Partenza in fotocopia tra andata e ritorno: Pordenone, serve di più

I neroverdi nelle prime cinque gare hanno fatto quattro punti. Sabato a Lignano contro l’Ascoli urge il ritorno alla vittoria

PORDENONE. I numeri non sono positivi e l’intero staff ne è consapevole. Ma allo stesso tempo va riconosciuto che il Pordenone ha lo stesso rendimento del girone d’andata. Dopo cinque giornate, infatti, la squadra di Attilio Tesser avevo ottenuto quattro punti, gli stessi portati a casa sinora nonostante tre sconfitte. Allora, a differenza di oggi, tra i ramarri giocava Davide Diaw, bomber in grado di segnare dieci reti, ceduto lo scorso gennaio al Monza: secondo alcuni la sua perdita può risultare troppo pesante, ma agli stessi va ricordato che i neroverdi, a Reggio Calabria, hanno perso una gara esattamente identica a quella di Pisa, quando in campo c’era lo stesso 29enne di Cividale.

Bisogna andare oltre all’addio di Diaw per valutare il momento, che sotto il profilo dei risultato non differisce dalla partenza dell’annata. Al tempo il Pordenone collezionò quattro pareggi (con Lecce, Spal, Vicenza e Reggina) e un ko (col Cittadella). Ultimamente ha invece centrato un successo (con la Spal), un pareggio (nuovamente col Lecce) e rimediato tre ko (con Vicenza, Cittadella e Reggina). Nel corso delle sfide del girone d’andata aveva segnato di più (sei gol) e subìto di più (otto reti). Ora invece ha realizzato cinque centri, subendone sei. Le situazioni sono di fatto simili e, sicuramente, rispetto allo scorso autunno, la squadra è migliorata sotto il profilo della fase di non possesso, dato che rischia molto di meno. In generale, l’imprinting della formazione è ben definito e, per certi aspetti, la mancanza di Diaw non è da sottovalutare ma allo stesso tempo non è da ingigantire.


Sicuramente con l’Ascoli, sabato a Lignano, il Pordenone è chiamato alla vittoria. Con le ultime tre formazioni che chiudono la graduatoria, nel girone d’andata, i ramarri hanno sempre centrato l’intera posta in palio: ora bisogna ripetere quel bilancio, quei nove punti risultati molto importanti nella costruzione dell’attuale decimo posto. Vincere inoltre con i marchigiani significa anche mettersi al riparo da ogni sorpresa relativa alla retrocessione diretta, dato che le lunghezze di vantaggio sugli stessi bianconeri salirebbero a quattordici.

Discorso troppo prudente? Può essere. Ma è sempre meglio guardarsi alle spalle. E’ ciò che la serie B ha insegnato ai neroverdi nel corso dell’ultimo anno e mezzo.




 

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