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PROVA

Lega, il consiglio federale: “Piena fiducia a Salvini, per lui un ministero di peso nel governo”. Ipotesi vicepremier insieme a Tajani. Alla Meloni le congratulazioni di Zelensky

Gentiloni: «Il governo onori gli impegni sul Pnrr». Bonino chiede il riconteggio dei voti. Bettini seppellisce la linea di Letta: «Il Pd ha bisogno di un tagliando»

a cura della redazione
Aggiornato alle 20 minuti di lettura

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ROMA. A due giorni dal voto iniziano le manovre per la formazione del nuovo governo di centrodestra. La leader di Fratelli D’Italia, Giorgia Meloni, vede Antonio Tajani e il coordinatore di Forza Italia dichiara solo che «lavoriamo per l'Italia». Emerge intanto l’ipotesi che possano esserci due vicepremier: Matteo Salvini e, appunto, Tajani. Il leader della Lega non molla, ma l'ex segretario leghista Roberto Maroni attacca: «Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma per adesso non faccio nomi». Il consiglio federale del Carroccio però, riunito oggi a Milano, non la pensa come Maroni: «Nessuno mette in discussione Salvini», fanno sapere i partecipanti.

Come è cambiata la mappa del voto in Italia dalla seconda Repubblica, così gli italiani hanno votato dal 1994 ad oggi

Nel frattempo, in casa Pd Goffredo Bettini, dirigente nazionale del partito, sostiene che «non c'è una sola ragione della nostra sconfitta, e sarebbe codardo gettare la croce solo su Letta». Dopo quasi vent'anni, «il Pd ha bisogno di un «tagliando» generale. Il futuro segretario? «Una persona di sostanza più che di immagine – conclude Bettini –. Formata sul campo, piuttosto che inventata dai media. Sobria e misurata, piuttosto che egocentrica e solitaria». Ad auto candidarsi, prima di tutti, è l’ex ministro per le Infrastrutture Paola De Micheli. In questa cornice, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è pronto a lavorare da subito per far avere al Paese un esecutivo operativo nel minor tempo possibile.

Il podcast di Giannini 1 giorno dopo le elezioni - Il cupio dissolvi di Capitan Salvini e l'harakiri del Pd, un partito fallito
L’analisi Il Pd a pezzi tra veleni e sospetti. Il leader: “Si eviti una notte di lunghi coltelli”
Retroscena Meloni prepara il governo, telefonata con Draghi: “La Costituzione va cambiata, il Pnrr è da rifare”

Gli aggiornamenti ora per ora

22.59 – Meloni a Zelensky: puoi contare sul nostro leale sostegno
«Caro Presidente Zelensky, sai che puoi contare sul nostro leale sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino. Sii forte e mantieni salda la tua fede!». Così la leader di FdI, Giorgia Meloni, risponde, sempre su twitter, e in inglese, alle congratulazioni che le aveva appena inviato il Presidente ucraino.

22.38 – Meloni a Truss, pronta a collaborare per libertà e democrazia
«Grazie molto Liz Truss, pronti a collaborare con voi e il vostro governo per la libertà, la democrazia, la sicurezza e la prosperità delle nostre nazioni». Lo scrive su twitter la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

22.05 – Zelensky: congratulazioni a Meloni, contiamo su collaborazione
«Congratulazioni a Giorgia Meloni e al suo partito per la vittoria alle elezioni. Apprezziamo il sostegno costante dell'Italia all'Ucraina nella lotta contro l'aggressione russa. Contiamo su una proficua collaborazione con il nuovo governo italiano». Lo ha scritto su twitter il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

21.50 – Beghin (M5s): rapporto Pd non insanabile problema dirigenza
«Il rapporto con il Pd non credo sia insanabile, credo che sia forse difficile il rapporto con questa dirigenza del Pd che credo non abbia dimostrato una grande lealtà». Lo ha dichiarato la capo delegazione del Movimento cinque stelle al Parlamento europeo, Tiziana Beghin, in un incontro con la stampa a Bruxelles. «Noi continuiamo a dialogare, qui in Europa facciamo sistema Paese e lo abbiamo sempre fatto con tutti, con tutto l'arco parlamentare. A livello italiano vedremo come si svilupperanno le situazioni», ha aggiunto.

20.26 – Calenda: non ci sarà riforma costituzionale
«Non credo che ci sarà nessuna riforma costituzionale». Lo dice il segretario di Azione Carlo Calenda a Porta a porta. «Oggi abbiamo l'inflazione, l'anno prossimo saremo in recessione - spiega - abbiamo un problema di rialzo di tassi della Bce, e abbiamo un problema gigantesco di esecuzione del Pnrr. In questa situazione non c'è spazio per le riforme costituzionali».

