Pordenone su la testa, la strada è quella giusta

I ramarri ancora a secco di vittorie, ma la prestazioni inducono all’ottimismo. Il secondo tempo con la Reggina ha convinto

La prima vittoria stagionale non è ancora arrivata ma, rispetto alle precedenti due uscite, il Pordenone ha fatto dei passi in avanti. Il secondo tempo con la Reggina ha convinto tutti: si è visto intensità, spirito di squadra e voglia di ribaltare la partita. Da questi aspetti positivi i ramarri sono ripartiti ieri per preparare la partita con il Monza di coppa Italia. Superare il terzo turno della competizione, in programma martedì alle 18.30 al Teghil, vorrebbe dire spezzare il tabù legato ai successi e fare il pieno di morale in vista della trasferta di campionato di Ascoli, in calendario sabato alle 16.

I primi 45’ del match coi calabresi sembravano la continuazione dei secondi 45’ di Cittadella. I neroverdi sembravano fuori dalla gara, irriconoscibili. Se al Tombolato avevano sofferto l’intensità e il ritmo dei granata, al Teghil hanno patito il palleggio della Reggina, che ha tenuto in mano il pallino del gioco dopo aver siglato l’1-0 (sfiorando poi il 2-0 allo scadere): un errore di Vogliacco in occasione della rete di Liotti e un centrocampo non all’altezza stavano per condannare i ramarri al secondo ko di fila. Tesser si è accorto che la scelta di schierare Scavone dal 1’ non ha dato i frutti sperati: all’intervallo ha tolto l’ex Bari per inserire Butic, ridisegnando il settore avanzato e anche ricreando un altro spirito nella squadra. Ciurria, da seconda punta, è passato a fare il trequartista mentre Zammarini è scalato mezzala: con Diaw e l’ex Cesena davanti, ma soprattutto con la voglia di rialzarsi, il Pordenone ha schiacciato gli avversari trovando prima l’1-1 e poi il 2-1. Calò è cresciuto di livello, Magnino anche per quanto poi dopo abbia lasciato il posto a Misuraca. Soltanto la sfortuna in occasione del 2-2 ha negato ai ramarri la prima gioia stagionale.


La strada è quella giusta e la ripresa ha evidenziato più aspetti tecnici. Il primo: Zammarini merita di rimanere nell’undici titolare. Richiamato per la quarta volta tra i neroverdi, stavolta durante l’ultimo giorno di mercato, ha dimostrato di essere sempre affidabile e duttile, evidenziando una condizione atletica eccellente. In una transizione al 90’ ha dato uno strappo che è stato l’emblema della sua gara. É giusto puntare sui nuovi come Rossetti e Magnino, investimenti della società, ma di fronte a simili prestazioni del genere il ragionamento può passare ora in secondo piano. Va sempre ricordato che Zammarini, in occasione del dicembre 2019 d’oro del Pordenone, giocò da 1’ tre match conclusisi con una vittoria. Interessante inoltre la prestazione di Butic come spalla di Diaw: rispetto alla prova con la Spal, il croato ha fatto un passo in avanti, offrendo anche a Ciurria la palla da cui è nato il 2-1. Positivo, poi, che il “Fante” abbia trovato il suo primo gol stagionale, mentre il quarto centro di Diaw quasi non fa più notizia. A tratti l’ex Cittadella pare immarcabile.

Giocando così il Pordenone non può non incamerare presto la prima vittoria, soprattutto se si considera che a breve rientrerà a pieno regime Mallamo, uno dei due trequartisti designati sulla carta. Dopo un mese l’ex Atalanta ha rimesso piede in campo e, in attesa di un totem come Gavazzi, è destinato a partire dal 1’ col Monza per crescere di condizione e tornare a essere utile per la squadra.

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