel Albares, nel corso di una conferenza stampa in Spagna, soffermandosi sul voto italiano. Albares ha aggiunto che «rispetta il risultato legittimo in Italia» sebbene in Spagna, dove si vota il prossimo anno, «veda una situazione molto differente».

10.20 – Hollande: con Meloni Europa a rischio paralisi
«La vittoria dell'estrema destra in Italia è sia una minaccia per i diritti fondamentali sia un rischio di paralisi per l'Europa. E' un avvertimento. Nella confusione politica e con la cancellazione dei partiti, ciò che accade in Italia può prodursi in Francia»: lo scrive in un tweet l'ex presidente francese, Francois Hollande.

10.15 – Clémentine Autain: gli eredi di Mussolini prendono il potere
Per la deputata del partito della gauche radicale francese La France Insoumise, Clémentine Autain, il risultato delle elezioni in Italia è «tragico». «Gli eredi di Mussolini - ha twittato la deputata di Jean-Luc Mélenchon - prendono il potere in Italia. Le politiche neoliberali e la scomparsa della sinistra lo hanno consentito. Qui, noi abbiamo resistito. Adesso vinciamo la corsa con il Rassemblement National» ha concluso la Autain, proclamando «solidarietà con tutti i progressisti italiani».

10.00 – La ministra del Lavoro spagnola: risultato triste e preoccupante
«Il risultato delle elezioni in Italia è molto triste e preoccupante. Sono tempi difficili, ma non possiamo rassegnarci», scrive su Twitter la ministra del Lavoro spagnola, Yolanda Dìaz, del Partito Comunista di Spagna. «Continueremo ad aver bisogno di un'Italia al nostro fianco per costruire un'Europa più sociale e democratica, che non segua le orme di Ungheria e Polonia», ha aggiunto. «La disuguaglianza e la disaffezione per la politica hanno portato il Paese a una situazione in cui pochi vogliono distruggere i diritti della maggioranza. Detto questo, non basta aumentare il rumore. Giovani, donne e tutti i cittadini si aspettano un nuovo contratto sociale e green». «Sono convinta – conclude la ministra – che un'Italia moderna e giusta alla fine si farà strada. A tal fine, le forze progressiste devono offrire nuove certezze: ampliare i diritti, migliorare l'occupazione, scommettere sull'Europa. Quando l'incertezza è la norma, la speranza è essenziale».

09.38 – Marion Maréchal plaude a Meloni: buona notizia per la difesa della nostra civiltà
«Ha saputo reggere, ha saputo costruire l'unione. Brava Giorgia Meloni per questa vittoria storica. Buona notizia per la difesa della nostra civiltà»: lo scrive in un tweet Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, nonché vicepresidente esecutiva del partito Reconquete, il partito di estrema destra francese fondato lo scorso anno dal polemista Eric Zemmour. Marion Maréchal allega al tweet una foto di lei con Giorgia Meloni.

09.20 – Al 98% delle sezioni scrutinate +Europa è sotto il 3%
Più Europa di Emma Bonino all'uninominale alla Camera si ferma al 2,84% con 768.064 voti rimanendo sotto la soglia del 3% dunque quando sono 60.000 le sezioni scrutinate su 61.417. Al Senato all'uninominale +Europa arriva al 2.95% con 784.034 voti quando sono state scrutinate 59.406 sezioni su 60.399.

08.45 – La premier francese: saremo attenti al rispetto dei diritti e dell'aborto
La Francia sarà attenta al «rispetto» dei diritti umani e dell'aborto in Italia. Lo ha dichiarato la premier francese, Elisabeth Borne, dopo la vittoria della coalizione di centro-destra nelle elezioni di ieri. Naturalmente saremo attenti, con la presidente della Commissione europea (Ursula von der Leyen), che questi valori sui diritti umani e sul diritto all'aborto, siano rispettato da tutti, ha dichiarato Borne intervistata da Bfmtv. 

8.30 – Marine Le Pen: Meloni ha resistito alle minacce dell’Ue
«Il popolo italiano ha deciso di prendere in mano il suo destino eleggendo un governo patriottico e sovranista», ha scritto su Twitter la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen. «'Congratulazioni a Giorgia Meloni e a Matteo Salvini per aver resistito alle minacce di un'Unione europea arrogante e anti democratica ottenendo questa grande vittoria», ha aggiunto Le Pen.

