L'Udinese si arrende alla regola dell'ex, l'Atalanta fa festa con Muriel e Zapata 

Luis Muriel firma il raddoppio atalantino mettendo a sedere Musso

I due colombiani firmano le tre reti bergamasche, ai friulani in netta difficoltà per almeno 70 minuti non bastano le reti di Pereyra e Stryger Larsen

BERGAMO. Pasqua amara per l'Udinese che incappa nella seconda sconfitta consecutiva (la terza nelle ultime 11 uscite) in casa di un'Atalanta che, per gioco e occasioni prodotte, ha fatto ben più di quanto dica il suo successo per 3-2. Se, infatti, prima della sosta per le Nazionali c'era stato almeno l'alibi del buon secondo tempo giocato contro la Lazio, stavolta i bianconeri hanno sempre sofferto un avversario che ha dimostrato maggior qualità. La buona notizia per Gotti restano i due gol (siglati a fine primo tempo da Pereyra e da Stryger Larsen nella ripresa) che fino alla fine hanno tenuto in partita i suoi nonostante il passo indietro fatto registrare sia sul piano del gioco che del carattere.  
 
Gasperini alla vigilia aveva confessato di temere la “tranquillità” (dettata dalla classifica) dell’Udinese e a sorpresa decide di cambiare assetto: niente difesa a 3, si passa a 4 con Toloi dirottato a destra, Romero-Palomino coppia centrale e Gosens a sinistra, scelta tattica che da vita a un 4-2-3-1 che in fase offensiva vede Malinovskyi, Pessina al centro e l’ex Muriel a sinistra nel tridente a supporto di Zapata.
Novità, comunque, arrivano anche da mister Gotti che nel suo 3-5-2 affida l’attacco all’inedita coppia formata da Okaka (preferito a Llorente) e dal 18enne olandese Braaf, al debutto da titolare in serie A, restituendo al centrocampo la qualità di De Paul e Pereyra come mezzali ai fianchi di Walace, con Molina confermato a destra mentre a sinistra si rivede Zeegelaar. Solito trio davanti a Musso: Bonifazi centrale con Becao (a destra) e Nuytinck.
 
Piove a Bergamo, ma non fa troppa differenza per l’Atalanta che si prende subito il pallino del gioco, mentre di fronte c’è la solita Udinese che fatica a staccarsi dai blocchi di partenza. La Dea battezza quella sinistra come corsia preferenziale, grazie soprattutto a un inspirato Muriel che al 7’ accelera, va via in slalom e dal fondo mette al centro, ma il cross sbatte sul muro friulano. Non è una fiammata (e non lo sarà anche più avanti), con il colombiano che si ripete un minuto più tardi liberandosi di: l’ex bianconero si accentra, ma il destro viene deviato sul fondo da Becao.
L’attaccante nerazzurro sembra farne una questione personale e al 14’ ci prova anche su punizione dai 25 metri, ma il destro è troppo centrale per impensierire Musso, che blocca senza problemi.
La pressione atalantina di De Roon e Freuler, nonostante la teorica inferiorità numerica prodotta dalle differenti scelte tattiche, toglie sistematicamente ossigeno al centrocampo e alla manovra friulana e al 19’ i padroni di casa concretizzano la superiorità territoriale: Pessina a sinistra chiude una bella triangolazione nerazzurra servendo a rimorchio Muriel che appena dentro l’area spara un rasoterra di sinistro che passa tra le gambe di Musso dopo la deviazione di Bonifazi. Ancora Muriel, ancora l’ex, a segno anche nell’1-1 dell’andata.
 
La pioggia concede una tregua, non l’Atalanta che continua a fare la partita contro un’Udinese sempre troppo timida e poco lucida. Per il primo squillo bianconero bisogna attendere il 27’ quando Okaka riceve palla al limite, usa bene il corpo per difendersi da Romero e in spaccata calcia di destro, chiamando comunque alla semplice formalità Gollini. 
Solo una fiammata, comunque, perché al 38’ è ancora Atalanta, con Malinovskyi che si libera bene al limite: potente il sinistro, ma Musso riesce a metterci una pezza.
L’Udinese non c’è: De Paul sembra per una volta un giocatore normale, Pereyra non trova mai lo spazio per accelerare o per inserirsi, il contributo delle fasce si esaurisce in qualche timido affondo di Molina mentre davanti Braaf fa scena muta.
 
