Tutto pronto per accogliere il Giro d'Italia: tra i monti spunta una maxi-bici di 160 metri per salutare i ciclisti

A un mese e mezzo dall’evento cresce l’attesa nei territori interessati dal passaggio della gara. Gli alpini del gruppo Val Torre con decespugliatori, gps e tanta fatica hanno fatto un capolavoro 

IL FOCUS



Quanto più i paesi “baciati” dal passaggio del Giro d’Italia sono piccoli e periferici, tanto più forti, debordanti addirittura, sono l’entusiasmo e il dinamismo profuso dai residenti per rendere indimenticabile l’evento, per farlo fruttare al massimo delle sue potenzialità. È storia vecchia, certamente un déjà-vu, ma questa pur conosciuta sferzata di ottimismo e di euforia proiettata al futuro - perché il ragionamento alla base del tutto è il rilancio del territorio, il desiderio di regalargli una nuova chance sull’onda della notorietà della Corsa Rosa - non perde il suo impatto, colpisce sempre. Prendiamo il Comune di Lusevera, per esempio, scenario di una storia che ha quasi del commovente.

Il sogno della gente del posto, un sogno coltivato per anni dall’attuale vicesindaco Mauro Pinosa, sta per diventare realtà: il Giro nell’Alta Val Torre, prima volta nella storia. Agli abitanti quello compiuto da Enzo Cainero, patron della tappa friulana, è apparso come un miracolo, qualcosa insomma che meritava una celebrazione proporzionale alla rarità dell’occasione: ed ecco così l’idea, folle, mastodontica, da Guinness. «Abbiamo pensato – spiega il vicesindaco – di realizzare il logo del Giro d’Italia sul Gran Monte in versione ecologica, modellandolo sul terreno». Le difficoltà erano enormi, soprattutto per le dimensioni dell’opera – il cui perimetro andava tracciato su un suolo ricoperto da erba e intricati, altissimi rovi –, ma l’eccitazione era tale che l’impossibile è diventato fattibile: con l’aiuto di sistemi di posizionamento Gps il Gruppo Alpini Val Torre - Lusevera ha segnato i punti trigonometrici e picchettato la geometria. Con migliaia di metri di filo e centinaia di paletti sono stati definiti i contorni del logo, preludio ai lavori sfalcio e pulizia. Decine di persone armate di decespugliatori hanno “santificato” il sabato e la domenica con centinaia di ore di lavoro, a volte addirittura fermandosi a pernottare sulla montagna, e da quello che fino a poco fa era un intrico impenetrabile hanno ricavato un logo gigantesco, lungo 160 metri e alto 95 (il diametro delle ruote della bici è di 70 metri), su una superficie totale di circa 15 mila mq.

«Un logo da primato, visibile da diversi chilometri di distanza arrivando nell’alta Val Torre, ma soprattutto dalla piazza panoramica di Villanova delle Grotte», esulta Pinosa, anticipando che il colosso sarà corredato da un cappello d’alpino, in fase di realizzazione. Quando lo ha saputo, l’alpino Enzo Cainero è rimasto di stucco: il capolavoro verrà presentato lunedì nel corso di una speciale serata al castello di Udine, alla presenza del presidente della Regione Massimiliano Fedriga e (fra l’altro) della squadra di piloti e tecnici della Pattuglia Acrobatica Nazionale.

«Un sentito grazie al Gruppo Alpini Val Torre, agli Amici di Pers, alle associazioni Asinando, A.S. Alta Val Torre, Valli del Torre, Gruppo Esploratori e Lavoratori Grotte di Villanova, Comitato festeggiamenti, Associazione volo libero Legionaria e a tutte le altre persone che hanno collaborato al risultato», plaudono Pinosa e il sindaco di Lusevera, Luca Paoloni, parlando di «splendido esempio di sinergia, mai visto prima». «Citerò Lusevera come modello su scala nazionale», assicura il patron Cainero, svelando che in vista della grande data del 20 ottobre le Grotte di Villanova ospiteranno – il giorno 10 – un concerto inserito nel fittissimo cartellone degli eventi collaterali al Giro. «Stiamo completando la programmazione», spiega, raccontando che pure negli altri centri friulani che prossimamente saluteranno il transito gara il fervore è alle stelle.

«Ogni Comune – fa sapere – ha la facoltà di proporre iniziative e non passa giorno senza che ci pervengano delle proposte. L’unica raccomandazione che abbiamo fatto è quella di prestare attenzione affinché non si sovrappongano. Cito appena qualche esempio, riservandomi di illustrare il “cartellone” completo entro un paio di settimane: il 19 ottobre, giorno di riposo degli atleti a Udine, intendo organizzare una sorta di castagnata itinerante nelle Valli del Natisone. A San Daniele ci si sta muovendo per proporre una serie di incontri con grandi sportivi e qualcosa di analogo avverrà a Cavalicco, il mio paese, patria di tre campioni olimpici». —



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