08.05 – Ilaria Cucchi eletta senatrice in Toscana
Ilaria Cucchi, candidata del centrosinistra, è stata eletta senatrice nel collegio uninominale Toscana UO4 - Firenze con 208.974 voti, pari al 40,08%, secondo il dato del sito del ministero dell'Interno. Federica Picchi, candidata del centrodestra, ha avuto il 30,03 % dei voti. Terza Stefania Saccardi, che correva per Azione-Iv: ha avuto il 12,23% dei voti. Quarto Claudio Cantella del M5s con il 10,62% dei voti. «Sono consapevole della gravità del momento storico che sta vivendo il mio Paese, ma non dovrò avere timore  scrive su Facebook -. Stefano sarà con me. So che è fiero di me e che mi sta dicendo che dovrò mantenere le promesse fatte a coloro che hanno avuto fiducia in me. Dovrò continuare ad essere la voce degli ultimi. Siamo umanità in marcia».

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07.22 – Toti: Meloni sarà in grado di governare il Paese
«Non potevamo aspettarci in un solo mese, in piena estate, di consolidare una proposta politica nata in fretta, unendo esperienze diverse. Di certo gli elettori non l'hanno premiata come avremmo sperato». Lo scrive sulle sue pagine social Giovanni Toti, di Noi Moderati. «Le buone esperienze amministrative non sono state sufficienti a costruire una proposta nazionale di buon consenso. Gli elettori di "centro" si sono divisi scegliendo più offerte, anche su poli opposti». Ora, dice Toti, «all'Italia serve un Governo stabile e capace, e sono certo che Giorgia Meloni saprà guidarlo con equilibrio. La scelta di dare il nostro contributo di idee e di voti all'unico Governo possibile e utile al Paese credo sia stata la scelta giusta. Noi da domani mattina torniamo al lavoro per la nostra Liguria, come abbiamo fatto ogni giorno negli ultimi 7 anni». 

07.00 – Fratelli d’Italia porta il centrodestra al 44%
Il centrodestra, trainato da Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia, vince le elezioni politiche 2022 e si prepara a governare l'Italia. Complessivamente la coalizione composta da FdI, Lega, Fi e Noi moderati raggiunge il 44,5% dei voti, sette punti in più rispetto al 37,5% del 2018. Vince nella stragrande maggioranza dei collegi uninominali di Camera e Senato. Il centrosinistra, composto da Pd, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa, Impegno civico, si ferma al 26,5%, sostanzialmente stabile rispetto al 2018 quando il centrosinistra e Leu ebbero complessivamente il 25,7%. Sono pochi i collegi uninominali dove prevale il centrosinistra, anche in regioni come l'Emilia Romagna e la Toscana. Il Movimento 5 Stelle, correndo da solo, ottiene il 15% dei voti e vince a sorpresa in oltre dieci collegi uninominali del sud, soprattutto nel napoletano, nel palermitano e a Foggia. Rispetto al 2018, quando ebbe il 32,2%, M5s cede il 17,2%. La lista Azione-Iv, non presente nel 2018, ottiene il 7,7% Nel centrodestra la parte del leone la fa Fratelli d'Italia che sestuplica i voti rispetto al 2018, passando dal 4,3% al 26,4%. Lega e Forza Italia quasi dimezzano i loro voti: il Carroccio passa dal 17,6% al 9%; FI dal 14,4% all'8,2%. Noi moderati corre il rischio di non superare l'1%. Fratelli d'Italia oggi ha il doppio dei voti della Lega anche in regioni come la Lombardia e il Veneto. Nel centrosinistra la lista Pd-Italia Democratica e Progressista è al 19,3%. Nel 2018 Pd, Leu e Insieme ebbero complessivamente il 22,9%. Cresce +Europa che passa dal 2,4 al 3%. Male Impegno civico: appena lo 0,5%. Luigi Di Maio, sconfitto dal pentastellato Sergio Costa nel collegio di Napoli Fuorigrotta Camera, resta fuori dal Parlamento. Sono molto pochi i collegi uninominali sfuggiti al centrodestra. Il centrosinistra prevale fra l'altro a Torino centro, Milano centro, Bologna, Imola, Firenze. La lista «De Luca sindaco d'Italia» vince nel messinese. M5s prevale nel napoletano, nel palermitano e a Foggia. Tra i leader Meloni, Berlusconi e Lupi vincono largo nei loro collegi uninominali di L'Aquila Camera, Monza Senato e Lecco Camera. Bonelli è in testa a Imola Camera. Bonino è seconda a Roma centro Senato e rischia di non entrare in Parlamento se la lista +Europa non supererà il 3% dei voti nazionali. Letta, Salvini, Fratoianni, Conte e Renzi non hanno corso nell'uninominale. Calenda e solo terzo nel collegio di Roma centro Senato.