20.21 – Mattarella attende presidenti Camera, poi consultazioni
Dare al Paese un governo nel minor tempo possibile. E' questo l'auspicio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronto ad aprire le porte del Quirinale per le consultazioni anche nel fine settimana. Il primo step per l'avvio della legislatura è l'elezione dei presidenti delle Camere, convocate per la prima seduta giovedì 13 ottobre. Una volta eletti capigruppo parlamentari, quindi, il Capo dello Stato è pronto a convocare i partiti per le consultazioni di rito che precedono la formazione dell'esecutivo, anche se dovesse trattarsi di sabato 15 e domenica 16 ottobre.

20.15 – Calenda a Meloni, pronto a consigli su emergenze
«Alla Meloni ho inviato un messaggio oggi. Saremo sempre all'opposizione ma sarò pronto a dare qualsiasi consiglio sulle emergenze senza problemi, perché questo è il mio modo di fare politica. Lo ho fatto anche con Di Maio sulle crisi aziendali». Lo ha detto il leader del Terzo Polo, Carlo Calenda, a Porta a Porta in onda stasera.

20.02 – Tajani da Meloni. Ipotesi due vicepremier
Una delle ipotesi sul tavolo - riferiscono fonti parlamentari del centrodestra - è che possano esserci due vicepremier, lo stesso Tajani e il segretario della Lega Salvini. I primi tasselli riguardano proprio le cariche di Montecitorio e palazzo Madama, con Calderoli e La Russa - più il primo che il secondo - che potrebbero succedere alla Casellati. Il presidente di Fdi non avrebbe escluso uno schema che possa assegnare una Camera all'opposizione. Il vicepresidente di FI è tra i 'papabili' per quanto riguarda il dicastero degli Esteri mentre sarebbero in calo le quotazioni per la presidenza della Camera.

20.02 – Lega, un ministero di peso per Salvini
«La richiesta del direttivo federale della Lega è che 'Matteo Salvini sia protagonista nella prossima compagine di governo con un ministro di peso. Si deciderà con gli altri partiti ma la richiesta della Lega, che esce dal direttivo federale, è che il miglior modo per rilanciare la nostra azione politica è che il nostro segretario abbia un ministero di peso». Così Riccardo Molinari, il capogruppo alla Camera della Lega, lasciando il consiglio federale in via Bellerio, a Milano.

19.36 – Lega, consiglio federale: ruolo Salvini fondamentale per governo centrodestra
«La Lega potrà recuperare il consenso grazie ai risultati che otterrà nel governo di centrodestra - e Matteo Salvini avrà un ruolo fondamentale - ripartendo anche dall'ascolto del territorio e dalla valorizzazione dei tanti amministratori a partire dai governatori». E' lo scenario che la Lega descrive al termine del consiglio federale, appena terminato. L'incontro «durato quasi 4 ore in via Bellerio a Milano, ha confermato piena fiducia a Salvini: oltre all'analisi del voto, è stata ribadita la necessità di continuare la stagione dei congressi per rinnovare tutte le cariche a cominciare dai segretari cittadini: quello provinciali saranno celebrati entro dicembre e immediatamente a seguire si faranno i regionali».

18.56 – Lega, fonti Bellerio: “Nessuno discute la segreteria di Salvini”
«C'è stata una discussione franca ma è emersa la tutela assoluta del segretario federale Matteo Salvini: hanno parlato tutti e nessuno lo ha messo in discussione». Lo fanno sapere fonti della Lega, mentre è ancora in corso il federale a Via Bellerio. A testimonianza del clima di condivisione, la Lega ha diffuso una foto della riunione in cui si vede Matteo Salvini seduto accanto a Luca Zaia. Poi Massimiliano Fedriga vicino a Attilio Fontana. Poco dietro Giancarlo Giorgetti.

18.22 – Pd, Paola De Micheli si candida per il dopo Letta
L’ex ministro per le Infrastrutture del Pd Paola de Micheli è pronta a candidarsi per la successione di Enrico Letta alla guida del partito. Lo riportano fonti del Pd.

17.48 – Lega, al consiglio federale i prossimi passi del partito
«C'è rammarico per la percentuale raggiunta, che si sperava migliore e che molti hanno spiegato con la convivenza forzata con Pd e 5Stelle. È emersa soddisfazione per i 95 parlamentari eletti (che Salvini riunirà giovedì pomeriggio a Roma)». Lo fa sapere la Lega. «In apertura è stato sottolineato il calendario di tutti i congressi da celebrare nelle città entro la fine di ottobre: ad oggi sono già stati rinnovati ed eletti 767 segretari cittadini sui 1.367 totali (quasi il 60%), a seguire verranno rinnovati anche tutti i segretari provinciali e, a seguire, quelli regionali. Già fissata per domenica 20 novembre l'assemblea di tutti gli iscritti della provincia di Bergamo (dove sono stati già rinnovati tutti i segretari cittadini) con l'elezione del nuovo segretario provinciale alla presenza del segretario Matteo Salvini».

17.44 – Tajani: Incontro con Meloni? Nulla da dire, lavoriamo per l’Italia
«L’incontro con Giorgia Meloni? Nulla da dire, la sento 100 volte al giorno. Lavoriamo per l’Italia». Così Antonio Tajani, portavoce di Forza Italia.

