Verso il Giro: a Porzûs spunta Chaves, uno che vuole il podio

Con i tre Bardiani e il loro coach Cucinotta sabato in prova anche il colombiano. L’allenatore friulano: «Quattro salite dure, e se i big vorranno darsi battaglia...»

UDINE. Attenzione alla tappa friulana del Giro, attenzione gente. Sarà una frazione vera, un tappone di montagna, con 4 salite toste e il “dente” del San Martino a complicare le cose tra la prima e la seconda. Mancano venti giorni al grande appuntamento per il ciclismo friulano, l’ennesimo di quindici anni magici con sbornie sullo Zoncolan e molto altro, e gli ultimi professionisti stanno venendo a provare il percorso.

Sabato, complice una giornata meravigliosa, è toccato al coach friulano della Bardiani, Claudio Cucinotta, l’ex pro che quando può macina ancora chilometri e chilometri su quelle che saranno le strade del Giro, portare tre suoi corridori in avanscoperta.

Si tratta del velocista Paolo Simion, di Simone Andreetta, uno che due anni fa vinse la tappa di Castemonte al Giro del Fvg e di Nicola Boem, il passistone di San Donà di Piave un anno fa vincitore della tappa di Forli al Giro.

Per loro gli ultimi cento chilometri di corsa da Cividale. La salita del Matajur via Ieronizza fino a Montemaggiore, il San Martino, la salita di Drenchia da Clodig e poi il gran finale, dopo il secondo passaggio da Cividale con Porzûs e Valle. Hanno trovato un sacco di cicloamatori, come accade nei giorni di bel tempo praticamente da quando la tappa è stata presentata, e anche un “pesce grosso”.

Sì, perché, dopo la toccata e fuga di domenica scorsa del basco Mikel Landa della Sky ieri, proprio prima di partire per l’Olanda (dove la carovana rosa comincerà a formarsi da martedì con il via previsto venerdì 6), ha ispezionato il percorso il 26enne colombiano Esteban Chaves.

Lo scalatore dell’Orica, accompagnato in ammiraglia dal ds Mc Partland (curiosoità: correva con Cucinotta nella Biubanese) si è aggregato al team Bardiani.

E ha scoperto una tappa tosta, adatta a lui. Chaves è uno degli outsider al successo finale, è uno da podio, lo dice la sua carriera: in ascesa con due tappe vinte alla Vuelta 2015, quella di Aru. «Era impressionato - spiega Cucinotta - come lo sono stati i miei atleti. Le quattro salite sono dure, quella fino agli 863 metri di Crai attraverso Oznebrida e Drenchia, farà male».

“Cuci” prevede: «Se i big vorranno darsi battaglia il giorno prima del tappone dolomitico ci sarà da divertirsi...». E se nella cronometro del Chianti qualche scalatore, come proprio Chaves, sarà indietro...la scintilla si accenderà presto. Già nelle Valli del Natisone.

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