Da Cuba l'urlo di Mara: vince in Coppa con il team azzurro e ipoteca le Olimpiadi

«Ragazze che emozione tornare a cantare l'Inno di Mameli». Spadiste a Tokyo con due buoni risultati a Doha e in Cina

La friulana Mara Navarria ha ipotecato le Olimpiadi di Tokyo 2020. Domenica a Cuba la mamma-atleta di Carlino è stata fondamentale per la conquista dell’oro nella gara di spada a squadre che vale punti pesantissimi ai fini della qualificazione per la rassegna a cinque cerchi di quest’estate a Tokyo, in Giappone.

Qualifica che, come più volte ricordato, nella spada si ottiene per nazioni. Il pass non è ancora una certezza matematica, ma di certo la medaglia d’oro ha fatto fare un bel passo avanti nella speciale classifica olimpica e riempito di entusiasmo e ulteriori motivazioni il gruppo guidato dal ct Sandro Cuomo. Domenica, in pedana, sono salite Mara Navarria, Rossella Fiamingo, Federica Isola e Alberta Santuccio, chiamata in extremis a sostituire l’influenzata Alice Clerici. L’Italspada femminile non vinceva un oro dalla tappa di Rio de Janeiro del 7 maggio 2017.

«Un oro per il quale abbiamo lottato fino alla fine. Grazie ragazze, che emozione tornare a cantare l’Inno di Mameli insieme», ha commentato Mara sui social al termine della gara.

«Sono molto soddisfatta della mia prestazione e del contributo che ho dato alla squadra», sono invece le prime parole dell’alpina di Carlino, appena scesa dal podio. «Sono riuscita a gestire bene i miei match, così hanno fatto anche le mie compagne. Cantare l’inno di Mameli tutte insieme, dopo tanto tempo, è stato emozionante. È un oro pesantissimo, che ci porta a un passo da Tokyo 2020: Adesso torno a lavorare con il mio team, senza sosta».

Per la friulana, che a livello individuale non era andata oltre gli ottavi di finale, si tratta di un risultato importantissimo. La mamma-atleta dell’Esercito aveva già partecipato alle Olimpiadi di Londra 2012, rassegna che però non era andata bene, né individualmente né a squadre.

Ora la friulana, campionessa individuale iridata, si avvicina a pieno ritmo alle Olimpiadi della maturità e della consapevolezza. Per guadagnare il passaporto per il Giappone le azzurre dovranno ora superare con buoni risultati anche le ultime due prove di Coppa del Mondo valide per la qualificazione: quella di Doha, a fine gennaio, e quella in Cina a fine marzo.

Ad accedere direttamente alla rassegna a cinque cerchi nipponica saranno le prime 4 squadre del ranking olimpico (al termine del periodo di qualificazione, ovvero a fine marzo 2020). Ad esse si aggiungeranno le migliori quattro nazionali di ogni singolo Continente (Africa, Europa, Asia-Oceania e America), a patto che rientrino tra la quinta e la sedicesima posizione nel ranking internazionale.

Nel caso un continente non avesse nazionali tra le prime sedici del ranking, allora il pass andrebbe alla squadra con la migliore posizione in graduatoria tra quelle escluse dalla selezione continentale. Domenica il successo azzurro, seguito dall’urlo di gioia, è giunto al termine della finale che ha visto le spadiste italiane superare l’Estonia con il punteggio di 33-30.

Navarria e compagne, per le quali il tabellone ha riservato un percorso arduo, avevano iniziato agli ottavi di finale superando per 38-35 la Romania. Ai quarti è poi arrivato il netto successo contro le quotate portacolori della Cina, con il punteggio di 40-21, che ha aperto le porte della semifinale, in cui si sono incrociate le armi con la Francia. Ad avere la meglio è stata la squadra della spada azzurra, che al minuto supplementare si è aggiudicata il match per 41-40.

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