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Ecco il Giro d'Italia in Fvg con 10 eventi e nel 2018 il botto

L’anno dopo Piancavallo tornerà lo Zoncolan scalato due volte. L’innovazione, benedetta da Moser, si chiama e-bike: esperimento in maggio sul Kaiser

di Antonio Simeoli
2 minuti di lettura

UDINE. La benedizione arriva nientemeno che da uno dei miti del ciclismo, Francesco Moser. Che è sintetico, ma efficace: «Peccato non si corra più il Giro del Friuli, che io ho vinto due volte, ma ora avete una serie di iniziative legate al ciclismo da far concorrenza anche al mio Trentino dove le due ruote sono di casa da diversi anni».

Lo ha detto “lo Sceriffo” al termine della presentazione degli eventi legati al ritorno del Giro d’Italia in Friuli a fine maggio 2017.

Perché la tappa del Piancavallo, a tre giorni dalla fine della corsa rosa, e la partenza del giorno dopo da Pordenone già di per se erano un colpo da maestro di Cainero&Bolzonello, l’accoppiata del ciclismo friulano nell’ultimo quadriennio.

Moser racconta il Friuli visto in bicicletta

Ma adesso attorno al pane c’è anche tanto companatico. Sotto forma di nove eventi che accompagneranno la prossima estate in regione all’insegna delle due ruote e del turismo.

Calendario fitto. Si partirà il 14 e 21 maggio con due eventi legati all’associazione Help Haiti, e quindi alla solidarietà: la cicloturistica di Pradamano e la gran fondo “fotocopia” del finale della tappa di maggio della corsa rosa tra Cividale e le Valli del Natisone. Poi il 27 maggio la tappa del Piancavallo. Nel ricordo dell’impresa di Pantani.

Ricordo di Pantani. In maggio saranno passati 19 anni. Ma sembra ieri, lo si è capito quando in Regione ieri è stato proiettato il video con il memorabile assolo del Pirata. Pavel Tonkov staccato prima del Bornass, Adrano De Zan commosso al microfono Rai.

L’applauso è spontaneo, mentre Cainero ricorda come l’aver “deviato” la tappa della corsa rosa attraverso la Carnia (avrebbe dovuto arrivare in Friuli dal Veneto) sia stato un altro grande successo del “sistema Friuli” su due ruote. «Anche perchè - gli ha fatto eco il vicepresidente della Regione, Sergio Bolzonello - per finanziare le tappe del Giro non attingiamo dal budget dello sport, ma del turismo e quindi non togliamo un euro alle società sportive».

Prima della tappa, il 24 aprile al teatro Verdi di Pordenone, Cainero ha organizzato una sorta di tributo a Pantani. Ci saranno i genitori del Pirata, ma anche i suoi gregari e alcuni dei suoi rivali. Il 28 maggio, a cura del Fontanafredda, sarà organizata invece una cicloturistica con arrivo a Piancavallo.

Ciclone e-bike. Poi, esaurita la sbornia-Giro, entreranno in scena la Carnia e la tecnologia. Perchè, diavolo d’un Cainero, se n’è inventata un’altra: scalare lo Zoncolan, e in generale andare in bici su percorsdi impegnativi, con le bici elettriche, le e-bike.

«Ormai le usano dappertutto e con disinvoltura - spiega Francesco Moser, che in bici senza “aiutino” ci va ancora e pure molto forte - ma è la nuova frontiera per attirare ancora più turisti sulle montagne». Il direttore di Promoturismo Fvg, Marco Petrangelo ha sposato in pieno la nuova frontiera, ma anche la capacità di fare rete di diverse realtà del Friuli nel segno della bici.

A Ovaro l’appuntamento con l’e-bike, grazie al supporto della Cussigh Bike, è per il 25 giugno. Il 23 luglio, invece, si replicherà nelle Vali del Natisone con la più morbida scalata di Castelmonte.

La Carnia classic-Fuji. Poi di nuovo sui monti, grazie a una sbornia di eventi organizzata dalla Carnia bike e che avrà come fulcro la gara per juniores del 26 agosto e, il giorno dopo, la Fuji-Zoncolan, con tre percorsi, il più facile attorno al lago dei Tre Comuni.

Sinergia, passione, progetti. Sì, perchè sotto traccia Cainero e Bolzonello, con la “partecipazione speciale” del direttore del Giro Mauro Vegni, stanno ultimando il progetto Zoncolan 2018.

Il versante di Priola. «Per la corsa rosa non togliamo un euro alle associazioni sportive - ha detto Bolzonello - ma utilizziamo quelli del turismo». E quelli della Protezione civile, aggiungiamo noi.

Trecentomila euro, infatti, sono arrivati nelle scorse settimane al Comune di Sutrio per la messa in sicurezza della strada che sale da Priola, il terzo versante del Kaiser, impegnativo quasi quanto quello da Ovaro. Fondi che dicono tutto. Si vuole riproporre a Rcs il progetto “folle” scartato nel 2014 all’ultimo istante: la doppia scalata dello Zoncolan in una tappa da sogno.

Prima salita da Ovaro, discesa verso Sutrio per la provinciale, scalata di Passo Duron da Paluzza (onde evitare pericolosi incroci tra primi e ritardatari) e assalto finale allo Zoncolan dal versante di Sutrio. Quello che fu di Simoni (e di Pantani) nel 2003. Se non è ciclismo in rete questo.

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