Panchina lunga e tiri da tre: l’Apu sembra già un’orchestra

A Mantova quasi la metà dei punti è arrivata da chi è entrato a gara in corso. Sei giocatori a segno dall’arco (48% di squadra): Udine ha tanti punti nelle mani

UDINE. Tante luci e poche ombre nell’Apu Old Wild West che ha cominciato il campionato sbancando la Grana Padano Arena di Mantova.

È stato un successo ampio nel punteggio, con i bianconeri a dominare tre dei quattro periodi di gioco: è vero che gli Stings si presentavano in condizioni fisiche precarie per lo stop imposto dal Covid, ma Udine ha saputo far valere la sua panchina lunga in maniera schiacciante.


Un’arma che durante la stagione, a nostro avviso, potrà davvero fare la differenza, spesso e volentieri.

Second unit

Quando si trovano a tessere l’elogio degli uomini entrati dalla panchina, capita spesso di sentire gli allenatori evitare termini come “seconde linee”, che rischia di svilire il ruolo di giocatori molto importanti nelle rotazioni. Domenica sera coach Boniciolli ha usato il termine “second unit”, in voga negli Usa, per esaltare la prestazione di alcuni uomini risultati decisivi per far girare la partita dopo un primo quarto negativo.

Giusto così, perché analizzando le statistiche balza decisamente all’occhio il dato dei punti dalla panchina: 48-5 a favore dell’Old Wild West, che ha ottenuto quasi il 50% del fatturato dalla sua “second unit”. Parlano chiaro le prestazioni di Amato, Pellegrino, Italiano, Deangeli e Nobile, che hanno avuto un impatto notevole sul match, mentre sull’altro fronte Di Paolantonio ha spremuto ben poco dalle alternative agli uomini del quintetto iniziale.

Triple e rimbalzi

Bianconeri dominanti anche in altri due dati statistici. Uno riguarda il tiro da tre punti, con un 48% abbondante (14 tiri realizzati su 29 tentativi) a cui hanno contribuito ben sei giocatori, a conferma del fatto che quella dell’Apu a Mantova è stata una prova d’orchestra.

Tanti punti nelle mani, ma anche tante mani in grado di portare punti. L’altra statistica da sottolineare è quella dei rimbalzi. Nonostante un Foulland opaco, anche a causa di una condizione fisica imperfetta, Udine ha mantenuto il controllo dei tabelloni: 34-21 il computo dei rimbalzi, ben 13 quelli offensivi che hanno generato possessi extra ben sfruttati.

Concentrazione

Fra gli aspetti negativi del match d’esordio in campionato dell’Apu c’è l’approccio piuttosto soft alla partita, con 27 punti concessi ai padroni di casa nel primo quarto di gara. Una volta attaccata la spina, però, la concentrazione è rimasta piuttosto alta per tutto l’incontro. Anche dalla lunetta, dove finalmente si è registrata una percentuale come si deve (84%), dopo i numerosi errori nelle gare di Supercoppa. Bene così, ogni dettaglio va curato se si vuole andare lontano. —


 

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