L’Udinese è un treno, Parma spazzato via

Doppietta di Totò e poi a segno Heurtaux e Thereau: bianconeri sempre terzi

UDINE. «Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé!»: avanti figli della (Piccola) Patria, i giorni della gloria sono arrivati. E la firma la mettono i due francesi, Heurtaux e Thereau, per due gol che permettono all’Udinese di mettere a nanna il Parma e di schizzare nella scia di Juventus e Roma al terzo posto.

Considerando che all’orizzonte adesso c’è proprio lo scontro diretto al vertice che si sommerà a un altro turno casalingo per la “Strama Band” (contro il Cesena), era davvero arrivato il momento ieri per far partire la Marsigliese sotto l’arco dei Rizzi, al posto dell’istituzionale “Vinci per noi”.

Il copione fin dall’inizio è scontato, anche se non mancano i colpi di scena, praticamente è una puntata di Superman: c’è lui, l’eroe con il costume bianconero (Totò), c’è la Kryptonite che fiacca l’Udinese (Cassano), c’è anche il cattivo alla Lex Luthor (quella sciagura dell’arbitro Calvarese, a volte nega l’evidenza in coppia con il collega di linea, l’abbronzato De Luca).

Stramaccioni disegna sul campo un 4-4-2, stile Lazio, abbandonando la tentazione 4-3-2-1 cavalcata contro il Napoli. Il motivo è semplice: considera Thereau una punta più che un trequartista e quindi affianca il francese a Di Natale, chiedendo a Kone di allargarsi a sinistra per completare una mediana con Badu che si spalma sulla destra.

Si presuppone, così, che la difesa bianconera sia a tenuta stagna, invece, colpo di scena, il reparto balla in modo anomalo, un rollio inatteso complice la posizione di Cassano che lavora un sacco di palloni tra le linee, alla Tevez, facendo infilare negli spazi Mauri, ragazzino tutto pepe omonimo del laziale che nel primo tempo crea non pochi grattacapi alla retroguardia di Strama che dopo un po’ passa a 4-3-1-2 con Kone incollato a Jorquera.

Ma Mauri resta un rebus: suo il gol iniziale, il tiro che fa correre un brivido lungo la schiena al Friuli e a Karnezis, il fallo da rigore (trasformato da Cassano) prima dell’intervallo.

In mezzo, invece, tanto Superman: contro le squadre come il Parma, Totò è una sentenza. Felipe e Lucarelli gli concedono due-palloni-due e lui firma una doppietta come contro l’Empoli.

Adesso ha lo stesso numero di gol dell’Apache juventino, di Cassano e Osvaldo, è in testa alla classifica dei cannonieri e ha raggiunto quota 197 (reti in serie A: è a meno 8 dal codino di Roberto Baggio).

Al ritorno in campo, “Fantantonio” guarda il serbatoio e scopre che la benzina non è più tanta, mentre l’Udinese continua a macinare chilometri in modo sorprendente: sembra una bi-fuel per come economizza il carburante.

Al resto pensano i francesi: due gol che sono le parentesi a una prestazione che è anche un piccolo capolavoro di tattica, visto che Stramaccioni non resta a guardare il maxischermo rapito, mentre l’Udinese gestisce il vantaggio arrivato con una rovesciata spettacolare in area di Heurtaux.

Il tecnico romano prima toglie Kone e inserisce Domizzi per prepararsi al 3-5-2 che diventa uno schema “da corsa” con Muriel per Totò e si trasforma nuovamente in un 4-4-2 quando Aquah si fa cacciare per un fallo su Luisito. Lì Thereau, un 10 contro 11, piazza l’ultima zampata e chiude il discorso.

Via alla Marsigliese: i giorni della gloria sono arrivati. Dureranno poco se non si aggiungerà un'altra puntata a questa storia di successo. Ma Strama dà l’impressione di conoscere bene la trama: non è un gioco di parole.

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