La tappa friulana del Giro d'Italia 2016 partirà da Palmanova

Start in piazza Grande, poi km zero alla Protezione civile. La tappa attraverserà le Valli del Natisone e finirà a Cividale

PALMANOVA. Ecco la sede di partenza della tappa del Giro d’Italia 2016 che il 20 maggio arriverà a Cividale dopo aver attraversato mezzo Friuli, facendo schizzare in mondovisione le bellezze della nostra terra e, negli ultimi cento chilometri, in alto le frequenze cardiache dei corridori messi a dura prova dalle salite delle Valli del Natisone e dei Colli Orientali.

Bellissima, affascinante e, va detto, anche un successo per il nostro giornale, che tra i primi un anno fa aveva acceso i riflettori sul rischio di veder perduto uno dei patrimoni artistici più belli della nostra regione.

Sì, perché una delle frazioni più attese del prossimo Giro rosa partirà dalla Piazza Grande di Palmanova. Uno spettacolo. Ve l’immaginate l’elicottero della tv che dall’alto riprende il villaggio di partenza, la sede dello start, i pullman delle squadre assaliti dai tifosi prima del via, insomma tutta la galassia di una partenza di una tappa del Giro concentrati in una piazza?

L’antefatto. Due anni fa di questi tempi il “progetto Palmanova” di fatto è nato. Perché la sera prima della presentazione del finale di Giro d’Italia a Trieste con l’acoppiata Zoncolan-città giuliana, il patron delle tappe friulane Enzo Cainero, neanche a dirlo, aveva invitato a cena al Convento, borgo Aquileia, pochi passi dalla piazza il capo del Giro Mauro Vegni e il vicepresidente della regione Sergio Bolzonello.

Due passi per la città come digestivo e... bam, l’organizzatore della seconda corsa ciclistica più importante del mondo resta folgorato dalla visione di Piazza Grande illuminata di notte. «Enzo, la prossima tappa che organizzerai in Friuli dovrà partire da questo posto meraviglioso», più o meno le parole di Vegni.

Musica per le orecchie di Cainero, ma soprattutto dei vertici della Regione. Ovvio, Vegni era rimasto incantato dalla bellezza della Piazza e nel complesso della città-fortezza, ma, da navigato organizzatore con più di quarant’anni di esperienza alle corse, aveva visto quegli spazi infiniti della piazza e delle vie laterali come una manna dal cielo.

La Protezione civile. Ma Palmanova non è soltanto la città stellata, che cerca con tenacia, anche grazie agli sforzi dell’amministrazione comunale, di guardare al futuro con ottimismo e tornare al centro della cultura internazionale grazie anche alla candidatura Unesco, è anche la sede della Protezione civile regionale.

Proprio da lì, omaggio al grande lavoro che i volontari da sempre svolgono al Giro (non a caso Cainero ha dedicato la salita dello Zoncolan proprio alla Protezione civile regionale, ci sarà il km 0 della frazione del 20 maggio, che lunedì 21 settembre alle 11 sarà svelata in anteprima (altro segno del legame tra Giro e Fvg) proprio dal capo della corsa rosa Mauro Vegni e dalla presidente dela Regione Debora Serrachiani. I due, con Cainero, annunceranno anche un altro colpo: la Gran fondo abbinata al Giro che si correrà sulle strade della tappa la domenica successiva, il 22 maggio.

Si tratterà, come già anticipato, di una frazione tosta: 168 km per nulla facili. Perché la carovana, dopo aver attraversato gli splendidi vigneti sull’asse Abbazia di Rosazzo-Spessa-Cividale, entrerà nella fase decisiva con almeno 5 Gp della montagna. Dalla salita di Cepletischis (in pratica il Matajur senza gli ultimi 3 km) a quella di Porzus con tre passaggi a Cividale, città dell’Unesco. Che bello, un patrimonio universale che chiama l’altro. Cividale e Palmanova. Vince il Friuli. Ancora una volta.

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