Re Piancavallo e la pazza idea per il Giro 2018

Due mesi alla tappa friulana: raffica di eventi Poi si fa largo il piano per il doppio lo Zoncolan

PORDENONE. Tra presente e futuro. Se si parla di grande ciclismo in Friuli non ci si annoia mai. E capita che, la presentazione a Pordenone nella sede di Promoturismo della raffica di eventi che accompagnerà la tappa del Giro d’Italia di Piancavallo del 26 maggio, e la partenza da Pordenone il giorno dopo, diventi l’occasione per parlare della corsa rosa 2018. Insomma, in Friuli si rischia l’indigestione di grande ciclismo. Per fortuna che, pedalando, il pericolo di ingolfare il motore è scongiurato.

La sostanza? Se la corsa rosa delle 100 edizioni in maggio rischia anche di decidersi sulla salita sopra Aviano, con un duello sul filo dei secondi tra Nibali, Aru, lo spauracchio Quintana e un nugolo di corridori che aspirano al podio, il giorno dopo il tappone dolomitico e due prima della crono di Milano, gli organizzatori stanno già pensando al 2018. Da un paio d’anni Enzo Cainero, il patron delle tappe friulane si è candiadato con Rcs a riavere una tappa col “mostro” della Carnia e, a 13 mesi dalla prossima edizione del Giro, che molto probabilmente partirà dalla Polonia in omaggio a Papa Woityla, il ritorno della salita più dura d’Europa pare assodato. Non sarà un ritorno qualsiasi, perché il piano segreto di Cainero e il vicepresidente Sergio Bolzonello è semplicemente “lunare”. Gli occhi del vice Serracchiani anche ieri brillavano. «Nel 2017 ci sarà una grande festa con il Giro, propulsore unico per esportare le bellezze della regione nel mondo, ma nel 2018 tornerà lo Zoncolan». Cainero quando il vicepresidente parte per la tangente e vorrebbe dire, lo incenerisce con lo sguardo. Ma i rumors “spengono” l’estintore Cainero. E i rumors dicono che lo Zoncolan sarà l’ultima salita del Giro 2018. Anzi, “gli Zoncolan”. Perché l’idea della doppia scalata, abortita “in zona Cesarini” nel 2014, quando la corsa il giorno dopo si concluse a Trieste, torna clamorosamente d’attualità. La Regione ha già stanziato più di 200 mila euro per mettere in sicurezza la durissima salita che da Priola, frazione di Sutrio, porta alle seggiovie. Obiettivo: scalare due volte lo Zoncolan. Da Ovaro e poi da Priola fino di nuovo in vetta con quei tre km micidiali del Giro 2003.

Pazzesco: le due salite più difficili d’Europa, parola dellanon smentibile classifica del sito specializzato Salite.ch, nella stessa tappa. Nel 2014 il veto fu posto dai corridori, ora l’unico a far saltare il banco potrebbe essere il nuovo padrone del vapore di Rcs, Urbano Cairo, con il suo Torino prossimo avversario dell’Udinese.

Sì, perché la necessità di fare business potrebbe portare il Giro a una scenografica conclusione a Roma (come nel 2009, edizione del centenario) e non come il cuore e la storia quasi obbliga a Vittorio Veneto, nel 2018 capitale della cultura italiana e soprattutto simbolo della Vittoria nella Grande guerra di cent’anni prima. Se sarà Vittorio Veneto il finale del Giro è scritto: salita delle Sorgenti del (sacro) Piave, praticamente Friuli o candidata ad entrarci, e il giorno dopo doppio “mostro”. Delirio.

Gli occhi di Bolzonello dicevano tutto. La corposa brochure presentata ieri a Pordenone da Enzo Cainero invece è la perfetta sintesi di quella che sarà “la campagna della corsa rosa” in regione nel 2017. Non solo un aperitivo al 2018.

Un mese di eventi: si parte con la serata del 24 aprile al teatro Verdi di Pordenone in memoria di Marco Pantani con la reunion di tutti (o quasi) i gregari dell’indimenticato Pirata; si passa, ad esempio, con la mostra ad Aviano in onore del mitico Pietro Paolo Perucchin, ciclista naturalizzato francese ma originario di Giais di Aviano che nel 1955 al Giro di Romandia vinse la settima tappa Valsles Bain-Avignone stabilendo il record di scalata del Mont Ventoux. E poi finale il 28 maggio con la pedalata Maniago-Piancavallo dedicata a Pantani.

In mezzo, prima della partenza da Pordenone, una tappa chiave del Giro: Piancavallo. Avvertenza ai miglia di tifosi interessati. Si salirà in auto fino a esaurimento dei 700 parcheggi, o comunque fino alla 14.30. Niente bus navetta. Tra 65 giorni sarà festa. L’ennesima. Non l’ultima.

@simeoli1972

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