I FIGLI DI “PAPÀ GUIDO” E LA SUA VERA EREDITÀ

Crescono i figli, crescono. Anche quelli nel calcio. Maurizio Domizzi sulla panchina del Pordenone è l’ultimo giocatore di “papà Guido” che si è calato nei panni dell’allenatore. Altri lo avevano preceduto nella scia del tecnico di Castelfranco che, a 66 anni, avrebbe ancora tanto da dare, ma che ormai fa – splendidamente – il nonno e il commentatore televisivo.

Due i flash. Il primo a San Siro, proprio con Guidolin impegnato nel ruolo di “talent” per Dazn, quando si sistemava la giacca per andare a bordo campo, «perché ho proprio voglia di salutare il mio Alexis». Sanchez era appena arrivato all’Inter e lui era emozionato per il ritorno di quello che reputa essere uno dei suoi figli calcistici per come ha metabolizzato idee ed etica del lavoro. Un’istantanea sul tipo di allenatore che è (era?) il Guido e sull’eredità concessa a chi, tra i suoi giocatori, adesso è in panchina.


Secondo flash su Domizzi. Un’intervista quando era un calciatore di Guidolin, quando l’area davanti agli spogliatoi del Friuli non era ancora off-limits, passeggiando nel parcheggio: finì che si era già svuotato, mentre calavano le prime ombre della sera – avrebbe detto Nick Carter –, dopo tante parole ricche di passione per il calcio, dalle giovanili (della Lazio, anzi del Casalotti) alla serie A. Buon lavoro, Maurizio. —



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