06.30 – Di Maio non rieletto a Napoli
Il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico, Luigi Di Maio, non è stato rieletto. Quando mancano ormai poche sezioni al risultato definitivo (403 le sezioni scrutinate su 440) nel collegio di Napoli Fuorigrotta 2 per la Camera, ha ottenuto il 24,3% dei voti. Nettamente primo l'ex ministro dell'Ambiente, in lizza per il Movimento 5 Stelle, Sergio Costa, al 40,5%. Terza Maria Rosaria Rossi, in lizza per il centro destra, col 22,2%. Solo quarta la ministra Mara Carfagna, di Azione, al 6,7.

04.57 – Esulta il figlio di Bolsonaro: Meloni è Dio, patria e famiglia
Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente del Brasile, Jair, e deputato dello Stato di San Paolo, si è complimentato su Twitter con Giorgia Meloni, vincitrice delle elezioni italiane, ricordando che la leader di Frateli d'Italia è «Dio, patria e famiglia». Il voto in Italia precede di appena una settimana il testa-a-testa in Brasile tra Jair Bolsonaro, leader dell'estrema destra in America Latina, e il leader della sinnistra brasiliana, l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva.

04.15 – Bandiere e selfie, l'after hours “moderato” di FdI
Conservatori in Europa, moderati nel festeggiare la vittoria. È un composto after hours – visto che le auto arrivano ancora quando sono suonate le tre del mattino – quello che i militanti di FdI si concedono al Parco dei Principi. Niente clacson, niente cori e tutto sommato una piccola folla, quella che comunque continua ad riversarsi nelle vastissime sale che hanno ospitato il media center e che torneranno ad animarsi di cronisti più avanti. Mentre troupes e cronisti sfollano, arrivano sostenitori con bandiere e eletti vecchi e nuovi. Scherzi del caso, la lunga attesa dei cronisti di "lei" aveva registrato celebrità, canore. Prima Ron, poi Renato Zero, ma la politica non c'entra. Giorgia Meloni ha festeggiato sulle note di un big che non c'è più: Il cielo è sempre più blu e A mano a mano, per salutare «la notte del riscatto».

04.05 – Vox festeggia: l'Italia segna la strada di una nuova Europa
Il partito di estrema destra spagnolo, Vox, festeggia i risultati del voto in Italia e la vittoria di Giorgia Meloni: «L'Italia segna la strada di una nuova Europa di nazioni libere e sovrane», fa notare in un 'tweet'. «Le persone decideranno il loro futuro, senza chiedere il permesso a nessun oligarca», osserva ancora il partito in un messaggio che si chiude con lo slogan «Avanti GiorgiaMeloni!», «Avanti FratellidItalia!». In precedenza anche il leader di Vox, Santiago Abascal, aveva dedicato un messaggio al risultato in Italia: «Milioni di europei hanno riposte le loro speranze sull'Italia», aveva detto su Twitter. E aveva previsto «un'Europa orgogliosa, di nazioni libere e sovrane».

03.49 – Camera, a metà scrutinio centrodestra al 43,7%
Quando sono metà (30.003 su 61.417) le sezioni scrutinate per le elezioni alla Camera, il centrodestra si conferma in testa con il 43,7% delle preferenze. Il centrosinistra è al 27,22%, mentre M5s è al 14,7% Lista Calenda è al 7,85% Per quanto riguarda i partiti, Fdi è al 26,34% il Pd è al 19,91%.


03.46 – Bonaccini: complimenti a Giorgia Meloni
«L'affermazione della destra è chiara. Complimenti a Giorgia Meloni». È il primo commento alle elezioni, affidato a Twitter, del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

03.39 – Casellati (FI): in vantaggio, sono soddisfatta
«Sono soddisfatta, non solo perché sono in vantaggio per l'elezione, ma perché in Basilicata il dato di Forza Italia è superiore alla media nazionale»: è il primo commento all'andamento dei risultati elettorali della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, candidata in Basilicata e in netto vantaggio sui suoi concorrenti del centrosinistra e del M5s. Rispondendo alla domanda sulla leadership del centrodestra in vista del nuovo Governo, Casellati ha detto che «la Meloni ha fatto una bellissima campagna elettorale, è una grande donna, una grande leader. Ha ottenuto un risultato straordinario». Infine, Casellati ha sottolineato l'accoglienza ricevuta in Basilicata e il sostegno manifestatole dagli elettori.