17.05 – M5s, a breve un Consiglio nazionale
«Entusiasmo e compattezza». Sono le due parole chiave che arrivano dal Movimento 5 Stelle per descrivere il clima che si respira dopo le elezioni. Anche se c'è preoccupazione, viene riferito, per la vittoria del centrodestra e le sue ricette ritenute inadeguate. «Entusiasmo» per la fiducia ricevuta dai cittadini con la consapevolezza che il Movimento guidato da Giuseppe Conte in Parlamento continuerà le sue battaglie e farà vera opposizione. Al momento non ci sono appuntamenti fissati, ma che a breve si terrà una riunione del Consiglio nazionale, l'organismo di indirizzo politico voluto dallo stesso Conte. E non è da escludere che da qui alla proclamazione degli eletti in Parlamento - che ci sarà con ogni probabilità il 13 ottobre - si possa convocare un'assemblea con tutti i senatori e tutti i deputati.

17.00 – Appello degli infermieri al futuro governo
«Non può esserci alcun rafforzamento del nostro Servizio sanitario nazionale se non si punta sul personale, in primis su quello infermieristico. Paghiamo una carenza d'organico che unita a un'autentica valorizzazione della professione, ancora tutta da realizzare, sta generando una crescente disaffezione per questo mestiere e rischia davvero di compromettere la tenuta del sistema, oltre che di vanificare tutti i progetti del Pnrr». Lo dice Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind.

16.56 – Voto elettronico, il costituzionalista Celotto: “Strada non percorribile”
Il voto elettronico non convince tutti i costituzionalisti. A sollevare dubbi è Alfonso Celotto, ordinario di Diritto costituzionale all'università Roma 3. «Domenica siamo stati tutti sorpresi di finire in una cabina con un pezzo di carta come fossimo stati nel 1946, invece di poter votare dal telefonino. Ma il vero problema del voto elettronico è la non segretezza, sancita nell'articolo 48 della Costituzione. Perché se posso votare da casa con il mio cellulare come faccio a negare a mia moglie di controllare per chi sto votando? O ancor peggio a qualcuno che vuole comprarsi il voto? Quello è il vero ostacolo insormontabile, che invece la cabina elettorale ci garantisce». Votare dal telefonino «sarebbe la cosa più comoda, ma non è una strada percorribile perché non garantisce la segretezza. Altra cosa è invece la raccolta elettronica di firme per il referendum, che è stato possibile attuare perché non serviva la segretezza, come non occorre nel bonifico. Ma è necessaria per il voto che deve essere libero, personale e segreto».

16.41 – Incontro Meloni-Tajani nella sede di Forza Italia
Incontro nella sede di Fratelli d'Italia in via della Scrofa tra la leader Giorgia Meloni e il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani.

16.40 – Bossi: dal popolo del Nord un messaggio chiaro da ascoltare
«Il popolo del Nord esprime un messaggio chiaro ed inequivocabile che non può non essere ascoltato». Lo dice Umberto Bossi tramite il suo staff, commentando i risultati elettorali della Lega.

16.35 – Ricci: “Io candidato alla guida del Pd? Non mi sottraggo”
«Sì, sento la responsabilità, come tutti, di non potermi sottrarre». Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, a «24 Mattino» su Radio 24, risponde così alla domanda: «Pensa di candidarsi alla guida del partito?». «Tanti amministratori mi dicono che è l'ora dei sindaci, che è l'ora della provincia italiana, quella provincia nella quale purtroppo negli ultimi anni abbiamo perso ed è l'ora di chi sul suo territorio è riuscito a costruire il campo largo: nella mia città da due anni ho allargato la giunta ai 5Stelle e le cose stanno andando bene». Ricci aggiunge che però «il tempo dei nomi non è di oggi, ancora non sappiamo quali saranno le regole del congresso. Io penso che occorrerà una fase costituente, probabilmente dovremmo andare anche oltre il Partito Democratico provare a pensare un rinnovamento vero del nostro soggetto politico, sia dal punto di vista dei contenuti del linguaggio sia dell'organizzazione. Sento la responsabilità di non potermi sottrarre in questo momento».

16,29 – Il post di Fdi su Twitter: «Al lavoro per l’Italia”
«Al lavoro per l'Italia». È quanto si legge sul profilo Twitter di Fratelli d'Italia che posta anche una foto della leader Giorgia Meloni.

16.20 – Tajani: “A Forza Italia 3 ministeri? Spero anche 4”
Quanti ministeri dovrebbe avere Forza Italia, due o tre? «Io spero anche quattro»". Risponde così, Rai Radio1, ospite di «Un Giorno da Pecora», il deputato Fi Antonio Tajani.

16.15 – Tajani: “Ringrazio Weber per il sostegno a Forza Italia”
«Ringrazio il Presidente del Ppe Manfred Weber per aver sempre sostenuto Forza Italia, forza garante dei valori europeisti e atlantisti della coalizione di centrodestra. I cittadini ci hanno scelto per garantire stabilità al nostro Paese". Lo scrive su Twitter il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani».

