Udinese-Gotti: un pomeriggio indecifrabile, finito nel migliore dei modi (di Bruno Pizzul)

Al termine di una convulsa, indecifrabile giornata, Luca Gotti viene confermato alla guida tecnica dell’Udinese, dopo che un po’ tutti ne avevano decretato la giubilazione o le volontarie dimissioni. In effetti il silenzio della società sul rincorrersi delle voci, tutte orientate a dare Gotti con le valigie in mano, aveva finito per dar credito proprio a questa soluzione.

Con evidente rammarico, lo si è capito subito, della tifoseria che a Gotti si era affezionata, apprezzandone il lavoro e la compostezza nelle dichiarazioni e nella gestione della squadra sul campo. A questo punto con legittima soddisfazione un po’ tutti abbiamo preso nota della decisione societaria, tenendo per buone tutte le considerazioni pro Gotti fatte quando la riconferma sembrava certa e più ancora quando certo era considerato l’esonero. Del tecnico di Contarina veniva apprezzato il paziente lavoro volto a dare compattezza alla squadra, evidenziato dall’ottimo comportamento nel periodo post lockdown, e al tempo stesso la bravura nell’elevare il rendimento dei singoli giocatori, quasi tutti, cosa che avrebbe dovuto far piacere all’Udinese la cui costante filosofia gestionale è sempre stata preordinata alla possibilità di piazzare, a tempo debito , i pezzi più appetiti sul mercato.



Nel prendere atto con soddisfazione dei ritrovati punti di convergenza tra società e tecnico, resta in tutti la curiosità di conoscere i motivi che avevano portato alla lacerazione dei rapporti, dopo le ripetute dichiarazioni di reciproca stima. Può anche darsi che i Pozzo abbiano in qualche modo tenuto conto della presa di posizione decisa da parte della tifoseria organizzata e non a favore di Gotti, anche se hanno sempre operato secondo quelle che per loro erano le proprie scelte. Sta di fatto che c’è stata questa brusca inversione di tendenza, nella speranza che stavolta si sia di fronte a qualcosa di definitivo, di cui si avrà conoscenza solo in presenza di qualche comunicato ufficiale dell’Udinese calcio. In effetti, quando tutti ormai davamo per avvenuta la giubilazione di Gotti, non c’era stata alcuna esplicita conferma da parte della società, che però non aveva nemmeno smentito quanto gli organo d’informazione anche nazionali davano per certo.

Ora diventa quanto meno incauto avventurarsi alla ricerca di quelli che possono stati i motivi prima del contendere e poi della pacificazione. Pare assodato che Gotti volesse un contratto biennale, non gradito alla società, magari con qualche piccolo ritocco ai compensi, ma sempre su cifre nemmeno lontanamente paragonabili a quelle che riguardano i suoi colleghi in genere. Maliziosamente si può invece ipotizzare che, avendo bussato ad altre porte, l’Udinese abbia verificato che di ingaggi così limitati non se ne trovano.

Non ci dovrebbero esser stati problemi invece sulle possibili partenze dei giocatori più appetiti. Anche se, come ha detto Marino non è che detto che i deleteri effetti della pandemia non abbiano inciso anche sulle possibilità economiche delle società, anche delle più forti, per cui anche qui occorre andar cauti nell’indicare chi, come e dove se ne andrà. Per ora accontentiamoci della conferma di Luca Gotti. A lui e ai giocatori un breve ma meritato riposo. In chiusura un saluto accorato a un altro grande che ci ha lasciato. Sergio Zavoli, anche per l’amore che ha sempre avuto per lo sport, è stato uno straordinario maestro e amico .
 

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