C’è un’Udinese da primi posti in Europa, quella dei guadagni dal calciomercato

Studio del Cies: i bianconeri con +59 milioni dal 2016. Ma spesa non fa rima con resa: l’Atalanta da Champions è a +133

UDINE. C’è un’Udinese da primi posti in Europa. È quella dei guadagni dal calciomercato. Non si tratta di un’impressione “a spanne”, lo studio è stato redatto dal Cies, l’osservatorio del calcio che ogni settimana fornisce degli approfondimenti e che nel post numero 324, pubblicato ieri, ha analizzato i numeri delle compravendite dei calciatori nella top 5 dei campionati europei – Inghilterra, Spagna, Italia, Germania e Francia – dal 2016 a oggi.

Il gruppo di ricerca internazionale con sede in Svizzera, a Neuchatel, ha voluto sottolineare in particolare il ruolo del football l’Oltremanica, tanto che il titolo illuminante riguarda proprio una città che ha scritto pagine di storia in Premier League: «Manchester al centro del mercato dei trasferimenti», sottolinea il Cies.

Ma a ben guardare per chi segue la serie A e in particolare l’Udinese, la classifica deve essere letta dal basso per capire chi ha ricavato di più dalla “fiera dei sogni”. Se infatti il City è a -631 milioni di euro nei bilancio tra spese e incassi degli ultimi cinque anni e i concittadini dello United sono a -586, seguiti sul gradino più basso del podio dal Barcellona a -471, dall’altro capo della classifica ci sono il Lille con +191, il Lione con +151 e anche l’Atalanta con +133 milioni a bilancio dal 2016. Ma nella “top 20” dei virtuosi trova spazio anche l’Udinese con un +59, in pratica un utile medio di circa 12 milioni a stagione, frutto di un -118 negli acquisti ampiamente compensato da un +177 in fatto di cessioni.

Osservando con attenzione queste graduatorie vale la pena fare un paio di riflessioni. La prima: l’Inghilterra è ormai la nazione leader anche nel calciomercato, grazie alle sterline delle tv. Così, “trainate” dalle due realtà di Manchester, bisogna notare che tra le prime 10 “spendaccione” sei sono britanniche: aggiungendo Everton, Aston Villa, Chelsea ed Arsenal. Altre cinque tra le prime 20: Brighton, Totenham, Wolverhampton, Fulham e West Ham. Le italiane? L’Inter (-386 milioni) è quinta, il Milan (-311) ottavo, la Juventus (-249) quattordicesima.

La seconda riflessione: al di là dei numeri delle squadre più blasonate, la serie A è diventata una realtà venditrice, seconda solo alla Ligue 1 francese e in netta concorrenza con la Bundesliga tedesca. Nel grafico pubblicato in alto ed estrapolato dallo studio del Cies, infatti, sono sette i club italiani nella Top 20 di chi ci guadagna dal calciomercato. Ma proprio partendo da questa considerazione si capisce che “spesa non fa rima con resa”.

Prendete la già citata Atalanta, reduce da un quarto di finale Champions nonostante i guadagni record. O il Sassuolo, ventesimo (+29) ma capace di proporre calcio d’autore da anni, o ancora la Sampdoria che ricava fior di milioni (+76) per poi reinvestirli sempre e alimentare il circolo virtuoso (per la gioia del presidente Ferrero), una politica che nelle ultime due stagioni sta seguendo anche il Verona (+51), club che “tallona” l’Udinese, per non scordare la Roma (+34) che così sta cercando ossigeno per il suo bilancio.

Insomma, mica detto che guadagnando si debbano patire le pene dell’inferno sul campo. L’importante è fare le scelte giuste.

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