15.45 – Imbrattata la sede di Fdi a Trieste
Imbrattata, nella notte, la sede di Fratelli d'Italia a Trieste, in via Rismondo: sono comparse frasi ingiuriose e minacciose nei confronti del partito di Giorgia Meloni. «Ora e sempre fasci appesi», quanto scritto da - al momento - ignoti.

15.35 – Al via a Milano il consiglio federale della Lega, ci sono anche Fedriga e Zaia
È iniziato in via Bellerio, a Milano, il consiglio federale della Lega convocato dal segretario del partito, Matteo Salvini, all'indomani dell'esito delle elezioni politiche. All'ordine del giorno l'analisi del voto e le mosse successive del partito. Tra i presenti in via Bellerio il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, il governatore veneto, Luca Zaia, il governatore lombardo Attilio Fontana, il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, il presidente della provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti, il vicesegretario della Lega, Lorenzo Fontana, il deputato e segretario ligure, Edoardo Rixi, il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, il coordinatore lombardo, Fabrizio Cecchetti.

15.20 – In Lombardia eletti 95 deputati, 62 sono del centrodestra
Sono 95 i parlamentari eletti in Lombardia e di questi la maggior parte, ovvero 62 sono del centrodestra. Si tratta del 65%, venti sono del centrosinistra, sette del Terzo polo e sei del Movimento 5 stelle. Il risultato fa entrare in parlamento Fabrizio Sala, assessore all'Istruzione della Lombardia candidato da Forza Italia, e forse (ma questo dipenderà dal fatto se chi era davanti a lei nella lista del proporzionale verrà eletto anche in un altro collegio) l'assessore al Lavoro Melania Rizzoli.

15.05 – Totoministri dei bookmaker: Pozzi al Mef, Frattini agli Esteri, Bongiorno alla Giustizia
I bookmaker internazionali scommettono sulla formazione del nuovo governo italiano, all'indomani della vittoria delle elezioni del centrodestra: secondo il sito specializzato Agipronews, al ministero dell'Economia potrebbe andare Cesare Pozzi, favorito a 1,60 secondo Oddsdealer.net, fornitore di quote per i bookmaker. Dietro di lui Luigi Buttiglione (a 3,50) e Fabio Panetta (a 5,20). Nonostante il risultato elettorale della Lega, per i bookmaker il leader Matteo Salvini rimane in lista per un ministero-chiave, quello degli Interni, a quota 1,90, davanti a due fedelissimi di Fratelli d'Italia come Adolfo Urso (a 3,10) e Ignazio La Russa (a 3,90). Lega avanti anche nelle quote per il ministro della Giustizia, con Giulia Bongiorno a 1,80 davanti a Marcello Pera (a 2,90) e a Carlo Nordio (a 5 volte la scommessa). Per gli Esteri circola il nome di Franco Frattini (a 1,82), seguito in lavagna da Elisabetta Belloni a 2,27, con Antonio Tajani a 9 volte la scommessa. Alla Sanità potrebbe andare una donna, con Licia Ronzulli avanti a 1,84 e Letizia Moratti che insegue a 2,95. Più distante Luca Coletto a 4,60.

15.00 – Bossi: “Sono contento, avevo deciso di non candidarmi”
«Sono contento poiché avevo deciso di non candidarmi. Mi hanno pregato e solo per il rispetto verso la militanza ho accettato». Così Umberto Bossi all'AdnKronos, dopo il voto che ha sancito l'addio del Senatur al Parlamento dopo 35 anni.

14.50 – Tajani: “Bossi senatore a vita? Perché no?”
Umberto Bossi senatore a vita? «È un personaggio importante della nostra storia politica, perché no?». Lo afferma il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, a chi gli chiede della proposta della Lega di nominare senatore a vita Umberto Bossi. «Spetta al capo dello Stato fare questo tipo di scelta ma Bossi - aggiunge - è un protagonista della vita politica come ce ne sono altri e ha tutti i titoli».

14.45 – Cirinnà: “Io trombata? La partita l’ha persa Letta. Non l’ho mi sentito e mai lo sentirò”
«Io trombata? Certo, lo so e non mi offendo. Sono dispiaciuta perché il mio partito ha deciso che poteva fare a meno di me, non mi sento sconfitta però, personalmente ho avuto un buon risultato, ha perso il partito non io. Ho accettato per non farmi dare della codarda e per morire in battaglia». Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, l'ex senatrice Pd Monica Cirinnà, che oggi è stata intervistata da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. «Ho accettato di candidarmi per non farmi dare della codarda e per “morire in battaglia”, ci sono state tante vendette nel compilare le liste». Il segretario Enrico Letta l'ha chiamata durante questa campagna elettorale? «Non l'ho mai sentito e mai lo risentirò, ho ricevuto solo due telefonate: quelle di Roberta Pinotti e di Laura Boldrini».

