Pordenone, i rigori sono di nuovo fatali. Col Monza sprecata la grande occasione

Neroverdi con l’uomo in più per oltre un’ora eppure niente reti. Poi Camporese e Stefani si fanno parare due penalty 

La prima parte di stagione del Pordenone si è confermata stregata ieri, quando di fronte a un Monza ultra-decimato e rimasto in 10’ al 42’ del primo tempo non è riuscito a passare il terzo turno di coppa Italia: a Lignano è finita 4-1 a favore dei brianzoli dopo i calci di rigore, in cui Sommariva – il terzo portiere – ha respinto i tentativi di Stefani (il migliore in campo) e di Camporese.

Sarà la squadra di Cristian Brocchi, dunque, il 25 novembre ad affrontare in trasferta la vincente di Crotone-Spal, in campo oggi. Una vittoria, anche dopo i penalty, avrebbe dato morale ai neroverdi, capaci sinora di vincere solo con una squadra di serie D, il Casarano: non c’è stato niente da fare e il gruppo è uscito ai rigori esattamente come nel 2018 col Pescara e come nel 2017 con l’Inter.


Più Monza che Pordenone nella fase iniziale del primo tempo. Nonostante la squadra di Brocchi sia venuta in Friuli in formazione largamente rimaneggiata -13 i calciatori non convocati – è riuscita comunque a palleggiare e a proporre un calcio propositivo: D’Errico, schierato con Macin a ridosso dell’unica punta Colferai, si muoveva bene tra la linee e offriva sempre una soluzione al compagno. Proprio quest’ultimo, capitano, ha chiamato al primo intervento Bindi: al 6’ il portiere neroverde ha respinto il tiro, ripetendosi tre minuti più tardi su Colpani.

La superiorità del Monza si è nuovamente concretizzata al 13’ e sempre con Colpani: l’azzurrino ha centrato il palo a Bindi battuto. Ha faticato a ingranare il Pordenone, capace di alzare il ritmo solo a inizio della ripresa, dopo che il Monza è rimasto in 10 al 42’ del primo tempo in seguito all’espulsione per doppio “giallo” di Colferai. Grazie agli ingressi prima di Scavone, poi di Falasco e di Ciurria i ramarri si sono proposti con più efficacia dalle parti di Sommariva: Scavone ha chiamato due volte alla deviazione il portiere del Monza, imitato poi da Musiolik e Ciurria, mentre l’arbitro non aveva visto un evidente mani di D’Errico in area di rigore. Sarebbe stato penalty e la gara avrebbe potuto prendere un’altra direzione: ha invece imboccato la strada dei supplementari, una mezzora in cui solo Falasco si è reso pericoloso dalle parti di Sommariva.

E proprio nella cosiddetta lotteria dei rigori il 23enne del Monza si è rivelato decisivo. Ha respinto i due tentativi di Stefani e Camporese, lanciando la sua squadra verso il successo: D’Errico prima e Frattesi poi hanno segnato il 2-0 che suonava ormai di condanna. A nulla è valso il centro di Scavone. Bellusci e Barillà hanno firmato gli ultimi due penalty, eliminando il Pordenone dalla coppa Italia. Nota finale per Stefani, che al di là dell’errore dal dischetto ha dimostrato a 36 anni e con poche partite sulle gambe di essere ancora un signor giocatore a questo livello.

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