Riecco De Marchi: «Via i denti del giudizio, posso tornare in fuga»

Il bujese si mette alle spalle lo stop di 4 mesi per tendinite. Domani Gp Cerami, poi Polonia, Vuelta e il sogno Mondiali

BUJA. L’appuntamento è per domani, Gp Cerami, Belgio. Una corsa di un giorno. Per ricominciare. Alessandro De Marchi ripartirà dalla Vallonia, da una gara di tradizione dopo un infortunio che gli ha anche fatto temere di dover dire addio alla bicicletta.

Sì, è accaduto anche questo in una primavera-estate da dimenticare per il “rosso di Buja”. Un anno fa di questi tempi furoreggiava al Tour De France, dove conquistò l’ambito riconoscimento di corridore più combattivo con tanto di comparsata sul podio dei Campi Elisi. Invece il Tour il corridore della Bmc l’ha visto in tv bloccato da un’infiammazione al tendine d’Achille dopo la Milano-Sanremo.

«Ero demoralizzato, la tendinite non si attenuava. Una distorsione alla caviglia a fine dicembre l’aveva innescata, poi le prime gare e il problema uscito allo scoperto. Non si riusciiva a trovare la strada per ripartire: all’inizio di maggio, quando le terapie non funzionavano, ho anche pensato che non avrei più potuto correre».

Poi?

«L’osteopata dela Bmc, team che mi ha sempre sostenuto in questi mesi, ha individuato il problema: un difetto posturale causato dai denti del giudizio. Li ho tolti a fine maggio e le cure hanno cominciato a fare effetto».

Ed è iniziata la rincorsa per salvare la stagione...

«Non mi era mai capitato di ricostruire una condizione fisica in maggio, venivo da cinque anni passati a correre, ad allenarmi e d’inverno a riposare (poco). Ecco, in questi mesi di forata inattività ho apprezzato il riposo, il mio Friuli, Buja, la gente di Buja che mi ha sempre incoraggiato. Non erano abituati a vedermi tanto in giro senza bici».

Raccontaci la rincorsa...

«Allenamenti all’inizio leggeri per riprendere confidenza con la bici, fatti “sulle uova”, pronto ad ascoltare se il fisico mi dava segnali negativi. Pronto e atterrito da questo. Quindi i carichi sono aumentati e con essi la fiducia e la voglia di ritornare».

Chilometri?

«In un mese e mezzo quasi cinquemila. Ho anche fatto due sedute al giorno di allenamento: fuori la mattina presto, poi riposo e via la sera dopo le 19 con la bici da crono».

C’è il Mondiale crono per club una settimana prima della prova iridata per Nazioni.

«Beh, bisogna guadagnarsela la convocazione nella Bmc, avete visto come ha vinto la cronosquadre al Tour? Immaginate come mi sentivo mentre vedevo in tv i miei compagni vincere in quel modo. La Bmc sta facendo il miglior Tour di sempre, se si eccettua il 2011 quando vinse Cadel Evans...».

Lo guarda il Tour?

«Sì, e mi manca molto. Penso alla tappa di ieri arrivata a Gap: sarebbe stato i terreno ideale per le mie fughe da lontano. Poi mi piace la frazione dell’Alpe d’Huez di sabato...».

Froome ha già vinto?

«Credo di sì».

Gp Cerami e poi?

«Giro di Vallonia per miglioraere la condizione e poi il Giro di Polonia. Lì capirò se potrò essere selezionato alla Vuelta. Allora sì che sarò sulla strada giusta e potrò sperare nei Mondiali di settembre».

E i denti del giudizio saranno solo un brutto ricordo.

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