14.25 – A Bergamo nessun deputato della Lega eletto al proporzionale 
A Bergamo, provincia dove si trova Pontida e tradizionalmente una delle roccaforti della Lega, il Carroccio non ha eletto nemmeno un deputato al proporzionale. Elemento che, insieme alla mancata elezione di Umberto Bossi a Varese, ha fatto alzare più di un sopracciglio alla base leghista. Il motivo è la legge elettorale che premia le province più popolose. Quella di Bergamo fa parte della stessa circoscrizione di Brescia e mentre nel collegio bergamasco sono eletti col proporzionale due deputati (in questo caso il segretario regionale del Pd Vinicio Peluffo e Andrea Tremaglia, esponente di Fdi e nipote dell'ex ministro Mirko Tremaglia), in quello di Brescia ne sono stati eletti sette (due di Fratelli d'Italia, uno della Lega, uno di Forza Italia, uno del Pd, uno del Terzo polo e uno dei 5 stelle). Della Lega è però Rebecca Frassini, eletta all'uninominale. Mentre al Senato la compagine bergamasca è rappresentata da Roberto Calderoli.

14.15 – Orfini: “Basta parlare di alleanze, nessuno felice di votare Pd”
«Ho fatto questa campagna elettorale come sempre: 5.000 km in 20 giorni, decine di incontri – scrive su Facebook Matteo Orfini (Pd) –. La cosa che più mi ha colpito è che non ho trovato praticamente nessuno felice di votare il Pd. Anche i nostri elettori più fedeli erano stanchi, demotivati, sconfortati. Eroici nel loro esserci sempre, ma non felici. Penso che questo sia il punto da cui partire, e per questo non mi convince chi oggi ci spiega che andava tutto bene, il problema è solo non essere riusciti a fare le alleanze. Intanto perché la politica non è solo aritmetica: sommare i voti di chi è andato separato è un errore da matita rossa. I cinquestelle hanno quel risultato perché si candidano da soli e contro di noi. Idem il terzo polo. E poi perché il problema di fondo è che non è più chiaro a nessuno quale sia la missione del Pd. E quindi fatichiamo a coinvolgere, appassionare, convincere».

13.50 – Tajani: “Io ministro degli Esteri? Farò ciò che serve al Paese”
«Io ministro degli Esteri? Non ho proposto nessuna candidatura, sono vicepresidente e coordinatore di Fi, sono appena stato eletto e lavoro per rafforzare la squadra. Io posso fare tutto ciò che serve al nostro paese come ho sempre fatto». Così il coordinatore di Fi Antonio Tajani rispondendo ai giornalisti alla Camera.

13.45 – Fontana: “Bossi è storia del Paese, sia senatore a vita”
«Bossi è la storia di questo Paese quindi deve essere sicuramente presente in uno dei due rami del Parlamento» secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana che considera una «pessima notizia, drammatica» il fatto che il fondatore della Lega Nord non sia stato rieletto. «Credo che Bossi sia la persona che più di ogni altra meriterebbe di rientrare in Parlamento e mi sembra una buona idea - ha aggiunto - quella di nominarlo senatore a vita. Credo che Bossi abbia cambiato veramente la politica italiana, il modo di intendere la politica e abbia contributo a creare una serie di amministratori locali e nazionali eccellenti».

13.35 – Migrantes: “Nessuna preoccupazione per il governo Meloni”
Nella gestione dei migranti e dei rifugiati un governo di destra a guida Meloni «non ci preoccupa. Durante la campagna elettorale si è parlato di migranti. Ma non siamo prevenuti; aspettiamo di vedere i fatti, poi valuteremo». Lo dice a LaPresse monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes, organismo pastorale della Cei.

13.25 – Gentiloni: "Il governo onori gli impegni sul Pnrr"
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) «per l'Italia rappresenta un'opportunità unica per costruire un'economia più competitiva e sostenibile e una società più equa. Spetterà al prossimo governo italiano fare ogni sforzo per cogliere questa opportunità. È fondamentale onorare gli impegni rimanenti dell'Pnrr per realizzare il cambiamento strutturale necessario per indirizzare l'economia italiana su un percorso di crescita forte e duratura». Lo afferma il commissario Ue per l'Economia Paolo Gentiloni dopo il via libera all'erogazione ulteriore di 21 miliardi di euro all'Italia del Pnrr.

13.15 – Renzi: noi all’opposizione, ma pronti alle riforme
«Meloni premier avrà la nostra opposizione. Voteremo contro la fiducia, presenteremo i nostri emendamenti. E, se chiederà un tavolo per fare insieme le riforme costituzionali, noi ci saremo perché siamo sempre pronti a riscrivere insieme le regole». Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, nella sua Enews di oggi.