La logica conseguenza è il raddoppio dell’Atalanta, che giunge al 43’. Imbarazzante la fase difensiva bianconera, il centrocampo non rientra su una ripartenza iniziata da Pessina: palla a Malinosvskyi che trova il filtrante in area per Muriel, Bonifazi va a vuoto e il colombiano si concede anche il lusso di mettere a sedere Musso prima di firmare la doppietta dell’ex e il suo 18º centro in campionato.
 
Sembra la fine per un’Udinese costretta a fare da spettatrice, ma al 45’ arriva improvvisa la reazione d’orgoglio: Molina sfonda a destra mandando a vuoto Gosens, palla al limite per l’inserimento di Pereyra che di destro la mette a fil di palo superando Gollini.
 
Pereyra scocca il piatto destro che a fine primo tempo tiene aperta la partita
 
Cala il sipario su una prima frazione che, al di là del gol di Pereyra, è stata a senso unico.
 
Dagli spogliatoi non rientra il giustiziere Muriel (problemino muscolare per lui), ma al suo posto l’Udinese si ritrova un altro spauracchio come lo sloveno Ilicic, mentre Djimsiti rileva Gosens. Cambiano gli interpreti, ma non la sostanza di una partita che l’Atalanta continua ad avere saldamente in pugno e al 4’ Malinovskyi pesca al centro Pessina che in spaccata, da distanza ravvicinata, trova l’opposizione di Musso che si rifugia in angolo.
 
Al 6’ c’è tempo anche per un contatto più che sospetto al limite tra Nuytinck e Zapata. Gotti ne ha visto abbastanza e decide per un doppio cambio: dentro Llorente per Okaka e Stryger Larsen per Zeegelaar, ma non c’è nessuna iniezione nel motore di un’udinese che continua a rimanere alle corde, prima di andare per la terza volta al tappeto al 16’: Malinovskyi si accentra, riceve palla sulla trequarti e illumina per Zapata che affetta centralmente una troppo statica difesa friulana e di destro castiga Musso firmando il terzo gol dell’ex di giornata.
 
Gotti si gioca anche le carte Samir e Forestieri (per Nuytinck e l’impalpabile Braaf) e pochi minuti dopo la reazione arriva: è il 26’ quando proprio Forestieri si accende a destra e innesca Molina che entra in area, manda a vuoto De Roon e crossa al centro dove è puntuale il taglio di Stryger Larsen che di destro firma il 3-2 che rimette incredibilmente in partita l’Udinese.
 
Stavolta l'Atalanta sembra accusare il colpo, la solita spavalderia degli uomini di Gasperini viene meno, ma l'orgoglio dell'Udinese procude ben poco, con De Paul che al 37' sparacchia altissima una punizione poco fuori dall'area di rigore nerazzurra. 
Al 44', anzi, è l'Atalanta a sfiorare il poker: rinvio lungo di Gollini, Bonifazi la combina grossa, ma il sinistro di Ilicic esce di un niente.
 
ATALANTA    3
UDINESE      2
 
ATALANTA 4-2-3-1): Gollini; Toloi, Romero, Palomino, Gosens (1' st Djimsiti); De Roon, Freuler; Malinovskyi (33' st Maehle), Pessina (33' st Pasalic), Muriel (1' st Ilicic); D. Zapata (41' st Miranchuk). (31 Rossi, 57 Sportiello, 4 Sutalo, 13 Caldara, 40 Ruggeri, 20 Kovalenko, 7 Lammers). All.: Gasperini.
 
UDINESE (3-5-2): Musso; Becao, Bonifazi, Nuytinck (25' st Samir); Molina, De Paul (cap.), Walace (37' st Arslan), Pereyra, Zeegelaar (14' st Stryger Larsen); Braaf (25' st Forestieri), Okaka (14' st Llorente). (31 Gasparini, 96 Scuffet, 87 De Maio, 5 Ouwejan, 6 Makengo, 29 Micin, 30 Nestorovski). All.: Gotti.
 
Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
 
Marcatori: Al 19' e 43' Muriel, 45' Pereyra; nella ripresa, al 16' D. Zapata, 26' Stryger Larsen.
 
Note: Angoli: 4-1 per l' Atalanta. Recupero: 0' e 3'. Ammoniti: Pereyra e Samir per gioco falloso.

 

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