Giro d’Italia 2021, ancora tre giorni in Friuli con Zoncolan e Gorizia: ecco tutte le date

Rebus vaccini e pubblico ma sabato 22 e domenica 23 maggio sarà spettacolo. E il 24 dal pordenonese verso le Dolomiti

UDINE. Sabato 22 maggio, tappone dello Zoncolan, domenica 23 maggio frazione transfrontaliera a Gorizia con conclusione in un circuito da classica e partenza da Grado. Poi, partenza di una terza tappa dal Friuli, direzione dolomiti, lunedì 24 maggio. Lo Stato d’emergenza causa virus sarà prorogato almeno fino al 30 aprile, 8 giorni prima del via della corsa, i vaccini che arrivano ma non velocemente quanto si vorrebbe in tutta Europa, l’Italia divisa in colori, eppure il tempo corre veloce: la stagione ciclistica si sta avvicinando e mancano ormai meno di cinque mesi alla partenza del Giro 2021.

La nuova corsa rosa, a meno di tre mesi dalla conclusione dell’edizione blindata e autunnale 2020, non è stata ancora presentata, diversi corridori, anche il nostro Vincenzo Nibali, come leggiamo in questa pagina, hanno assicurato la loro presenza, eppure i rumors dell’ormai tradizionale “campagna friulana” della corsa più amata portano tutti al terzo week-end di maggio, la fine della seconda settimana di gara.

La presentazione è slittata all’inizio di febbraio, Rcs la farà, visto il momento, da remoto. Torino, come già anticipato, sarà, salvo sorprese, la sede di partenza, poi giù al sud attraverso la costa tirrenica, omaggio all’indimenticato ct Alfredo Martini, a cento anni dalla nascita, e, nella risalita al nord, a Ravenna, per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri.

Poi, dal Veneto, forse dopo una cronometro, ecco lo sbarco in Friuli con l’arrivo in Carnia. Enzo Cainero, patron delle tappe friulane, risanato dal virus, si limita a confermare che la prossima settimana ci saranno i sopralluoghi decisivi e che «nel limite del possibile saranno interessati al passaggio delle frazioni i piccoli borghi di montagna, anche per dare un segnale di vicinanza e ripresa». Un gran bel punto di partenza.

E guai a pensare che si tratterà del solito assalto allo Zoncolan. È vero, al momento, non è ancora chiaro se gli spettatori potranno affollare la montagna totem del ciclismo, ma la novità clamorosa è che sarà scalato il versante di Sutrio, il primo affrontato nell’edizione 2003, quello dell’assolo di Simoni e dell’ultimo cameo di Pantani per intenderci, che non ha nulla da invidiare, anzi, a quello di Ovaro.

Domenica 23, con via da Grado, che tornerà a essere sede di partenza di una tappa dopo quella del Giro del Centenario 2009, si annuncia una giornata memorabile per Gorizia, città a lungo divisa e ora simbolo della nuova Europa. Finale in circuito transfrontaliero su e giù per le colline del Collio zona San Floriano, roba da classica delle Ardenne. Menù degno della capitale Europea della cultura 2025

Se il ciclismo è grande in Friuli lo si deve molto al pordenonese. Da qui allora partirà la tappa di lunedì 24 maggio, il tappone dolomitico che con tutta probabilità si concluderà sulle Tre Cime di Lavaredo.

Adesso, a un mese dal via della stagione 2021, con già diverse corse saltate (vedi Tour Down Under in Australia e San Luis in Argentina) il vero tema è: come fare a vaccinare corridori, tecnici, organizzatori, staff delle corse per mettere in sicurezza il calendario ed evitare il secondo round di bolle “vaganti” per l’Europa riavvicinando così i ciclisti al pubblico, l’essenza del ciclismo? La Uae Emirates, lo squadrone dello sloveno Pogacar, nei giorni scorsi ha già vaccinato tutti negli Emirati Arabi. E gli altri? Si attende un intervento risolutore dell’Unione ciclistica internazionale per scongiurare la seconda stagione blindata del grande ciclismo.
 

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