12.40 – Evelina Christillin: “Meloni? Contenta se ci sarà una donna premier”
«Giorgia Meloni ha vinto, siamo in un paese democratico, sono state elezioni libere. Le faccio i miei migliori auguri e sono anche contenta se ci sarà per la prima volta una donna premier. Tutto il resto spetterà a chi governerà, le politiche, il rispetto dei diritti, ma sono fiduciosa che questo sia un paese democratico». Così la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin, commenta il risultato elettorale. «Timori per la cultura? No, ci mancherebbe altro, c'è stato quattro anni fa un colloquio molto franco con Christian Greco sotto queste finestre, ma in campagna elettorale le cose si fanno e si disfano, non abbiamo alcun tipo di preconcetto e penso sia reciproco. Le auguriamo buon lavoro. Non dimentichiamoci che questo non è un museo statale, ma una fondazione pubblico privata in cui il ministero della cultura o il governo non dà contributi».

12.35 – Bonaccini posta la mappa del voto con l’Emilia rossa
«Ogni comune colorato a seconda del partito più votato alle elezioni politiche, domenica scorsa». Stefano Bonaccini ha postato, su Twitter, una mappa del voto alle politiche elaborata sulla base dei colori assegnati ai singoli partiti. L'Emilia Romagna, così come la Toscana, è l'unica regione in cui domina il rosso assegnato al Pd.

12.30 – Renzi: “Con la destra rischia il portafogli non la democrazia”
«La destra italiana non è fascista. Va respinta questa narrazione, non c'è alcun rischio democratico nel nostro Paese. Ieri l'ho detto alla Cnn e lo dico a tutti i numerosi interlocutori internazionali che incontro anche qui (in Giappone ndr) non c'è alcun rischio per la democrazia con Meloni premier. E lo dice chi si sta attrezzando per fare opposizione, dura ma civile». Lo scrive Matteo Renzi nella sua enews ai militanti di Iv. «Con la destra, dunque, al massimo rischiamo il portafogli, perché io li ritengo incapaci di governare (e spero di essere smentito) – aggiunge Renzi, che poi scrive: «A proposito, ho ricevuto tra ieri e oggi già quasi 700 inviti/email soprattutto di giovanissimi che mi chiedono di far cadere il governo: ragazzi, capisco che è diventata la mia specialità, ma prima di buttare giù il governo bisogna che almeno lo facciano»..

12.25 – Renzi: “Ci hanno seppellito più volte, ma noi siamo semi”
«Gli stessi che hanno detto per anni che non sarei mai più tornato in Parlamento, che non avremmo fatto il 3%, che nei sondaggi eravamo morti, dopo aver rivisto rientrare in Parlamento trenta persone con l'8%, fanno finta di nulla e dicono che avremmo dovuto fare il 10%. Sono o non sono meravigliosamente simpatici? Un abbraccio a chi ci ha considerato tante volte finiti: ci hanno seppellito più volte, non sapevano che siamo semi». Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultima enews. «Noi siamo andati molto bene! Qualcuno sperava di più? Certo: tutti sperano sempre di più, ma raggiungere quasi l'8%, alla pari di Forza Italia e Lega, è un grande risultato – scrive tra l'altro il leader di Iv -. Bravi tutti i candidati, cominciando naturalmente da Carlo Calenda, fino ai candidati di servizio e a quei candidati che hanno ricevuto nelle scorse ore la doccia fredda della mancata elezione. So cosa si prova in questi casi. Intanto, un abbraccio cumulativo, poi al rientro mi farò vivo».

12.20 – Washington Post: “Su Meloni paure esagerate”
Le paure in Europa e Stati Uniti nei confronti di Giorgia Meloni, per «i legami storici del suo partito con il neofascismo e per le lodi al premier ungherese Viktor Orban sono esagerate, ma nessuno dovrebbe sottovalutare il desiderio della leader populista per cambiamenti politici ed economici significativi». In un lungo editoriale dedicato al voto in Italia, il Washington Post “apre” a Giorgia Meloni, sottolineando anzitutto che «l'Italia non è l'Ungheria, ha media fortemente liberi ed è una democrazia occidentale da quasi 80 anni». «Inoltre - sostiene il quotidiano americano - il partito della Meloni non ha mai intrapreso una crociata contro la democrazia liberale come hanno fatto Mussolini o anche Orban. Fdi non vuole porre fine alla democrazia, vuole rispettare le tradizioni nazionali dell'Italia e ripristinare le libertà economiche del Paese». Forte del 26% ottenuto alle elezioni, Meloni «ha tutti gli incentivi per discostarsi dal recente passato italiano». «Farlo non sarà facile», riconosce il Washington Post, secondo cui «sarà ostacolata dall'enorme debito dell'Italia, che la costringe a dipendere dal sostegno dell'Unione Europea e della Bce», mentre «il suo conservatorismo sociale potrebbe essere osteggiato anche dal Parlamento europeo».

12.05 – Salvini: “Bossi senatore a vita”
«Bossi senatore a vita? Sarebbe il giusto riconoscimento dopo trentacinque anni al servizio della Lega e del Paese. Porterò avanti personalmente, sicuramente con l'appoggio non solo della Lega ma di tantissimi italiani, questa proposta». Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini.

