Il Giro torna in Friuli: Cividale e Valli del Natisone, la tappa che già fa sognare

Accordo fatto tra Rcs e Cainero: nel 2016 cinque ascese anche nelle valli del Torre. E Porzus da Attimis, la salita degli udinesi, sarà una delle sorprese dalla corsa

UDINE. Ogni fine settimana centinaia di cicloturisti di Udine e dintorni si allenano su quelle salite.

Sudore, fatica, soddisfazione, imitando magari gli idoli delle due ruote: Nibali, Froome, Contador. E prima Bugno, Pantani, Moser e altri.

Per generazioni e generazioni raggiungere quei paesi sulle montagne le cui luci di notte disegnano l’orizzonte del Friuli centrale è stata magari l’impresa dell’estate.

Il prossimo anno, alla fine della terza settimana di maggio, quei ciclisti con le loro bici, assieme a migliaia di spettatori, ci torneranno su quelle salite per applaudire il passaggio di una tappa del Giro d’Italia.

Da brividi, se non da lacrime. Sì, perché tra Rcs, la società che organizza la corsa rosa, e il patron delle tappe friulane Enzo Cainero, l’accordo di massima nell’aria da mesi è diventato un patto di ferro e, quasi, la cartina di una tappa della corsa rosa.

Forse il percorso della frazione sarà svelato in Friuli prima della presentazione ufficiale del Giro 2016, in programma a Milano il 5 ottobre, ma intanto quella frazione, un sogno per gli appassionati di ciclismo friulani che diventa realtà, ha già dei punti fermi.

«La tappa arriverà a Cividale dove la corsa passerà tre volte, di cui due sul Ponte del Diavolo e in centro storico», conferma Enzo Cainero.

Da Milano l’inflessibile direttore del Giro, Mauro Vegni gli ha intimato di non confermare altro, o poco altro.

Cainero ubbidisce, ma fa un’eccezione per una delle salite, presumibilmente cinque, che interesseranno la frazione: Porzus.

Da Attimis al bivio per Subit i chilometri sono 8.4. Inutile spiegare la salita ai cicloturisti friulani. Utile farlo a chi non la conosce. È tosta, subito cattiva, a tratti impossibile dopo il paesino-gioiello, sempre più meta di devoti alla Madonna del falcetto.

Quando la strada si inerpica passando accanto alle antenne della tv le pendenze si avvicinano al 20%. Roba tosta anche per i professionisti credeteci.

«Sarà una tappa corta, di quelle che fanno male. Porzus sarà la penultima ascesa», aggiunge Cainero, che conferma come la frazione nella prima parte attraverserà in lungo in largo le valli del Natisone (ma non Castelmonte) con anche una puntata a Montemaggiore, il paesino 3 km sotto il rifugio Pelizzo sul Matajur.

Tre, come detto, i passaggi a Cividale, città patrimonio dell’Unesco, che avrà così grazie alle immagini tv una visibilità mondiale. Arrivo sul rettilineo del palasport, ideale punto di riferimento logistico per la carovana da duemila persone al seguito.

Un punto di domanda sulla tappa resta la città di partenza. Quasi fuori dai giochi Tarcento, e forse anche San Daniele, al momento si può solo sapere che sarà in provincia di Udine.

Dipenderà dalla scelta finale di Rcs, impegnata nella definizione del percorso della corsa rosa. La carovana per la tappa friulana arriverà dal Veneto e vi ritornerà per la partenza del giorno successivo.

Cainero aggiunge una cosa, la più bella: «C’è entusiasmo a Cividale, nelle Valli del Torre e del Natisone. Tra la gente, tra i sindaci. Un entusiamo che aveva notato in Carnia 15 anni fa». Prima della nascita del mito Zoncolan. Vedete voi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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