Udinese riallineata: «Vogliamo ricominciare»

Il club bianconero smorza le polemiche in Lega dopo la lettera di Pozzo mentre si aspettano novità dal fronte quarantena

UDINE. Riallineata alle posizioni della Lega serie A, dopo le dolorose dimissioni del vicepresidente Stefano Campoccia dal Consiglio chieste dai vertici a seguito della lettera di Gianpaolo Pozzo al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, tutt’altro che banale ma intempestiva.

«L’Udinese vuole riprendere il campionato, ma in massima sicurezza per gli atleti e tutte le componenti che ruotano attorno alla squadra»: tocca al direttore dell’area tecnica, Pierpaolo Marino, sgombrare il campo dai dubbi che attanagliano molti dirimpettai in Lega, quelli che hanno chiesto la “testa” di Campoccia – uno che negli anni aveva cucito alleanze in virtù della propria autorevolezza – per punire la “fuga solitaria” del paròn Pozzo che con quella missiva ha dato l’impressione di voler curare esclusivamente il proprio orticello.

Ma, a guardare bene, sono anche altri i proprietari che temono le “erbacce infestanti” della lotta per non retrocedere, il numero uno del Torino, Urbano Cairo, per esempio.

«La posizione di alcuni presidenti, sempre gli stessi, corrisponde alla posizione della loro squadra in classifica», ha dichiarato nelle scorse ore uno dei dirigenti più navigati del Palazzo, Antonello Valentini, ex responsabile della comunicazione della Figc che ha spiegato come i risultati ottenuti nei mesi precedenti allo stop del campionato influiscano sulle idee dei singoli club, dallo scudetto – guardate l’iperattiva Lazio di Claudio Lotito – alla salvezza.

C’è tuttavia anche la “variabile bilancio” da considerare: qualcuno si ritroverebbe a ripartire nei bassifondi, ma ha un bisogno estremo dei milioni che le tv per adesso, in assenza della certezza di una ripresa, non intendono versare nelle casse delle società. Circa 250 milioni.

Soldi che, per esempio, sono ossigeno vitale per Genoa e Samp. Insomma, la Lega sembra davvero una signora attempata che, provata dal lockdown, prova a nascondere le proprie rughe con uno strato di cipra.

Le generose spolverate le servono per presentarsi in modo compatto davanti al mondo della politica che per una volta dovrà distaccarsi delle linee guida del famoso Comitato tecnico-scientifico: in ballo le regole sulla quarantena, quella direttiva che prevede l’isolamento di tutta la squadra nel caso fosse trovato un solo nuovo positivo nel gruppo.

Si tratta su questo argomento. Con buone speranze, viste le recenti aperture del ministro Spadafora.
Poi in famiglia – quella della Lega serie A – si potrà ricominciare a discutere, l’ha fatto capire lo stesso Marino proseguendo il proprio intervento, domenica 17 maggio, a “Domenica Sport”, su RadioUno.

«Ripartire il 13 giugno potrebbe creare una problematica, si riprenderebbe dopo solo quattro settimane di allenamento, e neanche pienamente efficiente. C’è un rischio di infortuni incredibile».

Già, nell’ultima assemblea di Lega l’Udinese ha già tentato di far slittare il campionato al 20 giugno, ritrovandosi al fianco solo Sassuolo, Napoli, Torino e Sampdoria. Dopo la battaglia sulla quarantena il “gruppetto” si allargherà? —

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