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Udinese, Pussetto spinge ancora per tornare

L’argentino al Watford da gennaio rivorrebbe il bianconero. Dubbi tattici per Pozzo, Gotti dovrebbe ripensare l’Udinese

UDINE. L’idea di rivedere Nacho Pussetto di nuovo in bianconero resiste, se non altro perché è lo stesso attaccante esterno argentino a spingere per poter ritornare in Friuli già questa settimana, prima dell’esordio a Verona, a distanza di nove mesi dall’addio, celebrato durante la finestra del mercato di gennaio, per raggiungere il Watford, una realtà che, come ha confessato un paio di giorni fa in Inghilterra l’ex ds Cristiano Giaretta, ora al lavoro a Londra, parlando della trattativa per l’acquisizione in famiglia di William Troost-Ekong «è lo stesso club dell’Udinese».

Un aggancio che serve a spiegare che è proprio dalla cabina di regia Gino Pozzo non vede in modo favorevole il ritorno a Udine di Pussetto (che ieri sera ha giocato da esterno destro titolare nella Carabao Cup, la coppa di Lega, e perso per 3-1 contro i gallesi di quarta divisione del Newport County) un motivo squisitamente tattico, ma sottolineatura con ma matita rossa fatta e riferita dal dt bianconero Pierpaolo Marino parlando del futuro dell’ex giocatore lanciato dall’Huracan. Il modulo dell’Udinese non favorirebbe l’impiego di Pussetto nel 3-5-2 che anche quest’anno Luca Gotti si appresta a servire sulla tavola imbandita della serie A.


Eppure il tecnico di Contarina sotto sotto non disdegnerebbe di avere un Pussetto come asso nella manica, pur non avendolo mai confessato a parole. Per lui parlano le mosse tattiche, quella possibile svolta sulla quale sta lavorando dalla prima amichevole posto lockdown, quella contro il Brescia, quando spinse una mezzala a ridosso delle punte per restare con un centrocampo pari, “a quattro”.

Un discorso che si potrebbe ampliare con la conferma di Rodrigo De Paul, per il quale il Leeds resta ancora lontano dai 40 milioni richiesti da Gino Pozzo, o con il possibile arrivo di Roberto Pereyra, corteggiato dal Siviglia, attratto dalle proposte della Liga spagnola, ma pur sempre un’opzione nelle mani dell’Udinford – perdonate il neologismo – per rimpiazzare l’eventuale uscita in extremis di De Paul, un pezzo da novanta che andrebbe sostituito per non creare scompensi a livello di cifra tecnica, come avrebbe detto l’indimenticabile Sandro Ciotti. In poche parole, Gotti potrebbe virare su un 3-4-2-1 o 3-4-1-2 con Pussetto e De Paul o Pereyra in rosa.

Naturalmente questo cozza con il numero degli attaccanti in squadra in questo momento. Con il bosniaco Riad Bajic destinato all’Ascoli di Valerio Bertotto in serie B, con Cristo Gonzalez in odor di prestito (magari sempre nella sua Spagna), con Fernando Forestieri provato in allenamento anche nel ruolo di interno sinistro, come direbbero a Coverciano per togliervi dalla bocca la parola mezzala, ecco che bisogna guardare alla possibile uscita del polacco Lukasz Teodorczyk negli ultimi giorni di mercato, considerando che Stefano Okaka, dopo la boutade del Fenerbahçe che lo voleva da svicolato, non è più in uscita.

A quel punto sì servirebbe un quarto attaccante, Pussetto per dare delle sfaccettature diverse al gioco bianconero, o il serbo di 20 anni Filip Stuparevic, già arrivato in Friuli dal Watford “in prova”, un nome che però con il suo status precluderebbe l’eventuale arrivo di un altro extracomunitario come Pereyra sul rettilineo finale. —


 

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