Un paio di lampi e l’Old Wild West batte Orzinuovi

Bella partenza, poi un lungo black-out causato dalle solite amnesie difensive, L’accelerata giusta nel terzo quarto. Ma i veri esami devono ancora arrivare

UDINE. Vincere aiuta a vincere. L’Old Wild West l’ha fatto, non è bastato un lungo black-out nel secondo quarto per complicarsi troppo la vita. Orzinuovi battuta 84-63.I veri esami però arriveranno più avanti per testare davvero la nuova formula con Gazzotti, in rodaggio al Carnera.

Subito una svolta, il temuto giovane nigeriano Mekowulu, prima “posterizza” Beverly con una stoppata da paura facendo vedere perché è il miglior rimbalzista del girone Est, poi commette tre falli e deve uscire. Chiaro che il match si metta subito bene un’Old Wild West che pare sufficientemente ispirata. Cromer attacca il canestro, Penna piazza una tripla, Beverly e Zilli non hanno il totem alle calcagna. Sia chiaro, Orzinuovi vecchia avversaria dell’Apu in serie B, non molla di un centimetro spinta dal play triestino ex Snaidero Bossi, ma l’inerzia del match pare nelle mani dei padroni di casa. Ramagli ruota la sua panchina, il collega bresciano non può fare altrettanto. Fine primo quarto: 29-19 con due chicche, il canestro allo scadere di Cromer, tutta volontà e grinta e i quasi 9’ da percorso netto, comprese due triple insolite, per Penna.


Tutto facile? Macché. Superati i dieci punti di vantaggio, nonostante i due time-out chiamati da un sempre più furioso Ramagli, i “ragazzi del West”, come purtroppo visto troppe volte in questo girone d’andata, si fermano per una lunga siesta al saloon e i bresciani, poco talento ma tanta grinta, tornano a tiro in un amen. (42-42 al 19’). Perché? Udine intanto semplicemente si dimentica di difendere e va all’intervallo sul 46-44. Quarantadue punti in due quarti: un’enormità, anche perché presi da una squadra senza il loro pivot titolare fuori per falli.

Beverly? Alley-oop spettacolare a parte, continua a non convincere. Atleticamente è super, ma non ha movimenti spalle a canestro, in difesa va a intermittenza, come nella dormita sul tiro preso in faccia allo scadere di secondo quarto e, onestamente, a lungo senza il temuto rivale, avrebbe dovuto fare sfracelli sotto canestro.

Insomma, il minimo sindacale (la vittoria) l’Old Wild West se lo deve tutto guadagnare. E per farlo deve fare una cosa: difendere. Troppi i canestri realizzati dai volitivi bresciani con il difensore in formato statuina del presepe. Quando non corre, poi, la banda di Pedone fa fatica ad attaccare con ordine.col suo naturale uomo d’ordine, Amato, a mezzo servizio.

A un certo punto, ad esempio, Ramagli si infuria col suo pupillo Penna perché non sfrutta un blocco a dovere. E poi il nigeriano, da sotto, fa proprio paura. In pochi si fidano a tirare da sotto con lui. Partono parabole assurde, solo Fabi fa capire ai suoi come si fa: finta, piede perno, canestro come protezione e via.
Quando però Udine chiude un po’ il portone di casa e Amato sgancia due triple il solco si crea in un battibaleno e la partita torna ad essere in controllo a 10’ dalla fine.

Dal 66-53 a inizio ultimo quarto alla fine del match è un lungo “tempo spazzatura” utile però a registrare i progressi di Zilli, la buona vena di Cromer (alla fine 19 punti) e Nobile, la solidità di Gazzotti. Ma i veri esami, come si diceva, devono ancora arrivare.

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