12.00 – Bonino: “Chiederemo il riconteggio dei voti”
«È stata una breve, ma molto intensa campagna elettorale. Ho incontrato migliaia di persone, molti giovani, e ricevuto sostegno e apprezzamento. Chiederemo il riconteggio dei voti, collegio per collegio, visto che alla soglia del 3% è mancato pochissimo, appena lo 0,05». Così Emma Bonino, leader di +Europa, sul suo profilo Twitter. «Questo - aggiunge - per dare dare valore al voto di ciascuno dei nostri elettori che ha deciso di fare una scelta di libertà in un'Italia che vogliamo democratica ed europea. Con l'elezione di Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi, continueremo a portare avanti le nostre battaglie in Parlamento».

11.50 – Dopo 35 anni Bossi esce dal Parlamento
È ufficiale, dopo trentacinque anni Umberto Bossi lascia il Parlamento. Il fondatore della Lega era il primo nella lista proporzionale del Carroccio per la Camera a Varese, dove però il partito non ha ottenuto alcun seggio.

11.40 – Zaia, dimissioni di Salvini? Non ne ho sentito parlare
«No, non ho proprio sentire di eventuali dimissioni. Si farà un'analisi del voto e oggi al consiglio federale faremmo un'analisi ma non ho mai sentito parlare di dimissioni». L'ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia parlando delle voci di eventuali dimissioni del segretario della Lega Matteo Salvini questa mattina in diretta a Radio Cortina.

11.30 – Molinari: FdI sia all'altezza e dia, giusto peso alla Lega
«Fratelli d'Italia dovrà dimostrare di essere all'altezza del ruolo che gli hanno dato gli italiani, noi in questi ultimi 5 anni siamo stati la prima forza del centrodestra ed essere la prima forza del centrodestra significa avere grande pazienza ed essere in grado di tenere insieme la coalizione, questo vuol dire anche dare risposte agli altri partiti della coalizione, trovare un equilibrio, non atteggiandosi come quelli più forti ma cercando di fare squadra». Lo ha detto Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera della Lega, a «24 Mattino» su Radio 24. «Bisognerà capire se Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia avranno questo approccio, è chiaro che la Lega è in una posizione di maggiore debolezza rispetto a prima, non siamo più primo partito ma siamo la seconda forza del centrodestra e questo vuol dire che dovremo avere un peso di tutto rispetto nella compagine di governo e nei ruoli istituzionali. Adesso i ruoli sono cambiati, non siamo più noi a doverci armare di pazienza ma dovrà farlo Fratelli d'Italia per rispondere a tutte le istanze delle forze di centrodestra». 

11.10 – Rauti (Fdi): “Forte mandato popolare per un’affermazione storica
«Dalle urne è uscito un forte mandato popolare che segna un'affermazione storica per la destra italiana - dice la senatrice di Fratelli d'Italia, Isabella Rauti, vicecapogruppo vicario -. Ci siamo presentati con la coalizione di centrodestra, un'alleanza non solo elettorale ma di programma e di governo, che ha vinto e che ha il suo traino in Fratelli d'Italia e in Giorgia Meloni. Crediamo nella coesione della nostra coalizione che ha vinto le elezioni e che con questi numeri può governare bene». Piuttosto, siamo preoccupati per il dato alto dell'astensionismo e la politica ha il dovere di interrogarsi sulle ragioni della distanza tra popolo e Istituzioni e ricomporre la frattura».

10.50 – L’Ue: l’Italia guadagna a stare con l'Europa, non contro
«Nessuno Stato europeo da solo può affrontare le minacce che circondano l'Europa, quindi tutti i governi, compreso quello italiano, avranno molto più da guadagnare lavorando con l'Europa piuttosto che contro». Lo ha dichiarato il vice presidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, ai microfoni della radio spagnola Rne. Durante la campagna elettorale «alcune forze politiche italiane che appartengono allo schieramento che con tutta probabilità andrà al governo hanno fatto della retorica» contro l'Unione europea, «ma ora bisogna vedere se il prossimo governo riprodurrà tale retorica o lavorerà a un livello più pragmatico e realista con le istituzioni europee e con gli altri governi per affrontare problemi come la guerra, il prezzo dell'energia e l'inflazione», ha aggiunto Schinas. 

Giannini: "Meloni, adesso ci spieghi, cosa vuol dire che la Costituzione è bella ma vecchia?"

10.40 – Calenda, il largo consenso tra i giovani è un dato importante
«Abbiamo raccolto un larghissimo consenso tra i giovanissimi (siamo il primo partito) e i giovani – scrive su Twitter il leader di Azione, Carlo Calenda -. Questo è il dato più importante per me. I giovani capiscono meglio di tanti altri l'inconsistenza di una politica che promette e non realizza».

