Udine, la paura di capitan Antonutti: «Fermarci adesso sarebbe una vera sconfitta per tutti»

Il campionato di serie A2 va avanti, ma la situazione è critica. «Lo sport ha bisogno dei tifosi, spero tornino presto e in sicurezza» 

UDINE. Dal lockdown primaverile, con il campionato di A2 stoppato, alla seconda ondata di contagi autunnale, con una serie di restrizioni che hanno risparmiato la seconda categoria nazionale e consentono all’Apu Old Wild West di continuare la propria attività. Ne abbiamo parlato con il capitano bianconero Michele Antonutti, analizzando le ultime decisioni del Governo sullo sport e sulla palla a spicchi in particolare.

Antonutti, lo sport di base, quello giovanile e quello dilettantistico si ferma. La serie A2 va avanti. Qual è il suo parere in merito?


«Mi ha colpito una frase che ho letto e dice “lo sport non è un regalo, è un diritto”. Mi dispiace tantissimo per i ragazzi, ho colto tutta la loro delusione. Per quanto riguarda il nostro campionato, in serie A2 c’è professionalità a livelli altissimi. La società non ci fa mancare nulla, siamo tutelati da controlli e misure di sicurezza. È giusto continuare».

Rispetto al lockdown di marzo e aprile, che sensazioni sta vivendo da giocatore?

«Allora eravamo impreparati, straniti. Ora ci sono una consapevolezza e una paura ben precisa. Negli spogliatoi c’è il timore di un nuovo stop, sebbene viviamo in una sorta di bolla. Affrontiamo la cosa con grande maturità».

L’Apu ha fatto il pieno di vittorie in Supercoppa. Ora però vi dovete fermare per più di due settimane. Altra anomalia.

«È una situazione nuova per tutti. La cosa complicata è la gestione mentale delle tempistiche. Ora ci fermiamo per un po’, più avanti potremmo trovarci a fare tre partite a settimana. Sarà importante avere una certa elasticità, del resto viviamo un periodo storico particolare».

Con Orzinuovi avete giocato l’ultima partita con il pubblico. Che effetto fa sapere che si torna allo sport a porte chiuse?

«Dispiace, perché lo sport è bello se condiviso. Speravamo tutti di riuscire a trovare un equilibrio e sapevamo che c’erano tanti abbonati e tanta voglia di basket. Ho visto un Carnera in grande sicurezza, e la cosa mi dà fiducia per il futuro, perché la società e l’impianto sono pronti per quando si potrà ripartire».

Sia sincero, teme un altro stop dei campionati di vertice?

«In questo momento si temono tante cose, compreso il blocco del campionato. Sarebbe una sconfitta per tutti, significherebbe che non siamo riusciti a convivere con questa problematica. A me, però, piace pensare che abbiamo fatto il massimo e che passato questo periodo ritroveremo un equilibrio migliore. Sicurezza e maturità sono i punti da cui ripartire». —


 

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