03.23 – Meloni: Berlusconi e Lupi vincono uninominali
Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Maurizio Lupi sono largamente in testa nei collegi uninominali dove rappresentano il centrodestra. A scrutinio ancora in corso Meloni ha il 52% dei voti nel collegio di L'Aquila Camera, Berlusconi ha il 50% nel collegio di Monza Senato e Lupi il 55% nel collegio di Lecco Camera. Salvini non è candidato nell'uninominale. Nel centrosinistra Di Maio è sconfitto da Costa (M5s) a Napoli Fuorigrotta Camera. Bonino è testa a testa con Mennuni (centrodestra) a Roma centro Senato. Bonelli è in testa col 38% nel collegio di Imola Camera. Letta e Fratoianni non sono candidati nell'uninominale. Calenda è terzo nel collegio di Roma centro Senato. Renzi e Conte non corrono nell'uninominale.

03.09 – Conte: primi al Sud. Difenderemo nostre conquiste
«Siamo la prima forza politica al Sud e questo è un dato molto importante. Difenderemo tutte le nostre battaglie e le nostre conquiste. Non permetteremo a nessuno di smantellarle, lo dico chiaramente». Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in conferenza stampa nella sede del partito. Sul Reddito di cittadinanza, «chi tocca il reddito troverà in noi un argine insuperabile. Chi pensa di toccare il reddito dovrà fare i conti con noi», ha aggiunto. Mentre sul risultato del voto, «i cittadini si sono espressi e dobbiamo prendere atto che hanno premiato la coalizione di centrodestra che si candida legittimamente a governare il Paese». 

02.53 – Conte: ci davano in picchiata, rimonta significativa
«Tutti ci davano in picchiata e la rimonta è stata significativa: siamo la terza forza politica e quindi abbiamo una grande responsabilità». Così il presidente del M5s, Giuseppe Conte, parlando dalla sede del Movimento.

02.52 – Senato: a metà scrutini centrodestra al 43,9%
Quando sono state scrutinate ormai la metà delle sezioni (30.001 sulle 60.399 totali) per il Senato, il centrodestra è in testa con il 43,9% dei voti, seguito dal centrosinistra con il 27,34%. Terza forza è il Movimento 5 Stelle con il 14,75%, poi il Terzo Polo con il 7,78%.

02.51 – Camera: scrutinato 1/4 sezioni,centrodestra al 42,5%
Quando sono un quarto (15.673 su 61.417) le sezioni scrutinate per le elezioni alla Camera, il centrodestra si conferma in testa con il 42,58% delle preferenze. Il centrosinistra è al 27,81%, mentre M5s è al 14,92% Lista Calenda è al 7,93% Per quanto riguarda i partiti, Fdi è al 25,8% il Pd è al 20,29%.

02.49 – Letta interviene domani alle 11
Il segretario del Pd Enrico Letta interverrà domani, intorno alle 11. È quanto comunicano fonti dem.

02.46 – Berlusconi telefona a Meloni per complimentarsi
Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha telefonato a Giorgia Meloni per complimentarsi per il risultato conseguito alle elezioni.

02.45 – Meloni: notte di orgoglio, di riscatto e di lacrime
«Il fatto che Fdi sia primo partito significa tante cose per tanti di noi: questa è sicuramente per tanti di noi una notte di orgoglio, di riscatto, di lacrime, abbracci, sogni». Lo ha detto Giorgia Meloni commentando il risultato elettorale di FdI. Maloni ha ricordato «le persone che non ci sono e che meritavano di vederla». «Però – ha osservato – quando sarà passata dovremo ricordarci che non siamo a un punto di arrivo ma di partenza e da domani dobbiamo dimostrare il nostro valore».

02.40 – Meloni: da italiani indicazione chiara
«Sapete meglio di me che i risultati ancora non sono definitivi ma mi pare che da quanto emerge dalle prime proiezioni si possa dire che dagli italiani in queste elezioni politiche è arrivata una indicazione chiara, e l'indicazione chiara è per un governo di centrodestra a guida Fdi». Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni all'Hotel Parco dei Principi commentando i risultati delle elezioni.

02.43 – Affluenza definitiva alle 23 al 63,95%, mai così bassa
Alle elezioni per il rinnovo del Senato e della Camera alle ore 23 ha votato il 63,91% degli aventi diritto, quando i dati sono relativi a oltre 7.904 comuni su 7.904. Lo si rileva dal sito del ministero dell'Interno. Nella precedente tornata elettorale del 2018 alla stessa ora si era recato alle urne il 73% degli elettori. Si tratta del dato più basso mai registrato per le elezioni politiche, con oltre 9 punti in meno rispetto al 2018.

