La lettera di Riccardo, 12 anni: «Caro presidente, facci tornare in campo, lo sport ci è di aiuto»

CARLINO. In tempi, quelli moderni, in cui a farla da padrone sono spesso i social, risulta una (piacevole) eccezione sapere che ci sia ancora qualcuno capace di emozionare attraverso una lettera scritta di proprio pugno.

Se a scriverla, poi, è un bambino di dodici anni tutto diventa ancora più commovente. Il mittente è Riccardo, che milita nella categoria “Esordienti” del Cjarlins Muzane, il destinatario Vincenzo Zanutta, massimo dirigente della società.

L’oggetto, scontato dirlo, quel pallone cui Riccardo è abituato a rincorrere fin da quando ha mosso i primi passi, ma che ora ha dovuto depositare visto lo stop agli allenamenti imposto dal Cjarlins Muzane a tutti i suoi tesserati. Una lettera nella quale chiedere al presidente di riaprire il campo da gioco, assumendosi (nonostante la giovane età) la responsabilità di mantenere l’assoluto rispetto di tutte le regole necessarie per prevenire la diffusione del contagio: distanziamento, uso corretto delle mascherine e igiene della mani.

Elementi, questi, che dovrebbero essere lontani dalla mente di ogni bambino, voglioso e in dovere di svagarsi, correre dietro a un pallone che rotola sul manto erboso, con il pericolo lontano da ogni pensiero. Anche per svolgere solo un allenamento, senza la competizione settimanale che poi la partita richiede: «Fare sport – scrive ancora Riccardo – sarebbe comunque di grande aiuto. Sono sicuro che i mister da lei selezionati ci aiuterebbero a rispettare le regole».

Già, proprio quei tecnici che mai come nei settori giovanili hanno, innanzitutto, il ruolo di educatori, ma che sono ora costretti a vedere i loro ragazzi chiusi in casa, troppo spesso incollati davanti a una postazione della play-station e in rarissimi casi con una penna in mano, proprio come ha fatto Riccardo. Il quale è riuscito a emozionare anche lo stesso Vincenzo Zanutta, incapace di trattenere le lacrime scorrendo le parole che il suo tesserato gli ha recapitato.

«Caro Riccardo – la risposta del “patron” – leggo la tua lettera e mi scende una lacrima perché mi fa veramente male al cuore non potervi fare allenare. Sono convinto che a voi poter correre su un campo in erba faccia solo bene e per questo ti prometto che mi impegnerò in tutte le maniere per farvi ritornare in campo nel brevissimo tempo.

Grazie per la tua splendida lettera che invierò anche ai vertici della federazione, per far capire la libertà e la felicità che il gioco del calcio dona a ogni ragazzo. Ti abbraccio, il presidente». Grazie Riccardo, ci uniamo nell’abbraccio. —


 

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