La Delser pregusta già la rivincita con Bolzano

Lo stop in gara1 di finale promozione non toglie fiducia alle udinesi in A3 donne Vicenzotti e Sturma sono da recuperare in vista del ritorno giovedì al Benedetti

UDINE. La pallacanestro è sport che, come pochi, unisce dati statistici e sensazioni empiriche. Nel commentare il 58-53 con cui la Delser ha perso gara1 di finale play - off in serie A3 di basket femminile, sabato sul parquet della Bc Finstral Bolzano, numeri e teoria della sfortuna si incrociano a spiegare le ragioni della sconfitta friulana, ma danno anche fiducia in vista di gara2, in programma giovedì al Benedetti.

Guardiamo ai numeri. Su un campo dove due mesi fa la Delser aveva vinto e convinto, sabato la squadra di Medeot e Sinone ha tirato molto male, chiudendo con 15/47 da due e 5/18 da tre. In una gara persa con uno scarto di 5 punti, le percentuali di realizzazione hanno pesato non poco.

Di più, Udine nulla ha avuto da Sturma, in campo con la febbre alta. Nelle ultime cinque gare, l’azzurrina ha segnato 7 punti di media. Si sta poco a fare il conto per capire che, sulla carta, bastava il suo apporto per avere chance di vincere gara1. Inoltre, l’infortunio a una caviglia che ha parecchio limitato capitan Vicenzotti nelle fasi decisive dell’incontro ha privato la Delser del leader offensivo che poteva permettere a Zussino, l’altra punta dell’attacco friulano, di non essere triplicata nel finale, perdendo lucidità in attacco.

Quanto alle sensazioni empiriche è sufficiente rivolgersi a coach Waldi Medeot, che commenta: «Siamo stati condizionati dai problemi di Sturma e Vicenzotti – le parole dell'allenatore –, ma nonostante tutto siamo stati in partita fino alla fine e questo fa ben sperare in vista di gara2».

Da questo ultimo pensiero del tecnico delserino si può comprendere come in casa Delser la fiducia non sia stata scalfita dalla sconfitta in gara1. Sarà fondamentale giocare giovedì con la squadra in condizioni fisiche almeno decenti e, magari, sfruttando l’aiuto del pubblico del Benedetti, che nelle grandi occasioni ha sempre sostenuto in massa la pallacanestro femminile.

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