Old Wild West horror: a Biella un’imbarcata che deve far riflettere

BIELLA. L’attenuante del Covid che ha ancora minato le gambe di un Johnson convalescente? Non scherziamo. L’imbarcata presa dall’Old Wild West a Biella, 84-62, peggiore sconfitta dell’era Pedone, contro una squadra onesta o poco più, è ingiustificabile, altro che record d’inizio stagione.

Una prestazione imbarazzante, che non ci aspettavamo e che pone interrogativi pesanti sul futuro di questa squadra. S’intende, siamo a gennaio, il tempo per rimediare c’è tutto, ci mancherebbe.

L’Apu è rimasta in partita formalmente per 25’, mentalmente non lo è mai stata. Dopo il fuoco di paglia di Foulland all’inizio i friulani steccano da tre, difendono da squadra mediocre e non (aspirante) grande. I 19 punti (contro 17) incassati dai piemontesi, ultimo attacco della Serie A2, dicono tutto.

Johnson? È convalescente, arrancherà per tutta la partita (4 punti 0/7 da tre), è normale che lo sia, ma è un bel problema per Udine perché DJ è l’Apu. Che da sotto sovrasterebbe i rivali, generosi, ma poveri di talento, e basterebbe ficcare meglio il naso sotto il tabellone avversario per indirizzare la partita.

Esempio? Foulland triplicato sotto canestro a inizio secondo quarto, palla al bacio a Mussini che rompe il ghiaccio da tre. “Tutto molto bello” direbbe il nostro Bruno Pizzul, peccato che sarà l’unica volta in cui Giuri&Co lo faranno. Pazzesco.

Se poi non difendi Biella – ripetiamo onesta squadra e non di più, visto che perdeva da sei gare di fila, ma battagliera – va all’intervallo lungo addirittura in vantaggio di 4 punti (36-32).

Preoccupano, e non poco, più delle percentuali pessime al tiro (2 su 15 da 3 a metà gara, 4 su 27 alla fine, da minibasket) o della confusione in cui piomba l’attacco dell’Apu (9 palle perse, saranno d-i-c-i-a-n-n-o-v-e alla fine), l’evidente differenza di “fame” tra le due squadre (sei più forte da sotto e dopo 20’ prendi solo un rimbalzino in più, 21 a 20?).

Ti aspetti una reazione dopo la proverbiale sfuriata di Boniciolli negli spettatori e invece l’Apu incredibilmente si inabissa facendo capire a tutti quale sia, Covid o non Covid, anche se il virus conta ci mancherebbe, (ancora?) la differenza con una grande: il carattere.

L’attacco di Udine è un encefalogramma piatto. E quando Wojciechowski “posterizza” Giuri con una stoppata candidandosi ad azione emblematica del match? Ne fa di tutti i colori l’Apu in un terzo quarto da paura.

Eppure 54-45 a 10’ dalla fine non sarebbe un punteggio proprio da partita chiusa. Ma l’onesta, e le 12 palle perse a tre quarti gara ne sono una prova, Biella adesso ci crede eccome. Dimostrazione? Ecco Barbante lungagnone che, solo soletto, uccide la partita con due triple. Meno 16 (64-48) dopo un minuto del quarto quarto e tutti a casa. Il resto è “tempo spazzatura”.

Cara Old Wild West, datati l’attenuante del Covid, il tracollo al Forum di Biella, per una squadra costruita sula carta per provare a vincere, è proprio una sconfitta da vendicare subito.

Difesa pessima, attacco in cerca d’autore per 40’, aggressività sotto i tacchi, avversari onesti come Berdini, Miaschi, Barbante (con i loro ingaggi forse Pedone ne paga uno a Udine) trasformati in eroi. Non può essere solo colpa di Johnson convalescente. Se lo è, è pure peggio. —

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