Udinese, appuntamento a Firenze sognando i primi punti in trasferta

Rotto il ghiaccio col Parma, i bianconeri provano a recuperare il terreno perduto. Molina possibile titolare nel 3-5-2

UDINE. Firenze, stazione di Firenze per il convoglio Udinese. Dove la panchina è fredda come quella del metrò, direbbe Claudio Baglioni riferendosi agli spifferi che rischiano di spazzare Beppe Iachini, al quale il paisà Rocco Commisso cerca di non mettere pressione, ma che effettivamente ha perso più di qualche colpo dopo essere stata sconfitta in volata a San Siro, sponda interista. Da allora solo un punticino, la scorsa domenica, contro lo Spezia, nonostante il 2-0 iniziale, un risultato che avrebbe avuto l’effetto di un’aspirina dopo il ko con la Samp che, tuttavia, ha fatto vedere anche ieri che non è poi così malaccio, grazie ai consigli di Sir Claudio Ranieri.

Tutto questo per dire che la Fiorentina che oggi si troverà di fronte non è esattamente un’avversaria in salute, in particolare sotto il profilo strettamente psicologico, senza concentrarsi sugli acciacchi a una caviglia del “vecchio drago” Ribery. A questo punto, però, entra in scena l’Udinese, il convoglio Udinese come abbiamo accennato, un treno merci (avariate) nelle prime tre giornate, una sbuffante locomotiva contro il Parma, nella partita che ha permesso ai bianconeri di rompere il ghiaccio al Friuli (tre punti), seppur a fatica, visto che gli attaccanti continuano ad avere la mira annebbiata e che sono, difensori, centrocampisti e cursori a dover metterci una pezza.


Per recuperare il terreno perduto tra Verona, Spezia e Roma (zero punti), molti auspicano una svolta tattica nel canovaccio che di solito l’Udinese propone. Con l’arrivo di Pereyra, con la conferma di De Paul, con l’innesto a mercato quasi chiuso di Deulofeu e Pussetto, i bianconeri potrebbero anche proporre un 4-2-3-1, un modulo comporterebbe un ritocco consistente, visto che bisognerebbe cambiare assetto alla difesa, oltre che alla disposizione offensiva. Per questo Gotti pare estremamente cauto a riguardo. Preferisce lavorare ancora sul tradizionale 3-5-2 e proporre per il momento i tre trequartisti come Pavarotti, Carraras e Domingo, i tre tenori, capaci di piazzare l’acuto nel momento più opportuno. Insomma, il 4-2-3-1 sembra adesso come adesso solo un’arma tattica, da sfoderare quando bisogna inventare qualcosa o incidere sugli equilibri.

Vedremo questa sera al Franchi questa impressione verrà confermata, se l’Udinese continuerà nel solco della difesa “a tre”, magari con un nuovo esterno destro, l’argentino Molina, elemento che potrebbe mettere a disposizione del collettivo maggior intraprendenza rispetto a Ter Avest. D’altra parte Gotti sta cominciando a recuperare giorno dopo giorno dei protagonisti. Tra un po’ dovrebbe ritrovarsi tra le mani una rosa davvero nutrita. Stavolta ha ripescato dall’infermeria Larsen e Walace, mentre Deulofeu sta aggiungendo minuti alle sue gambe: anche a Firenze nel finale ci sarà spazio per lui.

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