Colantuono avvisato, l'Udinese cerca un traghettatore

Ha solo la Roma per salvare la panchina: se fallisce Pozzo vorrebbe un tecnico fino al termine della stagione per poi corteggiare Pioli

UDINE. «Che sarà, che sarà, che sarà della mia vita, chi lo sa?»: ci vorrebbero davvero i Ricchi e Poveri per conoscere il destino di Stefano Colantuono, anche se si può tranquillamente dare una scadenza al tormentone. Domenica il popolo bianconero saprà se dovrà continuare a soffrire con un altro tecnico sulla panchina dell’Udinese, dopo una sconfitta anche con la Roma.

O se Colantuono sarà riuscito a salvare capra e cavoli – come si suol dire –: il posto e la classifica di una squadra sull’orlo del precipizio.

Una mezza idea, dopo 28 giornate, c’è già. E non si tratta neppure di un dettaglio di poco conto, probabilmente anche uno sconclusionato come l’ispettore Clouseau – quello della Pantera Rosa – lo afferrerebbe. Una vittoria sulla Roma sarebbe un autentico miracolo per l’Udinese vista all’opera a Frosinone, per una squadra che nelle ultime dieci giornate ha vinto soltanto una volta, contro l’Hellas Verona, l’ultima della classe.

Figuriamoci contro una squadra come quella rigenerata dal comandante Spalletti, un’avversaria ferita dall’eliminazione dalla Champions ieri sera per mano del Real e che quindi d’ora in poi si getterà anima e corpo sul campionato nel tentativo di acchiappare almeno il secondo posto che garantisce un’estate più tranquillità senza preliminari.

Potrebbe scapparci un pareggio? Magari. Non si può buttare nulla in casa bianconera, di questi tempi, ma ieri Gino Pozzo, parlando con il tecnico ha chiarito che il segnale dal campo dovrà essere forte e chiaro. Punti, ma non solo. Buoni punti. Un buon punto. Dimostrando che l’Udinese può guardare con fiducia al futuro.

La patata bollente, dunque, ora è tutta nelle mani del Cola. La società deve solo preoccuparsi di non farsi travare impreparata davanti a un possibile (probabile?) flop.

Pozzo cerca un candidato per il posto di traghettatore: l’idea infatti è quella di cominciare un nuovo ciclo da giugno comunque senza Colantuono. A quel punto, infatti, l’Udinese vorrebbe guardarsi in giro e pescare un tecnico più propositivo di “mister aggressività” (e poco altro): piace molto, per esempio, Stefano Pioli che, nonostante un contratto fino al 2017 con la Lazio, sembra ai titoli di coda con Lotito.

E per questo non sono troppi i nomi a disposizione per l’immediato. L’intreccio è infatti letale: il ventaglio è ristretto e più di qualcuno non vorrebbe fare il traghettatore verso la salvezza per poi dover abbandonare la barca bianconera. Alessandro Calori avrebbe per questo detto un primo no, concedendo una chance ad altri. Corini, che tuttavia ha lavorato ad alti livelli solo al Chievo.

O Bertotto che conosce a meraviglia l’ambiente ma ha poca esperienza in panchina. O De Canio, già passato da queste parti. O Pippo Inzaghi, sotto contratto ancora con il Milan e in attesa di un progetto, non di un “traghetto”.

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