Pordenone, è più facile trovare la vittoria quando dalla difesa arriva il gol di Barison

La rete di testa con la Salernitana è la dodicesima in 76 gare in neroverde del centrale di Tesser. Lo scorso anno aveva raggiunto quota 4, quello di lunedì è il secondo centro dopo la rete alla Spal 

PORDENONE. Al Pordenone, per vincere, soprattutto tra novembre e la prima parte dicembre, mancava ciò che la scorsa stagione aveva in abbondanza: le marcature dei centrocampisti e quelle da palla inattiva.

Le prestazioni, di fatto, sono state dello stesso livello. Non è un caso se, al ritorno al gol di Alberto Barison, sia corrisposto un successo pesante. Il difensore centrale, classe 1994, ha ritrovato la sua specialità, il gol di testa da calcio piazzato, e la squadra ha ottenuto la prima vittoria “pesante” della stagione. Quello dell’Arechi è il dodicesimo centro in 76 presenze in neroverde del giocatore di Dolo: una vera e propria arma per Attilio Tesser.

A Salerno, su una punizione battuta da Calò, Barison ha fatto tutto alla perfezione: il tempo giusto dello stacco, grazie a cui ha sovrastato Di Tacchio e Kupisz, la forza necessaria per colpire il pallone e battere Belec, portiere che copre molto bene lo specchio dall’alto dei suoi 192 centimetri.

Si è trattata di una rete di un’importanza capitale. Gol e tre punti, dunque, coincisi anche con la rottura di un digiuno personale che durava da quasi quattro mesi. Il difensore, infatti, non segnava dalla partita con la Spal. Il match, disputato lo scorso ottobre, rappresentava l’esordio assoluto al Teghil del Pordenone. Allora la marcatura aveva portato i suoi sul momentaneo 2-0. La partiti finì poi 3-3.

Il valore del gol di Salerno è stato diverso, è stato determinante per il risultato. Non è stata la prima volta. A Barison era capitato altre volte di regalare i tre punti con un suo gol da palla inattiva. Dei quattro realizzati la scorsa stagione, due sono valsi il successo: quello con lo Spezia al Friuli (1-0) e quello col Cittadella al Tombolato. Nella circostanza il difensore segnò l’1-0, sbloccando il punteggio. Quindi Ciurria raddoppiò per il 2-0 finale.

In serie C le sue “inzuccate” furono determinanti nella vittoria al Bottecchia col Renate (2-1) e nel pareggio in Umbria col Gubbio alla terzultima giornata (2-2), quando peraltro segnò una doppietta. Una settimana più tardi, andò in rete con la Giana Erminio nell’incontro valso il salto in serie B (3-1). Centimetri (186), forza fisica, capacità di liberarsi in area, compagni che calciano bene le punizioni (prima Burrai, ora Calò): così il 26enne veneziano ha costruito la sua specialità.

Anche grazie a questa sua dote è diventato uno degli uomini di fiducia di Tesser. Soltanto dei piccoli infortuni l’hanno tenuto lontano dal campo nelle ultime due stagioni. Se in serie C ha giocato 34 partite su 40, tra i cadetti ha disputato 39 incontri su 57.

Ha saltato solamente un match per squalifica (quella con l’Ascoli dello scorso luglio), altrimenti nei restanti ha dato forfait per problemi fisici (tra cui la semifinale di andata e di ritorno dei play-off col Frosinone). Forse uno dei pochi difetti del giocatore, che compensa però con l’essere determinante sulle palle inattive, da cui ormai si segna quasi la metà dei gol.

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