02.30 – Meloni: abbiamo fatto la storia
Con una standing ovation il comitato elettorale di Fdi, allestito all'Hotel Parco dei Principi a Roma, ha accolto l'arrivo della leader Giorgia Meloni. La presidente è stata applaudita dai dirigenti del partito posizionati nelle prime file del salone allestito all'interno dell'albergo che si trova a due passi da Villa Borghese.

02.05 – La Russa: a Giorgia tremano polsi ma pronta a risollevare Paese
«Se avrà il ruolo, come io penso, di presidente del Consiglio, se la conosco bene, so già che le stanno tremando i polsi ma è pronta a risollevare l'Italia». Così Ignazio La Russa parlando di Giorgia Meloni a Porta a Porta.

02.00 – IV proiezione Rai, alla Camera c.destra al 42,7%
La prima proiezione del Consorzio Opinio Italia per la Rai (campione 6%) alla Camera, vede in testa la coalizione di centrodestra con il 42,7%, mentre il centrosinistra è al 26,8%. M5S è al 16%, il Terzo Polo al 7,5%.

01.56 – La Russa (Fdi): maggioranza sufficiente a farci governare bene
«Mi pare che la maggioranza che si sta prefigurando sia sufficiente a farci governare bene. Sono molto ottimista». Così Ignazio La Russa all'Hotel Parco dei Principi di Roma, sede del comitato elettorale di Fdi.

01.53 – Tajani: nome premier dopo vertice con alleati, non abbiamo pregiudizi su Giorgia Meloni
«Noi non abbiamo pregiudizi nei confronti di Giorgia Meloni, ma la decisione (su chi sarà il nome indicato per la presidenza del Consiglio, ndr) verrà dopo un vertice di Berlusconi, Salvini e Meloni e con il presidente della Repubblica che avrà l'ultima parola, perché è la Costituzione che lo prevede». L'ha detto il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani dalla sede del gruppo azzurro alla Camera. 

01.49 – Affluenze alle ore 23 nei capoluoghi di regione
Ecco le affluenze alle ore 23 in ogni capoluogo di Regione per le elezioni della Camera, secondo i dati del sito del ministero dell'Interno: Aosta 60,27 - Torino 64,57 - Milano 68,41 - Bolzano 66,65 - Trento 70,76 - Trieste 60,62 - Venezia 66,34 - Genova 63,80 - Bologna 73,35 - Firenze 73,12 - Ancona 67,97 - Perugia 69,98 - Roma 64,54 - L'Aquila 68,26 - Campobasso 59,02 - Napoli 49,75 - Bari 58,33 - Catanzaro 52,55 - Potenza 63,90 - Palermo 54,65 - Cagliari 59,66.

01.35 – Serracchiani: destra maggioranza in Parlamento ma non nel Paese
«Con questa legge elettorale la destra è maggioranza in Parlamento ma non è maggioranza nel Paese e questo ci dà davvero una grande responsabilità rispetto a quelli che saranno i passaggi che riteniamo molto molto delicati per il Paese». Così la capogruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani in una dichiarazione alla stampa al Nazareno.

01.23 – Proiezione con copertura del 21%
In base alla proiezione di Consorzio Opinio Italia per Rai (riproduzione riservata), con una copertura del campione del 21%, al Senato è in testa Fdi con il 25,4%, seguito dal Pd con il 19,3% e dal M5s con il 15,9%. La Lega ha ottenuto l'8,8%, Fi il 7,9% e il Terzo polo il 7,5%. L'Alleanza Verdi e Sinistra è al 3,6%, +Europa è al 3%, Italexit per l'Italia al 2%, l'Unione Popolare all'1,4%, Noi Moderati all'1,1% e le altre liste al 4,1%.

00.02 – Proiezioni Senato, copertura campione 5%
In base alla prima proiezione di Consorzio Opinio Italia per Rai (riproduzione riservata), con una copertura del campione del 5%, al Senato Fratelli d'Italia è al 24,6% e il Pd è al 19,4%, il Movimento Cinque Stelle al 16,5%, Lega 8,5%, Forza Italia 8%, Azione-Italia Viva 7,3%, Alleanza Verdi e Sinistra 3,5%, +Europa 2,9%, Italexit per l'Italia 2%, Unione Popolare 1,4%, Noi Moderati 1,1%, altre 4,8%.

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