Pellegrini: «Oggi non spenderei quei dieci milioni per riscattarlo»

L’opinionista di Sky parla del giovane olandese dopo averlo visto dal vivo sabato a Bergamo 

l’intervista

massimo meroi


«Io faccio il commentatore tecnico e non il dirigente, ma al giorno d’oggi fossi nell’Udinese dieci milioni per Braaf non li spenderei». La riflessione è di Luca Pellegrini che sabato era a Bergamo a commentare per Sky Atalanta-Udinese.

Pellegrini, l’impressione è che Braaf abbia sbagliato tutti i movimenti in tandem con Okaka. Concorda?

«La disabitudine a giocare una gara ufficiale, abbinata alla poca intesa coi compagni di reparto hanno fatto sì che non ci fosse sinergia. L’impressione è che oggi Braaf possa essere più utile se impiegato a gara in corso come con la Fiorentina: è un puledro che va lasciato a briglia sciolta e anche giocando spezzoni di gara può fare esperienza e crescere».

Era la partita con l’Atalanta quella giusta per farlo esordire? Gotti ha detto di averlo scelto per trovare profondità...

«La lettura del tecnico era giustissima. Con il senno di poi lo sviluppo della gara ha detto altre cose. E poi ricordiamoci che il ragazzo non è giovane, ma giovanissimo».

Nessun ambiente è meglio di quello dell’Udinese per maturare. Qui sanno aspettarti.

«Vero e questo può essere un vantaggio: poter crescere senza tante pressioni. Però la mia domanda è un’altra: se tre club come Ajax, Psv e Manchester City non l’hanno confermato significa che non hanno visto dei miglioramenti nell’arco di un anno. E aggiungo che se fossi nell’Udinese, per quello che ho visto nel quarto d’ora con la Fiorentina e nell’ora abbondante di Bergamo non spenderei quei dieci milioni a cui è fissato il riscatto; magari punterei alla conferma del prestito. Il che non significa che tra quattro anni Braaf non possa diventare un top-player».

Capitolo ruolo: fare l’attaccante nel 4-3-3 è una cosa, la seconda punta nel 3-5-2 un’altra.

«Vero. Da seconda punta vieni attaccato da tutte le parti e devi avere una grande visione periferica, da esterno da una parta hai solo la linea laterale. È più semplice».

Va detto che Braaf è l’unico giocatore della rosa che ha le caratteristiche per cambiare il gioco dell’Udinese.

«Le assenze di Pussetto e Deulofeu sono pesanti. Fatte le debite proporzioni valgono gli infortuni del Napoli di Osimhen e Mertens. Gotti è stato costretto a cambiare tre volte la coppia d’attacco da inizio stagione. È partito con Okaka-Lasagna, poi è passato a Pussetto-Deulofeu, quindi a Llorente-Pereyra. Non è facile lavorare tra così tanti infortuni e inconvenienti. Io fossi nei Pozzo Gotti lo riconfermerei, perché sai cosa vale, cambiarlo significherebbe fare un salto nel buio».

Lei che vive a Genova, cosa ci dice dell’interessamento della Sampdoria per Gotti?

«Il presidente Ferrero è un tipo vulcanico, va dove tira il vento. Non so quanto guadagnano i due tecnici, ma forse anche un milione di euro nelle casse della Samp pesa. E se mandi via Ranieri per prendere Gotti, in questo caso non fai un salto nel buio». —

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