Parola di Provedel, il paratutto di Pasiano: «Ero disperato, ora vedrete che sono da A»

Il portiere ex Udinese racconta la sua estate a caccia di un’occasione, dalla “pista” Pordenone alla scalata (e i miracoli) con lo Spezia 

Dice che avrebbe giocato volentieri nel Pordenone, società in cui ha militato (nel settore giovanile). «Ma non mi ha voluto. Alla fine è andata bene così». Già, perché Ivan Provedel, classe 1994, ex Primavera dell’Udinese, è diventato uno dei punti di forza del sorprendente Spezia di Vincenzo Italiano. Il portiere di Pasiano, complici gli infortuni di Zoet e Rafael, si è ritrovato titolare e ha colto l’occasione, non sfilandosi più i guantoni dopo l’esordio con la Fiorentina alla quarta giornata di serie A, dimostrando di valere la categoria già testata a Empoli. Il club ligure si è così confermato il luogo della rinascita per un altro estremo friulano: la scorsa stagione era toccato a Simone Scuffet, tra i protagonista della vittoria dei play-off di B.

Provedel, lo Spezia è una società che fa rendere tutti al massimo delle proprie possibilità?


«Conosco Simone, mi ha fatto piacere vederlo giocare ad alti livelli nel campionato precedente. Per quanto mi riguarda posso dire di aver trovato tutto per poter esprimermi bene. C’è una grande organizzazione, un bel gruppo e tutto questo permette di lavorare con serenità e dando il massimo. Quando si presentano queste condizioni è più facile. Sono contento della scelta che ho fatto».

È arrivato in bianconero a ottobre a titolo definitivo dall’Empoli, club in cui era rientrato dopo il prestito di sei mesi alla Juve Stabia.

«Ero disperato, ero fuori da tutto. Non si muoveva più nulla dopo qualche voce di mercato. Si è presentata poi questa grande chance. Nessuno mi ha detto che sarei diventato titolare. Io volevo solo fare del mio meglio per giocarmela. Sinora è andata bene».

Con l’Atalanta, alla quinta presenza consecutiva, è stato il migliore in campo.

«Ho avuto più occasioni per mettermi in mostra. Sono stato contento di aver dato il mio contributo per conquistare un punto con una squadra forte. Abbiamo retto l’urto con una squadra fortissima, che viaggia a ritmi impressionanti».

Facciamo un passo indietro e torniamo alla scorsa estate. Si aspettava un contatto da parte del Pordenone?

«Sarei venuto, non mi ha voluto. Fa parte del gioco: ogni dirigenza fa le sue scelte. Mi aveva cercato nell’estate del 2019, quando poi ingaggiò Di Gregorio. Alla fine è andata meglio a entrambi. Con Perisan, che conosco dai tempi dell’Udinese, penso che la società abbia fatto un buon acquisto. Ha tre anni in meno di me, lo ricordo assieme a Meret. Anche Scuffet era con loro. Penso che il Pordenone abbia fatto una scelta simile a quella dell’anno scorso, quando scelsero un portiere da lanciare in serie B».

Tra i cadetti ha totalizzato sinora 126 presenze, in A le 21 del 2018-’19 con l’Empoli. Adesso vuole dimostrare di valere la categoria?

«Sì, perché in quella stagione non stavo bene e non ho reso al massimo, il mio rendimento è stato altalenante. Non ero stato considerato pronto per la serie A. Ora voglio salvarmi con lo Spezia e così, in seconda battuta, far vedere che a questo livello ci posso stare».

Si allena ogni giorno con Pobega, ex Pordenone, ora tra le stelle dell’Under 21. È stato colpito dalle sue qualità?

«Da avversario avevo capito che era tosto. Vederlo lavorare giornalmente si valutano meglio tanti altri aspetti. Ha forza fisica, tempi di inserimento e margini di miglioramento».

Per chiudere, tra i ramarri giocano tre suoi ex compagni di squadra: Berra (a Vercelli), Mallamo e Calò (Juve Stabia). Cosa ne pensa?

«Filippo è un terzino applicato e un atleta di altissimo livello. Mallamo è un vero talento e Calò un giocatore importante per la categoria. Sa impostare ed è bravo sui calci piazzati, dote che conta molto in ogni categoria e specialmente in B». —


 

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