10.30 – Muscarà (Gruppo misto): “Urge un tavolo meridionalista per chi non ha voce”
«In seguito al risultato delle elezioni a favore del Movimento 5 Stelle al Sud, si conferma che i meridionali non riescono ancora a guarire da quella "sindrome di Stoccolma" per il proprio aguzzino che intende ancora governarli». Così, in una nota, la consigliera Maria Muscarà ex cinque stelle, appartenente al Gruppo misto, commenta il risultato elettorale. «C'è da dire però che quasi il 50% dei meridionali ha disertato le urne, per non parlare delle decine di migliaia di voti annullati per protesta - spiega - a mio avviso però, vorrebbe dire mettersi nelle mani di terzi senza scegliere il proprio destino; ma certamente, è il chiaro sintomo di un Sud che non ha più voce e ha ormai sfiduciato la politica italiana completamente. Urge quindi un tavolo di lavoro meridionalista, perché mentre al Nord i partiti sono compatti per gli interessi delle aziende che li sponsorizzano, al Sud siamo lasciati a noi stessi e gli unici che possono salvarsi sono proprio i meridionali capaci e che amano realmente la propria terra».

Così si è conclusa la giornata della Meloni dopo il voto, il video spunta sui social

10.25 – Tajani: saremo decisivi per creare il nuovo governo
«Siamo stati determinanti per la vittoria e saremo decisivi per creare il nuovo governo», dice Antonio Tajani, vice presidente di Forza Italia. «È un contributo di qualità che noi possiamo dare sui temi, per esempio, della politica estera, della politica europea ed economica. Punti chiave su quali si è sempre battuta FI con un contributo di primo piano sul fronte della qualità». In merito a una sua nomina a ministro «per il momento non se ne è proprio parlato». Giorgia Meloni vuole «i migliori» ed «è quello che pensiamo tutti, lo ha detto anche Berlusconi. Persone che siano in grado di affrontare l'emergenza del Paese, guidare l'Italia fuori dalle secche della crisi economica: vanno bene anche i non parlamentari, non abbiamo preclusioni di sorta». L’importante è «che la coalizione sia forte, un tempo era Forza Italia il partito trainante, poi è stato il momento della Lega, adesso è quello di Fratelli d'Italia. Non vedo nulla di strano, sono esercizi retorici. Abbiamo sempre governato assieme indipendentemente da quello che era, in quel momento, la forza politica più consistente dal punto di vista numerico»

10.20 – El Paìs: la vittoria di Meloni è un duro colpo per il governo Sanchez
«Le elezioni italiane hanno inferto un duro colpo al governo spagnolo», scrive El Paìs a commento del voto in Italia. Secondo il quotidiano spagnolo, il premier Pedro Sánchez - che ha dato il suo sostegno a Enrico Letta con un videomessaggio trasmesso all'evento di chiusura della campagna elettorale del Pd - sta vedendo come «l'onda di destra si consolida in un paese chiave per la Spagna». Roma e Madrid, ricorda El Paìs, sono andate di pari passo negli ultimi grandi negoziati nell'Ue, in particolare in quello sul Pnrr, di cui sono i due principali beneficiari. Sanchez, si legge nell'articolo «aveva un ottimo rapporto con Giuseppe Conte e ora lo stava forgiando con Mario Draghi. L'arrivo di Giorgia Meloni, alleata di Vox, fa presagire una tensione difficile da mascherare». 

Chi saranno i presidenti di Camera e Senato? Ecco i nomi più discussi

10.00 – Boccia: Calenda ha preferito che vincesse la Meloni
«In tutti i grandi Paesi occidentali i progressisti che stanno insieme hanno profili diversi, e dentro quei movimenti c'è sempre una sintesi. Calenda e Renzi hanno perseguito un progetto tutto loro che era indipendente dalle sorti del Paese, hanno preferito che vincesse la Meloni piuttosto che costruire una cosa più faticosa ma ampia, il risultato è sotto gli occhi di tutti». Parole del responsabile Enti Locali del Pd, Francesco Boccia, a Rtl 102.5. «Noi - ha aggiunto, riferendosi al risultate delle elezioni di domenica - abbiamo le nostre responsabilità, ma mi pare evidente che il centrodestra è maggioranza in Parlamento, non lo è nel Paese e di questo devo tenerne conto. Mi auguro da italiano che Giorgia Meloni faccia bene, le faccio i miei auguri di buon lavoro per quando inizierà questo percorso. Devono tener conto che la stragrande maggioranza del Paese non solo non è di destra ma non li ha sostenuti».

Tutti gli uomini di Giorgia Meloni

09.50 – Emma Bonino chiede il riconteggio
«È stata una breve, ma molto intensa campagna elettorale. Ho incontrato migliaia di persone, molti giovani, e ricevuto sostegno e apprezzamento. Chiederemo il riconteggio dei voti, collegio per collegio, visto che alla soglia del 3% è mancato pochissimo, appena lo 0,05». Lo scrive su Twitter la leader di Più Europa, Emma Bonino. «Dedico tutto quello che abbiamo fatto, che ci abbiamo messo e il nostro impegno a Gianfranco Spadaccia. Oggi ci sarà la camera ardente al Senato dalle 10 alle 18, e sono sicura che molti cittadini correranno per porgere il loro tributo», aggiunge.

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