Contenuto riservato agli abbonati

Lo sfogo di Pozzo: Udinese senza anima. E De Paul evita il ritiro punitivo

Il patron ha parlato allo spogliatoio dopo la sconfitta rimediata contro l’Atalanta. L’argentino e Okaka hanno promesso più impegno: niente clausura Là di Moret

UDINE. Dire che non l’abbia ancora digerita è poco, altrimenti martedì 6 Gianpaolo Pozzo non avrebbe convocato l’intera squadra per le 14.30, dopo l’allenamento mattutino, esprimendo senza giri di parole la propria insoddisfazione per l’opaca prestazione di sabato a Bergamo, fino a innescare un vero e proprio botta e risposta, dai toni sempre pacati e rispettosi, con i “senatori” della squadra Rodrigo De Paul e Stefano Okaka.

Materia del contendere? Il ritiro, quello che il primo tifoso dell’Udinese ha annunciato al gruppo come provvedimento da prendere «per riacquistare l’anima perduta» in vista della sfida di sabato sera al Friuli col Torino. Il patron ha usato proprio queste parole «squadra senz’anima», dicendosi scontento e deluso che il gruppo non abbia raccolto l'invito a cercare il decimo posto, obiettivo che lui stesso aveva rivolto a De Paul e compagni all’indomani del pareggio per 1-1 col Genoa, nella settimana che portava alla sfida con la Lazio, poi persa 1-0, prima della sosta per le nazionali.

L’intero gruppo squadra ha ascoltato l’esternazione, poi la parola l’hanno presa De Paul e Okaka, che a nome dei compagni hanno chiesto l’annullamento del ritiro, sintetizzando la richiesta con un semplice «non serve a niente», ma con l’aggiunta di una promessa importante legata a un impegno ancora maggiore da parte di tutti i componenti.

A quel punto il patron non ha risposto, e andando a pranzo ha annunciato che avrebbe comunicato la sua decisione in merito nel tardo pomeriggio. E così è stato, col gruppo squadra “graziato” e avvisato della revoca del provvedimento quando i giocatori avevano già fatto rientro a casa da qualche ora.

Pozzo ha voluto dunque concedere fiducia alle promesse di De Paul e Okaka, bissando nelle modalità e nella decisione le stesse scelte fatte a gennaio, quando annunciò il ritiro dopo la sconfitta subita all’ultimo minuto col Napoli, salvo poi revocarlo da un giorno all’altro, nel cuore della settimana che portò alla sfida poi persa 2-1 a Genova con la Samp.

Tuttavia, fu proprio dopo quella battuta d'arresto anche un po’ sfortunata che i bianconeri impattarono poi con Atalanta e Inter al Friuli, mettendo le basi per il ciclo virtuoso che poi ha fruttato i 17 punti colti dal 20 gennaio a oggi.

Chissà, forse è stato proprio il ricordo di quella striscia positiva avviata dalla ramanzina con allegata “minaccia” di ritiro, che ieri può avere indotto il patron a replicare, anche scaramanticamente, la stessa decisione presa allora a gennaio, a tutto vantaggio dei bianconeri che oggi potranno continuare a mettere il Toro nel mirino sapendo che al termine dell’allenamento di stamattina non saliranno sul pullman in direzione Là di Moret, ma potranno fare rientro a casa.

Prima dell’incontro avuto col patron, l’Udinese si è allenata tra tattica e parte atletica. Deulofeu ha svolto ancora lavoro differenziato e non sfiderà il Toro.

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi