Pizzul: "Qualcuno convinca Barak a restare in bianconero"

UDINE. Regolare che nel bestiario tradizionale del calcio italiano il Leone di Venezia faccia fuori la zebra friulana, meno regolare che per davvero sul campo i neroverdi abbiano la meglio, tra l’altro con merito, su un’Udinese svogliata e inconcludente. E dire che c’era l’occasione per fare un bel regalo di compleanno a mister Gotti, che al solito l’ha presa con la consueta calma, ma di sicuro non ha gradito.

Ovvio che non siano queste le partite che consentono valutazioni di una qualche credibilità, ma così come si dice che vincere fa sempre bene, si può ben dire che perdere, con una squadra di categoria inferiore per di più, non è il massimo della vita.

Non è naturalmente il caso di drammatizzare la sconfitta maturata sul campo di Cordovado, ma la sensazione è che sia stata bruciata un’altra partita di preparazione senza che si sia aggiunto qualcosa su quella che sarà l’Udinese del prossimo campionato.

Gotti ha detto chiaramente di aver gradito il rinvio della gara inaugurale perché gli ha regalato qualche po’ di tempo in più per mettere assieme la nuova squadra, ma è chiaro che finché non si sbloccheranno le situazioni del calciomercato tutto resterà ancora incerto e fumoso.

De Paul continua a essere in esposizione, ma il cartellino del prezzo resta ancora proibitivo, non è detto che la situazione si sblocchi, ma finché si viaggerà in questa incertezza, relativa tra l’altro anche a qualche altro bianconero, non è che Gotti possa lavorare in modo produttivo.

Nella sfida con il Venezia c’è stata una passerella per tutti coloro che sono tornati a Udine dai rispettivi prestiti, non si sa quanti di loro resteranno e quanti se ne andranno di nuovo, fermo restando che non è agevole trovare destinazioni adeguate. Non è serio nemmeno dare dei giudizi individuali, considerato il rimescolamento totale attuato da Gotti, anche se, assieme ai tanti errori assortiti, c’è stata qualche giocata apprezzabile.

Pare ormai assodato che anche Barak se ne andrà, ma perché è lui che non gradisce restare a Udine. Ma è davvero impossibile trovare il modo di convincerlo che sbaglia a ritenere il Friuli non adatto per lui? Credo che potrebbe essere un elemento utile, conosce il calcio e se gioca con voglia e determinazione può far bene.

Anche a Cordovado il demoralizzante scenario degli spalti vuoti. Ma perché mai si consente la presenza di spettatori, sia pur contingentati, nei palazzetti di basket e volley e financo nel calcio dilettantistico e non invece negli stadi delle categorie superiori, dove si potrebbe sistemare la gente evitando di ammassarla in modo pericoloso. Davvero il mondo del pallone è pieno di stranezze. —

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