Pordenone, Musiolik corre verso altri gol

Il polacco, dopo aver rotto il ghiaccio con il Chievo, vuole ritagliarsi uno spazio sempre più importante nella rosa di Tesser

PORDENONE. Nella rete segnata nei minuti di recupero col Chievo si sono viste le sue doti principali: forza e rapidità. Non è un caso se è stato a un passo dal Genoa. Il gol è stato decisivo per il pareggio e per il suo morale. Gli ha permesso di accelerare ulteriormente il processo di ambientamento e di lavorare bene durante la sosta. Anche per questo Sebastian Musiolik può essere l’arma in più del Pordenone nel match col Monza, 90’ che sabato segneranno il ritorno in campo dei ramarri in serie B dopo due settimane di stop.

Il centravanti polacco, classe 1996, alto 192 cm, si candida per essere più di un’alternativa in un incontro delicato, che potrebbe coincidere con il primo successo in casa della stagione. Un ruolo che si è guadagnato dopo un avvio non semplice.

All’inizio della sessione di mercato era stato vicino alla serie A e ai rossoblù liguri, poi l’affare saltò. Rimase così al Raków Częstochowa, in serie A polacca, dove lottava per un posto da titolare. Quindi l’opportunità di passare in prestito al Pordenone: detto, fatto. Negli ultimi giorni della finestra estiva, in 48 ore si è presentato al De Marchi, senza conoscere una parola di italiano e in un calcio totalmente nuovo. Tante le cose da sbrigare e pure in fretta, con lo scoglio rappresentato dalla lingua.

L’impatto nel match col Vicenza è stato ottimo poi, nelle gare con Spal, Cittadella, Monza in coppa Italia ha cercato di capire meglio la nuova realtà, mentre nel quotidiano è stato aiutato dal connazionale Chrzanowski e da Berra, che parla un ottimo inglese.

Si può dire che il gol col Chievo sia arrivato al momento giusto. E può avergli aperto un nuovo mondo. Così nella sosta ha lavorato ancora più duramente e si è dedicato ulteriormente allo studio dell’italiano. Vuole integrarsi così tanto che anche dopo il match coi veronesi ha avuto lezione con i due insegnanti che lo seguono.

La settimana che porta al match col Monza è appena iniziata, tutto può succedere ma Tesser lo segue con attenzione. E lui stesso vuole giocarsi tutte le sue carte, non solo perché è una gara-vetrina. Musiolik vuole crescere e convincere il Pordenone a riscattarlo dal Raków, club con cui ha ancora un rapporto eccellente. Si sente spesso con molti suoi ex compagni, in particolare con il centrocampista Igor Sapała, ma anche con alcuni dirigenti.

A proposito, pochi giorni fa, il proprietario della società, Michał Świerczewski, ha condiviso il tweet del Pordenone che ritraeva la preparazione della sua maglia biancorossa. Anche a Częstochowa sono consapevoli che per il numero 11 neroverde l’opportunità in serie B è troppo importante per la sua carriera: per questo hanno ceduto alle lusinghe del dt Matteo Lovisa e del ds Emanuele Berrettoni, che in lui hanno subito creduto.

Dalla Polonia, precisamente da Leszczyny, la città in Alta Slesia di cui è originario, lo seguono i suoi genitori, Beata e Krystian, e suo fratello maggiore, da sempre interessati al calcio e allo sport. Anche grazie a loro, a otto anni, ha iniziato a correre dietro al pallone come attaccante. E ora, dopo il primo gol in Italia, non vuole più fermarsi. —




 

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