Tre Cime e Fauniera in pole, ma l'agenda la detta il virus

Edizione 2021 ancora in alto mare. Unica certezza: sarà tutta italiana

Senza virus questi sono i tempi in cui i corridori, magari in vacanza su qualche spiaggia esotica, cominciano a dare un occhio ai tracciati delle corse a tappe dell’anno successivo appena presentati. A pianificare allenamenti, ricognizioni, a sognare imprese. Ora col virus le cose cambiano decisamente. Archiviata la prima (e speriamo unica) corsa rosa autunnale, non perché sia stata brutta in sé ma solo perché è stata minacciata dalla pandemia, c’è un grande punto di domanda sulla prossima edizione.

Quando in primavera la grande partenza in Ungheria era saltata ed era stata rinviata al 2021, la battaglia al coronavirus sembrava sul punto di essere vinta. Sei mesi dopo le cose sono diverse ed è stato lo stesso direttore del Giro d’Italia, Mauro Vegni, a rimandare ancora il debutto in terra magiara.

«Non penso proprio che i problemi legati al Covid-19 saranno superati nel 2021, ragion per cui lavoreremo nell’ottica di tenere tutte in Italia le 21 tappe della gara», ha detto. La presentazione è slittata a metà gennaio. E sarà di nuovo una corsa tutta italiana con, speriamo in maggio, probabile partenza ancora dalla Sicilia, già prevista per il 2021 prima che il pandemonio scoppiasse. E poi? Se la risalta della penisola ha visto appena premiare la dorsale adriatica, vedrete che nel 2021 torneranno sicure protagoniste la Campania, il Lazio, soprattutto la Toscana, terra legata visceralmente alla bicicletta, e anche la Liguria.

E le attese grandi montagne? Due di esse hanno avanzato la propria candidatura e sono salite “pesanti”: nel Cuneese il Colle della Fauniera, teatro di una delle imprese di Pantani ma anche di una discesa “alla falco” di Savoldelli; sulle dolomiti le Tre Cime di Lavaredo, domate da Nibali sotto la neve nel 2013, nell’ultima occasione in cui la corsa si è inerpicata ai quasi 2.400 metri del rifugio Auronzo. Lì vicino “si scalda” lo Zoncolan, probabile teatro di una delle due tappe friulane. L’altra potrebbe essere transfrontaliera, con sconfinamento in Slovenia, nuova terra promessa delle star del ciclismo e forse del Giro. Ma anche qui deciderà il nemico invisibile.

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