Tao è da 10, Ganna pure. Nibali? Non si può bocciare

Le pagelle della corsa rosa: da Hindley ad Almeida passando per Sagan e Vegni

Ha vinto il Giro. Fuori stagione, preso d’assedio dal virus che, man mano che le tappe passavano, si faceva più pressante. Ha vinto il Giro passando le Alpi in autunno avanzato, superando l’ammutinamento dei corridori a tre giorni dalla fine e proponendo una ventata di gioventù con una raffica di nomi nuovi: Almeida, Hindley e Tao Geoghegan Hart. Maglia rosa per un giorno, quello buono. Magari nel 2021, speriamo in maggio, tornerà per conquistarla un po’ prima della fine e prendersi l’abbraccio del pubblico sulle strade.

10 GEOGHEGAN HART
Dice che si renderà conto forse fra una settimana di cosa sia stato capace di fare nella sua seconda campagna italiana. Ha fatto un capolavoro, ben supportato dal super team Ineos Grenadier e da Rohan Dennis (voto 8). Da Piancavallo, sulla montagna in cui trionfò Pantani, con la prima tappa vinta al Giro 8 giorni prima dell’epilogo di Milano, ha cominciato una cavalcata incredibile e insperata a Palermo, da dove era partito per fare da spalla a Geraint Thomas. Ieri l’Arsenal, la sua squadra del cuore, gli ha pure inviato un tweet di congratulazioni. Super Tao.

9 HINDLEY
Ha detto che tornerà per vincere. In salita va forte, ha solo 24 anni, nella prossima stagione avrà pure i gradi di capitano perché Kelderman andrà alla Bora. E forse la sua Sunweb (voto 3, per come ha gestito i suoi “cavalli”) gli darà tutto il supporto che merita. Una bella scoperta il ragazzo di Perth, non c’è dubbio.

9 GANNA
Ha frantumato le lancette vincendo le sue crono. Dice che quando proverà il record dell’ora, presto, non lo farà in altura ma al livello del mare. Vola alto Filippo: ha classe, umiltà, corre in una squadra super (Ineos, voto 10). La più bella vittoria? Non una crono, ma la tappa di Camigliatello Silano. Fuga, pioggia, freddo, impresa, lacrime: che grande corridore, lui sì che salva alla grande il bilancio degli italiani insieme naturalmente a Diego Ulissi (voto 8).

8 ALMEIDA
Quindici giorni in rosa, ma non ha un voto così alto solo per questo. Al Sestriere, con quel finale orgoglioso, ha dimostrato che sarà un brutto cliente per tutti nelle grandi corse a tappe. A cronometro vola, è veloce, ha personalità, ha sono 22 anni. Se migliorerà un po’ in salita...

6 NIBALI
È vero, lo Squalo meriterebbe la bocciatura perché bisognerebbe giudicare quel che si vede e non il passato. Non è salito sul podio, è andato in difficoltà su tutte le salite tranne il “suo” Etna, prestazione che aveva illuso, ma la sua onestà va premiata. «I giovani vanno più forte di me», ha detto. Poi pensi che ha quasi 36 anni, che da 15 anni è al vertice, da almeno la metà quasi da solo tiene in piedi il nostro ciclismo, e ti rendi conto che la sufficienza ci sta eccome.


5 VIVIANI
Qualche piazzamento e nulla più. Ha corso il Tour (male) e il Giro (male). È una stagione no perché il talento è fuori discussione: nel 2021, speriamo, ci saranno le Olimpiadi, urge rapido confronto con il suo team, la Cofidis, servono fiducia, compagni per un “treno” credibile e i risultati torneranno.

8 DEMARE
Ha dominato tutte le volate dimostrando di essere velocista potente, scaltro, corretto e pure un signore con i compagni di squadra. Uno, Jacopo Guarnieri (VOTO 8), se lo deve tenere stretto, è uno dei segreti delle sue volate.

7 SAGAN
Era il più atteso, mediaticamente una spanna sopra tutti. Classe da vendere. Un Tour nelle gambe non l’ha fiaccato: finché la vittoria è arrivata a Tortoreto Lido. Sontuosa, dopo una giornata a battagliare in fuga sotto l’acqua. Con l’accelerazione sull’ultimo muro sinonimo di classe. È una delle immagini del Giro. E quando i suoi colleghi a Morbegno hanno incrociato le braccia (voto 4 ) lui, 5 milioni di ingaggio, trofei pesanti in bacheca e un Tour sulle gambe, era invece lì pronto a partire.

10 VEGNI
Il direttore del Giro si prende il voto più alto anche per il lavoro fatto dai suoi uomini. I tamponi a raffica (oltre 8 mila) sono stati il segreto per portare a termine la corsa. I tradimenti di un team (Jumbo) e dei corridori a Morbegno hanno, se possibile, alzato il suo voto. Il percorso era super, non è colpa ma dei francesi se sono saltati Agnello e Izoard. E poi quella partenza dalla base delle Frecce...

10 TIFOSI
Hanno visto il Giro da lontano, a Milano sono stati pure invitati a non presentarsi sul percorso, ma per tutto lo stivale abbiamo visto in tre settimane amore e passione. A distanza, sperando sia stata un’esperienza isolata. Immagine finale: un gruppo di francesi con rullo e vernice impegnato sabato al Sestriere a riempire l’asfalto di scritte per gli idoli della Groupama. È il ciclismo che ci piace, questo è il vero Giro d’Italia.

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